Training and Racing with a Power Meter

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marcuzzo

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4 Maggio 2007
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OT: Maestro marcuzzo... Imploro il Vostro perdono, per un momento ho sentito tentennare la forza, o era la potenza?? :) E' il principio di azione e reazione inscatolata che regola le nostre azioni, esempio: io tentenno (azione) e voi Maestro marcuzzo mi richiamate all'ordine (reazione), io rinsavisco (rereazione), Voi siete soddisfatto (rerereazione)
:mrgreen::mrgreen::mrgreen:
 

ciclotrainer

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25 Novembre 2007
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The force resulting from the action of mono- and biarticular muscles in a limb. A L Hof Department of Medical Physiology, University of Groningen, P. O. Box 196, 9700 AD, Groningen, Netherlands. [email protected]RACTHuman and animal limbs can be modelled as a chain of segments connected at joints. For a static limb, the force exerted at the endpoint due to the force of a single muscle has been calculated. It turns out that there are marked differences in the action of mono- vs. biarticular muscles. Monoarticular muscles produce an endpoint force that is directed in the lengthwise direction of the limb, i.e. in the direction of one of the segments. The force from biarticular muscles can have a marked transverse component. The 'principal direction' of this endpoint force is also the movement direction of the endpoint which is the most favourable for the muscle to do work. The reasoning presented can explain e.g. the differences in the activity of mono- and biarticular muscles in cycling. L'articolo completo è a pagamento, ma è molto interessante, si vede che sono in buona compagnia
 

ciclotrainer

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25 Novembre 2007
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Il caldo di sti giorni comincia a fare brutti scherzi...

No, non è il caldo.
Una recente statistica Istat ha stabilito che solo il 25% di quelli che sanno leggere in italiano riesce a capire quello che legge, immagino che la percentuale sia molto più bassa quando si tratta di leggere e capire l'inglese.
Quindi è evidente che mi trovo al di fuori di questa piccola percentuale.
L'altra sera a Super quark hanno detto che oltre il 66% della popolazione italiana non ha le competenze necessarie per vivere in una società tecnologicamente avanzata, anche quì credo di essere sicuramente entro questa percentuale.
Quindi abbiate pazienza e scusatemi se riporto articoli in inglese che non riesco a capire, ma siccome ne ho almeno un centinaio, sarebbe bene che qualcuno incominci anche a spiegare quello che sta scritto.
 

ciclotrainer

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l'articolo non dice per nulla quello che vai sbandierando...
[url]http://share.eldoc.ub.rug.nl/FILES/root2/2001/forcrefrt/Hof_2001_Journal_of_Biomechanics.pdf[/URL]

E CHE LA FORZA SIA CON VOI :)

Normalmente le ricerche servono per confermare o smentire ipotesi, e spesso arrivano a conclusioni diametralmente opposte.
Da quello che ho letto ritengo che la forza muscolare generata dai muscoli coinvolti nel gesto non è detto che sia trasferita totalmente all'endpoint, cioè al pedale.
Ho voluto citare l'abstract di quella ricerca perchè dice esattamente che il comportamento muscolare varia da una condizione statica ad una dinamica, e che quando più muscoli sono coinvolti la forza non viene trasmessa solamente nella direzione del muscolo ma anche in altra direzione, che sarebbe quella del movimento.
Altre ricerche dimostrano che i principali propulsori sono il vasto laterale ed il retto femorale, mentre il gastrocnemio ed il soleo servono solamente al trasferimento della forza prodotta dai muscoli precedenti al pedale.
La condizione ottimale di tale trasferimento è determinata dalla tecnica di pedalata, per cui ottimizzando la distribuzione si determina una dimuzione della forza necessaria per ottenere una medesima prestazione.
E' dimostrato anche da un test condotto in una simulazione di time trial di 40km.
Tutto si basa su ipotesi dei ricercatori, che tra le altre cose indagano in direzioni non sempre convergenti, io non ho fatto alcuna ipotesi mia, ho solo collettato le ricerche.
Ora se tu sei giunto ad una lettura diversa dovresti dirmi in che modo leggi le ricerche, non limitarti a dire che io ho letto male, il che sarebbe anche possibile.
Aggiungo di non aver mai detto che il misuratore non serve, eppure tu lo hai scritto in qualche post precedente.
A te piace dire che la forza non è una limitante della prestazione, ma non hai mai chiarito in quale senso. Forse il problema sta nella distribuzione?
 

