Categorie: Test

[First Ride] Cannondale SuperSix Evo gen.5

Uno dei modelli più iconici del mercato bici da strada, la SuperSix Evo di Cannondale, è arrivata alla 5^generazione. In questa ultima iterazione che vi presentiamo i cambiamenti non sono forse evidenti esteticamente, ma si tratta di vari accorgimenti per rinfrescare questo modello centrale nella gamma di Cannondale per renderla in sostanza più leggera e più aerodinamica.

La SuperSix Evo rimane una bici racing a 360°, quindi è stato mantenuto l’equilibrio tra peso, rigidità ed aerodinamica, senza forzare nessuno di questi aspetti in particolare. Partendo dai dati più pratici ecco i pesi dei telai e forcelle delle varie versioni:

telaio carbon: 910gr, forcella 445gr

telaio Hi-Mod: 781gr, forcella 432gr

telaio serie 0: 728gr, forcella 410gr

i pesi si riferiscono ai telai verniciati in taglia 56 comprensivi di filettature movimento centrale BSA incollate

Nuovi i profili di alcune parti delle tubazioni (quali l vedete nella foto sotto), per cui ne è stata migliorata l’aerodinamica, grazie a studi CFD e galleria del vento

Rispetto la versione precedente è stato cambiato il layup del carbonio ed aumentato il passaggio ruota, che ora è compatibile con pneumatici sino a 32mm, con 4mm di spazio libero per lato. Sono stati mantenuti il sistema di passaggio cavi Delta-Steerer nel tubo sterzo, i portaborracce aerodinamici con borracce dedicate, mentre nuovi sono il supporto Garmin/Wahoo in alluminio e la viteria in titanio del reggisella per le versioni Lab71, quelle top di gamma.

Nuovi invece sono i manubri, che ora sono disponibili in due tipologie: System Bar road e System Bar Road SL.

Il manubrio Road SL ha un profilo superiore tondo molto comodo, oltre ad essere più leggero della versione normale. Molto bella finitura del carbonio a vista

Cambiata leggermente anche la geometria, che ora presenta uno stack leggermente ridotto (di 10mm) in tutte le taglie

 

Ampia la gamma, che va dalle versioni base 6 (Shimano 105 meccanico) e 5 (105 DI2), alle 4 (SRAM Rival AXS) e 3 (SRAM Force AXS), sino alle alta gamma 2 (Shimano Ultegra DI2) e 1 SL e 1  (Ultegra DI2 e Force AXS) fino ad arrivare alla top di gamma LAB71 SL montata Red AXS e ruote DT Swiss ARC 1100 Spline 38 CS,  e LAB71 DuraAce (ruote Reserve).

Ecco i prezzi:

E i relativi pesi delle bici complete:

Ovviamente disponibili anche i frameset singoli

 

La prima prova della nuova SuperSix Evo ho potuto farla lo scorso novembre a Girona, sulle stesse strade dove avevo provato la versione precedente. Questa volta in compagnia di Kerbaol, Healy e Carapaz.

 

Occasione nella quale ho utilizzato la EVO 1, montata SRAM Force e ruote Reserve 57/64

Più recentemente ho potuto utilizzare la versione EVO 1 SL, montata Ultegra DI2 e ruote Reserve 34/37, quindi una versione più votata alla salita, con anche il manubrio SL

 

Manubrio Road SL che è veramente bello e comodo. A mio avviso il miglior manubrio integrato che abbia provato, sia per il basso peso (260gr) che per l’ottima impugnatura tonda, sia perché molto bello esteticamente

Le grosse novità di questa versione sono fondamentalmente tre: il passaggio ruota maggiorato, capace ora di accogliere copertoni sino a 32mm. Un profilo del piantone più arcuato che nelle intenzioni dei progettisti serve a dare più comodità grazie ad una maggiore flessione verticale; e lo stack ridotto di 10mm. Per quanto riguarda i copertoni quelli montati sulle due versioni erano entrambe Vittoria Corsa da 28mm, mentre per quanto riguarda la comodità devo dire che la SuperSix è obiettivamente una bici comoda.

Lo era a memoria anche la versione precedente, e le differenze non mi sono sembrate abissali, ma ad ogni modo resta una bici che seppur race, caratteristica ora marcata anche dallo stack leggermente ridotto, resta comoda e sfruttabile anche per lunghe ore in sella, senza essere troppo “secca” come bici più aero. Comodità che può essere esaltata dal montaggio di copertoni più generosi, ora possibile fino ai 32mm.

Per il resto rimane la solita SuperSix Evo, molto equilibrata, anche montando ruote di profilo diverso (più alte o basse) resta una bici molto neutra nella guida in discesa, e questa nuova edizione non si discosta da queste caratteristiche.

 

La SuperSix quindi è stata migliorata in alcuni aspetti, senza stravolgimenti e senza strizzare troppo l’occhio a nuovi trend come i montaggi monocorona, ma migliorandola dove possibile mantenendo inalterata la sua identità di bici all-round, molto capace su ogni tipo di terreno, con un peso assolutamente competitivo pur con soluzioni aero migliorate. E non ultimo, ma molto apprezzabile, un listino ritoccato al ribasso.

 

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Pubblicato da
Piergiorgio Sbrissa

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