Spinta sui pedali

Emanuele

via col vento
16 Settembre 2005
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ho in programma di ripetere il test facendomi aiutare. purtroppo per il momento l'ho fatto da solo.
per bloccare il pedale ho usato una pila di mattonelle.
se puoi darmi qualche dritta ripeterò il test a casa di mio fretello, in due e con i rulli, magari usando il crick dell'auto.
però avrei bisogno di sapere qual è il risultato che sto cercando... una volta bloccato il pedale, la reazione ottimale alla spinta quale dovrebbe essere?

grazie ema!

non muoverti e "galleggiare" sulla sella!
 

peps

Gregario
24 Settembre 2008
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Q8, controlla prima le tacchette e fai sapere come sono regolate

le tacchette sono look delta e sono adesso a 10,1 dalla punta della suole (con la scarpa vista da sotto ho preso la misura col calibro dalla punta della parte nera in plastiica al centro tacchetta). scarpe 44 northwave.


quindi anche spingendo con forza sul pedale non dovrei ne alzarmi ne indietreggiare ne avanzare. scusa se insisto, ma mi sembra strano che spingendo su una cosa bloccata non tenda ad alzarmi.
 

Emanuele

via col vento
16 Settembre 2005
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parli del comportamento in sella durante l'utilizzo o durante il test?
Se tengo il pedale bloccato parallelo al suolo e spingo, un movimento del mio bacino in una direzione dovrà pure esserci o no?

non devi andare da nessuna parte! fermo immobile galleggiante!
appoggia le mani alla parte alta del manubrio, impugna correttamente senza spingerti o tirare e spingi come descritto sui pedali.
Logicamente se anche la distanza fra sella e manubrio non è corretta e sei già corto tenderai normalmente a spingerti dietro, ma questo lo capisci perchè ti troverai a braccia tese e polsi piegati.
E poi entra in gioco la posizione della tacchetta, che mi pare un poco avanzata secondo la tua rilevazione.
 

peps

Gregario
24 Settembre 2008
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E poi entra in gioco la posizione della tacchetta, che mi pare un poco avanzata secondo la tua rilevazione.

e figurati che le ho appena arretrate di 5mm rispetto a come le aveva messe il sivende... però adesso sono a fine corsa. in realtà dai miei calcoli qualche altro mm dovevano arretrare. strano che abbia raggiunto il finecorsa!

lo dicono tutti prima di provarlo con l'assetto correttamente impostato

felice di non essere l'unico...

allora aspetto i risultati dei calcoli che stai facendo... (mi riferisco all'altro 3d)
 

VADABRUT

Ammiraglia
7 Aprile 2006
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l


quindi anche spingendo con forza sul pedale non dovrei ne alzarmi ne indietreggiare ne avanzare. scusa se insisto, ma mi sembra strano che spingendo su una cosa bloccata non tenda ad alzarmi.
se la bici è sul rullo si impennerà..... se hai anche la ruota davanti bloccata si alzerà il tuo sedere......
 

Emilio Buzzi

Pignone
14 Gennaio 2007
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se la bici è sul rullo si impennerà..... se hai anche la ruota davanti bloccata si alzerà il tuo sedere......
O.K. per il “galleggiare”, ma “la stabilità”dipende dalla intensità della spinta (quando si va in bici la spinta non è costante)e dalla posizione del corpo rispetto al punto pedale quando fate quella prova. Una prova del genere a mio giudizio serve a ben poco.
 

Fulvio

Apprendista Cronoman
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O.K. per il “galleggiare”, ma “la stabilità”dipende dalla intensità della spinta (quando si va in bici la spinta non è costante)e dalla posizione del corpo rispetto al punto pedale quando fate quella prova. Una prova del genere a mio giudizio serve a ben poco.
... è qui il punto... la posizione del corpo non deve cambiare rispetto al movimento... se cambia significa che il vettore di spinta non è sempre perpendicolare all'asse pesale, quindi qualcosa non è ben regolato
 

Emilio Buzzi

Pignone
14 Gennaio 2007
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La posizione del baricentro corporeo deve cambiare eccome rispetto al pedale o al mov. centrale,cio avviene in funzione del modulo della spinta scelto dal corridore, altrimenti il corridore non è stabilizzabile sotto sforzo.
 