GiAnFrA

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Normalmente le ricerche servono per confermare o smentire ipotesi, e spesso arrivano a conclusioni diametralmente opposte.
Da quello che ho letto ritengo che la forza muscolare generata dai muscoli coinvolti nel gesto non è detto che sia trasferita totalmente all'endpoint, cioè al pedale.
Ho voluto citare l'abstract di quella ricerca perchè dice esattamente che il comportamento muscolare varia da una condizione statica ad una dinamica, e che quando più muscoli sono coinvolti la forza non viene trasmessa solamente nella direzione del muscolo ma anche in altra direzione, che sarebbe quella del movimento.
Altre ricerche dimostrano che i principali propulsori sono il vasto laterale ed il retto femorale, mentre il gastrocnemio ed il soleo servono solamente al trasferimento della forza prodotta dai muscoli precedenti al pedale.
La condizione ottimale di tale trasferimento è determinata dalla tecnica di pedalata, per cui ottimizzando la distribuzione si determina una dimuzione della forza necessaria per ottenere una medesima prestazione.
E' dimostrato anche da un test condotto in una simulazione di time trial di 40km.
Tutto si basa su ipotesi dei ricercatori, che tra le altre cose indagano in direzioni non sempre convergenti, io non ho fatto alcuna ipotesi mia, ho solo collettato le ricerche.
Ora se tu sei giunto ad una lettura diversa dovresti dirmi in che modo leggi le ricerche, non limitarti a dire che io ho letto male, il che sarebbe anche possibile.
Aggiungo di non aver mai detto che il misuratore non serve, eppure tu lo hai scritto in qualche post precedente.
A te piace dire che la forza non è una limitante della prestazione, ma non hai mai chiarito in quale senso. Forse il problema sta nella distribuzione?

scusa, ma tutto questo... con srm, powertap, power2max, cinqo non potrai mai e poi mai quantificarlo.. quindi che c'azzecca il tuo discorso (giusto o sbbagliato che sia) con il training e il racing con un powermeter??????? ;nonzo%;nonzo%;nonzo%

apri un topic dedicato al discorso delle forze muscolari spese bene o male, qua sono fuori luogo. Ripeto per l'ennesima volta: con il misuratore di potenza leggi solo la potenza legata all'avanzamento (nel caso di srm, power2max, cinqo vuol dire che leggi la potenza che passa "attraverso" la guarnitura, e con powertap leggi la potenza che passa "attraverso" il mozzo)

Il sistema di misura del powermeter vede una sola informazione: ci sono degli elementi calibrati (estensimetri, dei fili sottilissimi in materiale metallico con diametri calibrati disposti a greca) solidali con un elemento deformabile, che sotto l'azione risultante della pedalata si deformano. Queste deformazioni comportano una riduzione della sezione dei fili (restando in campo elastico è una deformazione reversibile). Questi fili, collegati ad un circuito elettrico in maniera opportuna, si comportano come delle resistenze variabili. Sono resistenze variabili perchè maggiore è la deformazione che subiscono e maggiore sarà la riduzione di sezione che si otterrà facendo aumentare di conseguenza la resistenza elettrica. Il certificato di calibrazione che ti forniscono col misuratore dice proprio il legame tra le deformazioni e i segnali elettrici risultanti.

quindi se pedalo con una gamba sola applicando una forza di 90N con sola componente verticale leggerò un dato risultante in potenza che vale "ICS"

Se invece pedalo applicando con la gamba destra 390N in direzione verticale e la sinistra applico un carico resistente di 300N in direzione verticale che si oppone quindi a ciò che sta facendo la destra che è in fase di spinta indovina cosa leggerà il mio (e anche il tuo) misuratore di potenza???

esatto, leggeremo entrambi la stessa cifra, lo stesso "ICS" che avevamo visto nel caso senza forze resistenti.

E questa non è una mia invenzione... il misuratore di potenza funziona così.

Posso metterci tutta la buona volontà ma non riesco a trovare un modo, utilizzando un simile sistema, per capire se sto pedalando "bene" o se sto sprecando forze.

