Come un normale impiegato, che ha la certezza che, se va bene, a 36 anni sarà disoccupato e dovrà reinventarsi!
Però questo è un dilemma che tocca tutti i ragazzi che a quest'età devono valutare se il gioco vale la candela... E non c'è una risposta giusta e una sbagliata!!
Io ho un amico che ha giocato nel torino per circa 10 anni, dai pulcini alla primavera. In primavera era capitano. Nel frattempo l'avere allenamento ogni giorno, due ore di treno ogni giorno, lo portava ad uscire da scuola prima e tornare a casa alle 18 circa. E quando studia un ragazzo? E' stato bocciato un anno.
Nel frattempo "dall'alto" nel torino hanno fatto scendere un ragazzo che faceva lo stesso ruolo del mio compagno. Panchina. Alle panchina sono seguiti prestiti a squadre di serie C. Alla serie C da mezzo titolare è seguita la serie D. Alla fine il gioco non valeva più la candela, e ora gioca in Promozione e si è iscritto all'università. Ha fatto bene? Ha fatto male? Nemmeno lui lo sa... Quello che resta è che ha fatto moltissimi sacrifici, i rapporti umani gioco-forza vengono meno, ed a scuola ha perso un anno...
E faccio un paragone che non regge: nel calcio ti sistemi per la vita anche se finisci a giocare in C1 ed hai un minimo di testa; nel ciclismo ti sistemi solo se corri per anni in una squadra WT.
Marco io ti appoggio in qualsiasi scelta ritieni giusta. Il mio consiglio (che poi vale niente da un tuo coetaneo) è di dare il 100 % in quello che fai... Che sia il ciclista o che sia lo studente. Alla fine dicono bene, è giusto dare tutto per il proprio scopo, qualunque esso sia (purchè lecito, diventare il più grande cuoco di
MET come Walter White in Breaking Bad non vale

).