Questo 3d evidenzia una cosa molto chiara: che la formuletta 220-età non va bene per tutti, non è universale ma bensi la possiamo considerare una "nuvola" nella quale ci possono star dentro tante persone ma altrettante ne stanno ben lontane, io ad esempio ho 32 anni e un FC max di 172 con soglia 158. Quindi la FC max conta relativamente, quello che conta è il wattaggio che ognuno di noi sprigiona, ad esempio alla soglia anaerobica o alla FC max. In linea di massima, generalizzando, si può dire che chi una FC max abastanza bassa non sarà un grande scattista ma si troverà meglio sul passo, questa potrebbe essere l'unica differenza degna di nota.
Ti quoto perché, da ignorante in materia, la penso anche io come te, all'incirca.
Ognuno è fisicamente fatto a modo suo e risponde individualmente alle sollecitazioni aerobiche.
Nella mia pur piccola esperienza (e solo su me stesso), nonostante non abbia fatto finora alcun test mirato di FCmax e/o soglia, inizio a capire alcune cose circa le "reazioni" del mio sistema cardio-circolatorio.
I battiti massimi possono essere, per pochi istanti, anche molti alti, soprattutto quando si "molla" dopo uno sforzo massimale (tipo la fine di una salita in cui si è dato tutto negli ultimi 100 metri o dopo uno scatto alla massima velocità raggiungibile), ma quello che conta, è come si relaziona la salita delle pulsazioni con l'aumentare dello sforzo a cui ci si sottopone.
Con l'aumentare dei km percorsi, mi rendo conto che quello che cambia, non è tanto la capacità di andare più forte o di resistere per un tempo maggiore ad un certo livello di sforzo, ma il "costo" metabolico dell'azione che compio.
Faccio un esempio: all'inizio della mia esperienza in bdc, aumentare la velocità in pianura anche solo di 1 Kmh mi costava molto in fatica e, di conseguenza, in battiti cardiaci. Ora, dopo i primi, seppur pochi, 1000 km, la media di pulsazioni del mio cuore non è cambiata di molto, ma mi costa meno aumentare leggermente l'andatura, il che si traduce in un minor "delta" di bpm quando richiedo maggior lavoro al mio fisico.
Inoltre, ho la netta sensazione di aver capito (con un margine di errore di +/- 5%) quale sia la mia frequenza di soglia, che credo si attesti sui 155-160 bpm. Questo lo desumo dal fatto che la sensazione di fatica (e di fiatone) si fa molto più accentuata, con uno stacco netto, oltre quella frequenza.
Alla fine del discorso, credo che le prestazioni dipendano molto da come varia la frequenza cardiaca al variare dello sforzo, più che da bpm minimi, massimi o di soglia.
Coloro che se ne intendono di più, potranno smentire o confermare le mie sensazioni. Sarebbe interessante.