Qualsiasi spiegazione è benvenuta, purchè stia in piedi o-o
 

Roberto Massa

t.me/massarob
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Normalmente le ricerche servono per confermare o smentire ipotesi, e spesso arrivano a conclusioni diametralmente opposte.
verissimo, su uno stesso argomento si possono trovare opposte valutazioni scientifiche, spesso influenzate del livello dei soggetti presi per la sperimentazione. Su moltissimi aspetti soprattutto metodologici ci sono variegate e MAI assolute risposte.
Da quello che ho letto ritengo che la forza muscolare generata dai muscoli coinvolti nel gesto non è detto che sia trasferita totalmente all'endpoint, cioè al pedale.
che vi siano componenti vettoriali della pedalata non utili è risaputo, solo quelle utili alla propulsione di trasformano in F appunto utile, le altre si disperdono e non diventano potenza utile alla propulsione.
Questo è il concetto P= F(componente vettoriale utile)*V.
Ma ripeto, non è nulla di assolutamente nuovo!

MG-coordinates-02.PNG

Ho voluto citare l'abstract di quella ricerca perchè dice esattamente che il comportamento muscolare varia da una condizione statica ad una dinamica, e che quando più muscoli sono coinvolti la forza non viene trasmessa solamente nella direzione del muscolo ma anche in altra direzione, che sarebbe quella del movimento.
anche questo è vero ma in un movimento circolare è abbastanza intuitivo
Altre ricerche dimostrano che i principali propulsori sono il vasto laterale ed il retto femorale, mentre il gastrocnemio ed il soleo servono solamente al trasferimento della forza prodotta dai muscoli precedenti al pedale.
confermo la seconda parte, i muscoli della gamba (anatomicamente dal ginocchio alla caviglia) sono "solamente" delle strutture in tensione che trasferiscono l'azione propulsiva di altri distretti muscolari maggiori. Lavorano ma non costituiscono una componente utile se non al superamento di PMI. Le sperimentazione con tacchette e posizionamenti delle stesse in "midfoot" sotto arco plantare sono state pensate in quest'ottica.
PS la fascia plantare è anch'è essa un elemento molto utile per la trasmissione della forza (lo sottolineo perchè non è presente nel grafico)
pedalstrokelarge.gif

La condizione ottimale di tale trasferimento è determinata dalla tecnica di pedalata, per cui ottimizzando la distribuzione si determina una dimuzione della forza necessaria per ottenere una medesima prestazione.
vero ma non è esattamente quello che hai scritto fin'ora!
E' dimostrato anche da un test condotto in una simulazione di time trial di 40km.
Tutto si basa su ipotesi dei ricercatori, che tra le altre cose indagano in direzioni non sempre convergenti, io non ho fatto alcuna ipotesi mia, ho solo collettato le ricerche.
Ora se tu sei giunto ad una lettura diversa dovresti dirmi in che modo leggi le ricerche, non limitarti a dire che io ho letto male, il che sarebbe anche possibile.
Aggiungo di non aver mai detto che il misuratore non serve, eppure tu lo hai scritto in qualche post precedente.
se affermi che la potenza non è espressione tangibile di prestazione (con le sue imprecisioni, strumentali e non) sembrerebbe proprio il contrario!
A te piace dire che la forza non è una limitante della prestazione, ma non hai mai chiarito in quale senso. Forse il problema sta nella distribuzione?
La forza massimale o la forza aspecifica al gesto-pedalare non è un fattore limitante prestazioni aerobiche. La capacità di esprimere forze esplosive (picchi) submassimali (in effetti sono relativamente pochi kg) nel tempo e sfruttando al massimo e al meglio (efficienza meccanica+aerobica) sì.

Scusate, risposte mie in grassetto, tante domande e non riuscivo a quotare tutto
 
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eocman

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Trek Madone 7.s 2^series H2 - Red 22 - Enve - Garmin Vector
Mi piace! Sto acquisendo conoscenze che non pensavo. Ammettiamolo gli interventi di Ciclotrainer, che non ho le competenze per valutare sotto il profilo scientifico, sono comunque stimolanti una discussione più compiuta che non una banale chat tipo: ho aumentato la cp20' oppure, facendo 1000w sui 5'' come mi posiziono nella scala?