Fulvio

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La posizione del baricentro corporeo deve cambiare eccome rispetto al pedale o al mov. centrale,cio avviene in funzione del modulo della spinta scelto dal corridore, altrimenti il corridore non è stabilizzabile sotto sforzo.
mi spieghi "il modulo della spinta scelto dal corridore", o mi sono perso qualcosa? conosco bene la meccanica e la fisica e le applico, so bene che il mondo, il mivimento, le forze e quanto ruota comunque intorno da essi sono regolati da regole ben precise, questo che si parli di movimento, lanci, pale meccaniche, rulli compressori, mele che cadono da alberi, auto da corsa, motociclette, biciclette... di scelte personali si parla in estetica, gusto, amore... altro campo che purtoppo esula da una pura analisi biomeccanica, sono prorpio due mondi separati... oppure in tutto questo mi manca un pezzo e parleremo di cio avviene in funzione del modulo della spinta scelto dal corridore
 

Emilio Buzzi

Pignone
14 Gennaio 2007
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Ascolta Fulvio vediamo di tenere una impronta giusta della discussione, lascia stare ,..le pale meccaniche.
Con “il modulo della forza scelto dal corridore” intendo dire che un corridore quando va in bicicletta decide di andare forte o piano, e in funzione di questo varia la spinta, e quindi il MODULO della forza applicato al pedale, ecco perché SCELTO dal corridore, e in ogni condizione di spinta il corridore deve essere STABILE
 

Fulvio

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Ascolta Fulvio vediamo di tenere una impronta giusta della discussione, lascia stare ,..le pale meccaniche.
Con “il modulo della forza scelto dal corridore” intendo dire che un corridore quando va in bicicletta decide di andare forte o piano, e in funzione di questo varia la spinta, e quindi il MODULO della forza applicato al pedale, ecco perché SCELTO dal corridore, e in ogni condizione di spinta il corridore deve essere STABILE
le pale meccaniche e la bicicletta sono purtroppo regolati dalle solite leggi, la discussione se non si parte da questo non ha senso, ... il mondo è regolato da meccanica e fisica, e l'autodeterminazione purtroppo non è contemplata alla voce "vettori". E comunque non ho capito bene il passaggio evidenziato, la spinta varia in intensità, non in direzione e velocità...
 

Fulvio

Apprendista Cronoman
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Il modulo della forza si definisce attraverso:
- punto di applicazione
- direzione, quindi retta su cui è adiacente il vettore
- verso, quindi l'orientamento della freccia
il modulo della forza è indipendente dalla sua intensità (Newton...)
questo per la precisione...
Quindi che il corridore spinga tanto (per andare forte...) o poco (per andare piano...) non varia il modulo, quindi ti ho spiegato SCIENTIFICAMENTE il perchè delle mie perlessità alle tue affermazioni, e so già che non hai la possibilità di dire il contrario, o non hai ben cbiaro i concetti semplici di base della meccanica.
Prima di rispondere o commentare suggerisco a chiunque di ripassare il bignami della meccanica...
 

Emilio Buzzi

Pignone
14 Gennaio 2007
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Allora secondo te l’ incremento del la velocità non presuppone l’aumento della forza di spinta, e la forza che arriva sul pedale non è identificabile con un modulo.Allora chiariamo, il punto di applicazione è il pedale, la direzione da considerare è la tangenziale alla rotazione,ma al di la della direzione della forza, sempre la variazione della velocità è dovuta alla variazione della intensità (o modulo o norma) della forza che arriva sul pedale. In ogni caso quello che intendo per modulo è quanto in calce e per favore lasciamo stare il bignami.
Un vettore possiede un modulo o intensità (o norma ) che ne rappresenta la lunghezza definibile
tramite il teorema di Pitagora. Il modulo del vettore V è indicato con |V| e vale : p.s. Non riesco a "copiare" la formula, comunque banale.

