Bugno contro la riduzione dei corridori in corsa

Non usa mezzi termini Gianni Bugno, presidente dell’associazione corridori professionisti (CPA), nel criticare la misura della riduzione del numero di corridori in corsa per squadra, in particolare riguardo le motivazioni legate alla sicurezza. La dichiarazione è stata raccolta da Cyclingnews: “non puoi migliorare la sicurezza tagliando 20 corridori, è una questione molto più complessa di cosi. Pensate al dibattito sull’uso dei freni a disco, ne stiamo discutendo da un anno e mezzo e niente è stato deciso. Mentre hanno deciso di tagliare il numero dei corridori nelle corse in pochi mesi. La cosa divertente è che il gruppo dei corridori che prenderà il via ai campionati mondiali è sempre di 200 corridori. L’UCI deve spiegarci perché questo è permesso proprio nella corsa organizzata da loro se ci tengono alla sicurezza“.

Bugno ha spiegato che la CPA ha votato contro la riduzione dei corridori, ma è stata messa in minoranza durante il consiglio del ciclismo professionistico in Giugno dalle squadre e dagli organizzatori, che invece sono a favore.

” La CPA era contro la riduzione dei corridori in corsa a meno che i corridori non potessero competere di più in altre corse, fuori dal WorldTour. Invece vediamo che le squadre WT hanno tagliato il numero dei corridori per risparmiare soldi. I corridori importanti continueranno a correre le corse importanti, ma la riduzione del numero di corridori colpirà la corse non-WT perché le squadre non sono interessate a correrle. I Team Manager sono contenti di risparmiare soldi, gli organizzatori sono contenti perché devono fornire meno camere d’hotel e rimborsi alle squadre, ma cosi abbiano perso posti di lavoro per corridori, meccanici, massaggiatori ed altri dello staff.”

Bugno è anche negativo riguardo la motivazione che la riduzione dei corridori porterà a corse più aggressive ed aperte: “È difficile avere corse più eccitanti se una squadra ha cinque corridori che potrebbero essere capitani in altre squadre e domina il gruppo. C’è un abisso tra le squadre migliori e le altre. Ecco perché i migliori grandi giri sono il Giro e la Vuelta dove una squadra sola non controlla tutta la corsa“.

Bugno è tuttavia sempre stato contrario al tetto salariale, preferendo un sistema che limiti la “qualità” dei corridori in ogni squadra attraverso un punteggio.

 

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Pubblicato da
Piergiorgio Sbrissa

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