Ripeto non sono in grado di sapere se ha ragione Tizio, piuttosto che Caio ma un'idea me la sto costruendo e a questo proposito vi propongo una riflessione sulla base del seguente articolo:

"La considerazione dell'errore in azienda è generalmente legata alla valutazione di attività operative e di processo, in cui la cultura della qualità globale ci ha abituato a prevenire l'errore, cercando di evitarlo. Tuttavia, nei processi di innovazione, molti autori mettono in risalto come l'errore debba essere considerato parte del percorso innovativo e, dunque, dotato di valenze positive.
Infatti chi innova procede per… errori. Pensiamo a Galileo Galilei, il primo a introdurre formalmente il metodo di indagine scientifico, che consiste prima nella formulazione di un’ipotesi poi nella ricerca di conferme.
Se la tesi non trova riscontro, si ricomincia daccapo. Si procede dunque per tentativi! Quando cerchiamo una soluzione a un problema è riduttivo dunque parlare di errore: si tratta piuttosto di un errare tra possibili soluzioni.
Un esempio? La nascita del Post-It. Nel 1968 uno dei ricercatori dell’azienda, Spencer Silver, stava cercando di mettere a punto un adesivo ultraforte. Durante uno degli esperimenti creò invece una colla particolarmente debole. Anziché buttarla e dichiarare il fallimento, la affidò ai propri colleghi sperando trovassero una possibile applicazione. Qualche anno dopo, uno di questi, tale Art Fry, si ricordò della capacità di questa colla di aderire alla carta anche dopo essere stata più volte staccata. Nacquero così i famosi foglietti gialli.
Qual è stato il passaggio in più che ha fatto l’inventore dell’adesivo per i Post-It? Ha condiviso con i propri colleghi il tentativo di creare una speciale colla! E, di fatto, la sua mancata invenzione è stata proprio alla base di un nuovo prodotto."


http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_Libro.asp?ID=11437

Questo per dire che forse varrebbe la pena, con la mente aperta, capire se sono tutte cavolate oppure usare un metodo di indagine più produttivo.
Certamente mi sembra scortese dare giudizi taglienti e talvolta irridenti o offensivi nei confronti di chicchessia e soprattutto da questi non imparo assolutamente nulla.
Good night and good luck
 
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Roberto Massa

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Mi piace! Sto acquisendo conoscenze che non pensavo. Ammettiamolo gli interventi di Ciclotrainer, che non ho le competenze per valutare sotto il profilo scientifico, sono comunque stimolanti una discussione più compiuta che non una banale chat tipo: ho aumentato la cp20' oppure, facendo 1000w sui 5'' come mi posiziono nella scala?

- le risposte che molti danno a CT creano conoscenze, il che è diverso.
- la "banale" chat sui valori non è tale poichè è proprio ANCHE di questo che si parla nel libro che, per chi se ne fosse scordato, è il titolo della discussione
- la tua posizione di atleta "seguito" dal sopracitato CT ti mette in una posizione di difesa non "super partes"
 

marcuzzo

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Ma tutta quale? Secondo te misurano pure il flusso di calore che attraversa la tua pelle?
Un misuratore nel mozzo misura solo la potenza che "attraversa" il mozzo.
Ma poi quei testi in inglese che hai postato non confermano certo le tue strampalate idee.
Quello che dici è verissimo tant'è che c'è scritto anche sul libretto del pt
la coppia applicata al pacco pignoni deforma lievemente il tubo di torsione il quale la trasmette alla ruota sul tubo di torsione sono applicati gli strain gauges che danno un segnale proporzionale al momento torcente.
 
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ciclotrainer

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se affermi che la potenza non è espressione tangibile di prestazione (con le sue imprecisioni, strumentali e non) sembrerebbe proprio il contrario!