 

fast1

Apprendista Cronoman
15 Marzo 2007
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dai, litigate per poco...anche i migliori ogni tanto scrivon sciocchezzeo-o


ci vuole qualche secondo e forse anche qualcosa di più per capire la frase:

"modulo della spinta scelto dal corridore"

Cycling,

usi quelle parole per dire: "pedalare con più o meno forza"

ho capito cosa intendi:

secondo te al variare della forza (al variare del modulo di questa forza) che il pedalatore esercita sul pedale deve variare anche la posizione del baricentro del pedalatore

secondo Fulvio invece la posizione del pedalatore non deve variare al variare della forza che la scarpa scambia coi pedali

ho capito bene?

forze, vettori definiti da:

modulo (o intensità)-direzione-verso-punto di applicazione;


io riprenderei da qui:

la posizione del pedalatore deve o non deve variare al variare della forza scambiata tra scarpa e pedale?


pedalando in cosa cambia questa forza scambiata tra pedale e scarpa? immagino che l'ideale sia che cambi solo in modulo e non anche in direzione
 
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fast1

Apprendista Cronoman
15 Marzo 2007
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Allora chiariamo, il punto di applicazione è il pedale, la direzione da considerare è la tangenziale alla rotazione,ma al di la della direzione della forza, sempre la variazione della velocità è dovuta alla variazione della intensità (o modulo o norma) della forza che arriva sul pedale.



1)"il punto di applicazione è il pedale":

c'è una superficie di contatto tacchetta-pedale abbastanza estesa: l'integrale delle pressioni di contatto sull'area di contatto è la forza scambiata

mi chiedo se qualcuno ha veramente provato a calcolare dove cade il baricentro di queste pressioni per determinare in maniera precisa il punto d'applicazione della forza (in teoria è facile farlo, però bisogna rilevare sperimentalmente la distribuzione della pressione sulla superficie di contatto tacchetta-pedale)...o forse ci sono altri metodi: si potrebbero usare accoppiamenti pedale-tacchetta che scambiano forza solo in particolari punti nei quali si effettua la misura della forza...

2)"la direzione da considerare è la tangenziale alla rotazione";nonzo%:

il vettore forza scambiata tra pedale e tacchetta ha la stessa direzione del vettore velocità del pedale?

mi sembra praticamente impossibile che in un sistema di questo tipo in cui il moto in direzione radiale è impedito da un vincolo non ci sia una forza radiale scambiata tra pedale e tacchetta...idem per il moto e le forze in tutte le altre direzioni

Già in una discussione passata avevo scritto che queste forze non tangenziali non compiono lavoro e quindi non credo abbia molto senso aspettarsi importanti aumenti della forza tangenziale (l'unica utile) al diminuire di queste forze non tangenziali che comunque andranno limitate.

Io mi aspetto che al decrescere delle forze inutili (non tangenziali)

A)il modulo della forza tacchetta-pedale diminuisca,

b)aumenti (ma di poco) la componente tangenziale (componente utile).

Perchè quindi: "la direzione da considerare è la tangenziale alla rotazione"?
 
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Fulvio

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Per chiarire bene le idee spiego ancora:
Il punto di applicazione, il verso e la direzione di un vettore non cambiano al variare della sua lunghezza (intensità, quindi forza applicata).
Se spingi un carrello, si sposterà di tot metri quanto è la forza applicata, ma la sua direzione e verso non cambieranno.
Quindi c'è un solo punto di applicazione della forza, che tu vada piano o forte, questa è meccanica semplice.