Vediamo di smuovere un po' le acque con le ultime cose viste...
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Little Children (Todd Field 2006): Kate Winslet è Sarah, moglie e madre un po' stufa del tran tran che cerca di farsi andar bene una vita un po' scialba, finché scopre che il marito è dipendente dalla pornografia. Poi conosce Brad (Patrick Wilson) e nasce una relazione. Brad ha come amico Lerry, ex poliziotto lasciato dalla moglie, che ha intrapreso una sua guerra personale contro Ronnie, pedofilo in libertà vigilata, ma anche Larry ha un pesante debito col proprio passato. Non male, decisamente godibile.
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Close (Lukas Dhont 2022): in una cittadina belga, l'amicizia tra Lèo e Remi, tredicenni, viene fatto oggetto di battutine da parte dei nuovi compagni di scuola, il che spinge Lèo ad allontanarsi dal suo amico. La reazione di quest'ultimo sarà drammaticamente inaspettata e tragica. Film complesso, sui delicati equilibri psicologici nel periodo di passaggio tra infanzia ed adolescenza. Interessante, sicuramente non adatto se volete una serata di svago.
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Tutti giù per terra (Davide Ferrario 1997) è la trasposizione cinematografica del libro di Giuseppe Culicchia, con protagonista un giovane Valerio Mastrandrea nella parte di un ventenne che torna a Torino dopo aver vissuto per quindici anni a Roma con la zia materna (Caterina Caselli). Uno sguardo stralunato tra università, servizio civile, personaggi improbabili, e con i CCCP che, oltre a firmare la colonna sonora, interpretano un'intera commissione d'esame. Originale, diretto in maniera molto personale, è il divertente quadro di un'epoca non così lontana.
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La trama fenicia (Wes Anderson 2025). Con tutti gli ingredienti classici del regista (colori saturi, ambientazioni surreali, sceneggiatura improbabile) narra del miliardario Zsa-Zsa Korda (Benicio Del Toro) che, scampato all'ennesimo attentato, decide di designare l'unica figlia femmina ad erede del suo impero. Solo che lei vorrebbe fare la suora, ma viene comunque trascinata in una girandola di eventi e personaggi improbabili, secondo lo stile tipico di W. A. Godibile, ma un filino sotto lo standard a cui ci ha abituato il regista americano.
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L'uomo che uccise Don Chisciotte (Terry Gilliam 2018). Un regista di pubblicità va in Spagna a girare degli spot a tema Don Chisciotte, e scopre di essere molto vicino al luogo dove, anni prima, aveva fatto le riprese del suo primo film da studente, e incontra alcuni dei suoi personaggi di allora. Ma il 'cattivo' committente della pubblicità rovina ricordi e presente... con Jonathan Price impagabile nei panni del 'cavaliere dalla triste figura'. Folle e visionario come tutti i film dell'ex Monty Phyton.
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Ti amerò sempre (Philippe Claudel 2008). Juliette (una fantastica Kristin
Scott Thomas) viene rilasciata in libertà provvisoria dopo aver scontato quindici anni di carcere per aver ucciso il figlio di sei anni, e viene ospitata a Nancy dalla sorella minore, che non aveva più visto. A poco a poco si farà accettare dalla famiglia e dagli amici di quest'ultima, e si capiranno i motivi del terribile gesto. Molto drammatico, con una narrazione un po' scontata, ma grande prova della protagonista. Per me vale la pena di essere visto solo per quello.
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Anselm (Wim Wnders 2023) è un film / documentario sulla vita e sul 'metodo di lavoro' dell'artista tedesco contemporaneo Anselm Kiefer, famoso per le sue opere di grandi (ed enormi) dimensioni che inglobano oggetti vari come biciclette. Uno sguardo sull'arte contemporanea che al sottoscritto ha fatto aumentare le proprie perplessità in materia... però valido dal punto di vista filmico. Impagabile la scena in cui Kiefer 'dipinge' col lanciafiamme... le quotazioni per sue opere di 280x380 cm viaggiano intorno ai 1.350.000 dollari.