Credo di non aver mai scritto questo. Penso però che i dati vadano letti in un ottica diversa.
L'unico motivo per il quale ho ritenuto di approfondire la questione valore potenza letta su strada è perchè negli ultimi 2 mesi, preparandomi per le cronometro in modo specifico, ho notato che a parità di prestazione cronometrica i valori di potenza risultano più bassi di 20-30w, mentre risultano più alti i valori di cadenza.
Lasciamo stare le condizioni meteo diverse e quanto altro.
Sono almeno 20 anni che faccio sempre gli stessi tratti di strada, e lo stesso fenomeno è stato riscontrato anche nei giri da 100km, in corrispondenza di un aumento del periodo trascorso a costo zero.
Nella prova sul 5km+5km inoltre è impossibile fare errori di condizioni meteo in quanto non è possibile che siano più favorevoli in entrambi i sensi di marcia.
Altre ricerche, di cui abbiamo discusso, dimostrano che l'intervento dei muscoli durante il ciclo di pedalata, come rappresentato dal grafico che hai postato, non è fisso, ma è variabile in relazione alla cadenza, alla potenza ed alla posizione, ma anche alla fatica (per cui sicuramente il trasferimento della forza peggiora negli sforzi di lunga durata quando ci si trova vicino alle CP).
Se i muscoli propulsori principali lavorano per un arco più breve, se anticipano l'onset ed anticipano l'offset cosa succede? e se invece lavorano per un arco maggiore? e se i muscoli della gamba lavorano più del necessario o addirittura ostacolano il trasferimento della forza al pedale?
Queste variabili sono indifferenti al valore potenza letto? considerando che poi il movimento ha cmq sempre la stessa velocità.
Le ricerche non sono una novità, anche se le più recenti danno conto del fatto che tuttora ci sarebbero molti aspetti da chiarire.
In definitiva, leggendo queste ricerche penso che la potenza media più bassa registrata a parità di tempo, oppure il fatto che sono mediamente più veloce con meno potenza letta rispetto agli anni precedenti, siano l'effetto di un migliorato trasferimento della forza, sicuramente dato da tecnica di allenamento diversa rispetto agli anni precedenti, miglioramento della posizione, migliore scelta dei materiali.
Mi spingo ancora oltre, se è vero che la distribuzione, e quindi il trasferimento della forza peggiora in condizioni di stress o di fatica, ha un senso arrivare a condizioni di fatica estrema? penso che in condizioni sub-massimali ma anche molto sub-massimali la pedalata sia molto più efficiente rispetto a sforzi troppo vicini alle varie CP o troppo prolungati.
Oppure vale la pena tentare di ridurre i tempi di intervento dei muscoli propulsori, oppure di modificarli?
 
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ciclotrainer

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25 Novembre 2007
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Quello che dici è verissimo tant'è che c'è scritto anche sul libretto del pt
la coppia applicata al pacco pignoni deforma lievemente il tubo di torsione il quale la trasmette alla ruota sul tubo di torsione sono applicati gli strain gauges che danno un segnale proporzionale al momento torcente.

E di conseguenza non sai come ed in che misura intervengono i tuoi muscoli, e se stanno lavorando in coordinazione ottimale per favorire il movimento.
Quindi misura tutta la potenza generata dai muscoli, anche quella che non serve. (potrebbe non essere il tuo caso)
 

ciclotrainer

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scusa, ma tutto questo... con srm, powertap, power2max, cinqo non potrai mai e poi mai quantificarlo.. quindi che c'azzecca il tuo discorso (giusto o sbbagliato che sia) con il training e il racing con un powermeter??????? ;nonzo%;nonzo%;nonzo%

apri un topic dedicato al discorso delle forze muscolari spese bene o male, qua sono fuori luogo. Ripeto per l'ennesima volta: con il misuratore di potenza leggi solo la potenza legata all'avanzamento (nel caso di srm, power2max, cinqo vuol dire che leggi la potenza che passa "attraverso" la guarnitura, e con powertap leggi la potenza che passa "attraverso" il mozzo)

....
Posso metterci tutta la buona volontà ma non riesco a trovare un modo, utilizzando un simile sistema, per capire se sto pedalando "bene" o se sto sprecando forze.

