L'esercizio a potenze elevate si fa su intervalli brevi, ma si parla sempre di esercizi ben all'interno delle priprie capacità, cosa c'è di dannoso?
Prima facevi riferimento a rapporti "potenze critiche/peso" non riferite alle capacità del singolo ma scelte in riferimento alle capacità prestazionali "statisticamente eccellenti" richieste per poter disporre di un certo potenziale atletico.
Che di per sè non è dannoso, ma solo potenzialmente dannoso, perchè sovrastimerebbe le capacità del singolo.
Certamente non lo vedo come un approccio che possa ottimizzare la prestazione personale.
Potrei essere parzialmente d'accordo con te se il tuo ragionamento è un tentativo di quantificare in modo più aderente alla realtà il potenziale prestazionale. Se però consideri che la coppia "potenza - durata ammissibile" è conseguenza dei fattori fisiologici (centrali e periferici) che la hanno prodotta, capisci che rimane una valutazione sostanzialmente fine a se stessa in quanto andresti comunque a confrontare due situazioni fisiologicamente differenti (ad esempio: l'atleta "eccellente" ha una durata maggiore della mia perchè, fra le altre cose, una quota maggiore di quella potenza deriva dal sistema aerobico: posso davvero sperare di aumentare la mia durata a quella potenza senza un lavoro significativo sul mio sistema aerobico, ovvero alle intensità critiche e sub-critiche "di soglia" che mi consentono di sfruttare le mie capacità fisiologiche per tutta la durata richiesta?).
Riferimento ancor meno utile, ovviamente e per il medesimo motivo, per gestire la preparazione atletica, che deve necessariamente essere basata sul significato dei numeri, ovvero sui fattori fisiologici che realmente intervengono.
Quello che voglio dire è che l'allenamento per il ciclismo reale non è fatto di ripetute lunge decine di minuti, è fatto di interval training breve a potenze elevate
Anche, ma non certo in modo esclusivo.
PS cosa intendi per ciclismo reale? L'inseguimento su pista, una cronometro da 1 ora, una granfondo con tanta salita percorsa col gruppo di testa?
questo lavoro ti fa migliorare anche sugli sforzi medio-lunghi
Ma non necessariamente si tratta della modalità ottimale per allenare gli sforzi medio-lunghi ad intensità sostenuta.
sono le ripetute lunghe che non consentono miglioramenti sugli sforzi brevi
E infatti si inseriscono le ripetute brevi, scegliendo valori di potenza adeguata (in relazione alle capacità funzionali del singolo) e durate / numero di ripetizioni / recuperi coerenti per ottenere la stimolazione delle caratteristice che è di interesse allenare.
la pratica del ciclismo su strada è fatta da sforzi intensi e brevi ripetuti all'infinito.
Premesso che non abbiamo definito intensità e brevità cui si stà facendo riferimento, mi pare comunque un'affermazione azzardata.
Il numero di sforzi intensi e brevi è evidentemente limitato, come puoi capire anche solo considerando che il serbatoio energetico da cui questi derivano non ha capacità indefinita.
Ovviamente in allenamento cercherò di andare progressivamente a sovraccaricare in modo controllato il sistema, ma la "tattica" di gara sarà necessariamente quella di salvaguardare il più possibile il serbatoio in questione, attingendo a quello aerobico che, ai fini pratici, può essere considerato quasi illimitato (pur limitato dal punto di vista della "velocità di approvvigionamento": l'analogia dei serbatoi la trovi in letteratura).
Ovviamente tutto serve allo scopo, ma gli allenamenti decisivi per il miglioramento non sono certamente sulle ripetute medio-lunghe.
Non certo in modo esclusivo, e certamente in misura dipendente da specificità ed individualità.