Qualsiasi spiegazione è benvenuta, purchè stia in piedi o-o
Fa tutto parte della stessa problematica, non ha senso aprire 10 topic per scomporre il problema, è lo stesso errore fatto in passato da molti ricercatori.
Che senso ha analizzare il comportamento di un singolo muscolo quando poi il tutto dipende dall'insieme dei fattori?
Un'orchestra può mai suonare bene con un violino non accordato correttamente?
Quì si parla di tecniche di allenamento o no?
Le ricerche sono tutte tese a stabilire cosa si modifica nelle varie condizioni.
Se non sai come funziona il tuo motore non puoi migliorarne il rendimento.
Attraverso l'analisi dei dati è possibile vedere se pedali bene o male, bisogna solo saper leggere i dati.
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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1)Se i muscoli propulsori principali lavorano per un arco più breve, se anticipano l'onset ed anticipano l'offset cosa succede? e se invece lavorano per un arco maggiore? e se i muscoli della gamba lavorano più del necessario o addirittura ostacolano il trasferimento della forza al pedale?
Queste variabili sono indifferenti al valore potenza letto? considerando che poi il movimento ha cmq sempre la stessa velocità.
Le ricerche non sono una novità, anche se le più recenti danno conto del fatto che tuttora ci sarebbero molti aspetti da chiarire.
2)In definitiva, leggendo queste ricerche penso che la potenza media più bassa registrata a parità di tempo, oppure il fatto che sono mediamente più veloce con meno potenza letta rispetto agli anni precedenti, siano l'effetto di un migliorato trasferimento della forza, sicuramente dato da tecnica di allenamento diversa rispetto agli anni precedenti, miglioramento della posizione, migliore scelta dei materiali.
3)Mi spingo ancora oltre, se è vero che la distribuzione, e quindi il trasferimento della forza peggiora in condizioni di stress o di fatica, ha un senso arrivare a condizioni di fatica estrema? penso che in condizioni sub-massimali ma anche molto sub-massimali la pedalata sia molto più efficiente rispetto a sforzi troppo vicini alle varie CP o troppo prolungati.
Oppure vale la pena tentare di ridurre i tempi di intervento dei muscoli propulsori, oppure di modificarli?

1) qui entrerebbe, o sarebbe utile, un' applicazione e studio (e ce ne sono) con miografia applicata alla pedalata, ma il risultato fisico e "meccanico" macroscopico che ne risulterebbe non sarebbe altro che il vettore come in grafico sopra riportato. Es di questi studi sono stati fatti per analizzare la differente applicazione di spinta e uso muscolatura con differenti angoli piantone. Analizzare le componenti vettoriali applicate al pedale però non è altro che la misurazione che fa una Wattbike o un SRM con analisi e campionamento in-out @ 200 Hz
2)dipende però anche da un terzo fattore, non trascurabile perchè metabolico, cioè consumo di O2. In tal senso si potrebbe allora sì evidenziare un miglioramento della resa come somma di efficienza meccanica/metabolica (allenamento, tecnica e reclutamento muscolare migliorato) e/o aerodinamica e/o riduzione altre resistenze all'avanzamento. L'influenza delle singole componenti va e può essere misurata in condizioni standardizzate.
3) dipende dal significato che si applica a "fatica estrema": faccio un esempio pratico, ho un conoscente che fa extramaratone, ultimamente anche la RATA (race accross the Alps, 500+ km per 13000m di ascesa...in 1 giorno!). Il suo obiettivo è la massima resa a livello metabolico. Non si allena con PM ma solo con FC e l'obiettivo dei suoi carichi spesso prolungati e submassimali è il miglioramento del rapporto fc/vel e fc/RPE.
Dopo 200km e aver scalato Stelvio e Gavia riesce a salire il Mortirolo in 70' a frequenze FC anche per lui, "bradicardico da sport", medio-basse.
Il concetto di submassimale va quindi riportato o su un valore di intensità (carico, lavoro, potenza) o su un piano di durata.

Ad un livello di intensità, al quale penso ti riferisci poichè menzioni CP, una migliore efficienza va commisurata agli obiettivi e caratteristiche di gara= sarebbe poco redditizio a livello cronometrico in una prova breve (<60-90') mantenere la stessa intensità/sostenibilità/ripetibilità di una extramaratona (mantenimento di intensità x per un maggior periodo t perchè la mia resa è migliorata). Dal verso opposto, come già scritto più volte, invece una maggior resa ed efficienza dovrebbe permettermi di superare il limite precedente a parità di tempo, il concetto proprio di Critical Power.
Le domande in tal senso sono estremamente interessanti ma ancora non completamente investigate (ps, sono in viaggio e non ho con me la mia "cartella" con libri e articoli dove magari trovo altro) ma questi aspetti possono essere ipotizzati anche in via indiretta, ma sempre con le dovute cautele= http://www.edb.utexas.edu/coyle/pdf%20library/%2846%29%20Coyle,%20Sidossis,%20Horowitz,%20Beltz,%20Cycling%20efficiency%20is%20related%20to%20the%20percentage%20of%20type%20I%20muscle%20fibers,%20Med%20and%20Sci%20in%20Sports%20and%20Exercise,%2024%287%29%20782-8,%201992.pdf

Altro esempio pratico, non ricordo la fonte, probabilmente VeloNews (la rivista): si parlava di Tom Danielson, ora atleta Garmin, e del fatto che pur essendo tra i migliori nei vari test condotti in varie fasi della stagione e che questi test si confermavano poi anche in "prove da campo" cronometrate in salita, non riuscisse ad avere una minima ripetibilità= era in grado di sostenere uno sforzo submassimale di altissimo livello solo singolarmente e su una singola salita e/o su una breve distanza di gara (senza altre salite rilevanti in precedenza) per poi suibire una notevole flessione magari sull'ultima salita, quella in cui (tra i PRO) ci si gioca la gara. In quest'ottica l'efficienza quindi va vista sotto vari aspetti e quindi a parità di soggetto e in condizione differenti di affaticamento l'analisi di potenza (della sua modificazione o flessione) è estremamente utile per inquadrare la sua efficienza "temporale".

Sulle ultime domande sull'intervento dei muscoli, lo scopo è sempre molteplice: miglioramento del picco di forza, ampliamento dell'angolo di applicazione di forza con valori quanti meno discostanti percentualmente dal valore massimale raggiunto, superamento "veloce" dei punti morti.
In tal senso la strumentazione che ho in dotazione è utile perchè fornisce un feedback di tutte questi aspetti in tempo reale e immediato e permette quindi un controllo simil "propriocettivo" dell'azione di spinta andando ad incidere su reclutamento muscolare e miglioramento velocità contrazione/decontrazione.
 
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Se la questione si sposta sulle tecniche di allenamento allora bisognerebbe testare come i vari sistemi vanno ad incidere sulla distribuzione.
Ieri in uno sprint con mio cognato ho migliorato la CP 1' portandola a 533w, ma non l'ho cercata è venuta da sola, nè in allenamento ho mai superato i 400w sul 1'. Io mi baso sempre su FTP 285w da almeno 3 anni, il rendimento complessivo è cmq migliorato.
Sostanzialmente mi sono allenato tutto l'inverno e parte della primavera con interval training corto, differenziando le sedute sui quadranti di wko.
Penso che uno sforzo submassimale sia da considerare uno sforzo all'85-90% della potenza di una data CP, oppure la potenza di una data CP per un tempo dell'75-80%.
Per cui se dovessi pensare ad allenare il 1' penserei a fare i 500w medi su un tempo pari a 45"-50", oppure sul 1' con potenze pari a 420-430w.
In definitiva ho preferito aumentare il volume ad alta intensità come potenza, ma limitando il condizionamento cardio-vascolare solo al periodo di preparazione specifica dove in poche settimane ho raggiunto l'apice della forma possibile, chiaramente solo con riferimento alla tipologia di gara praticata. Ma lo stesso si può fare per tutte le competizioni.
 

GiAnFrA

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E di conseguenza non sai come ed in che misura intervengono i tuoi muscoli, e se stanno lavorando in coordinazione ottimale per favorire il movimento.
Quindi misura tutta la potenza generata dai muscoli, anche quella che non serve. (potrebbe non essere il tuo caso)

NO!!! Misura SOLO quella che serve a muoverti!!! Se i tuoi muscoli fanno 300w di potenza "buona" e ne fanno 200w di "cattiva, quella che non serve" secondo il tuo ragionamento il misuratore dovrebbe segnare 500w sul display..
E invece no, il misuratore ti dirà un bel 100w che è la potenza che ti permetterà di andare avanti.
 
Stato
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