Ma noi ciclisti ci stiamo "consumando" precocemente??

rapportoagile

Moderatoren
20 Agosto 2008
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Settequerce (Bolzano)
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Scapin Dyapason
Qualche giorno fa seguivo una trasmissione su un canale tedesco in cui un "Professorone" universitario germanico sosteneva che lo sport fa bene, purchè se fatto con "moderazione". Gli sportivi di alto livello consumano le proprie cellule precocemente. In sostanza diceva che un professionista lo fa di mestiere e quindi era da un certo punto di vista "comprensibile". Ma per lui era incompresibile che gli amatori si sfianchino di allenamento, sforzando esageratamente i loro organi (polmoni, cuori...). Secondo lui l'attività fisica ottimale è di un'oretta al giorno ad un ritmo moderato. Parlava in generale di tutti gli sport, ma ovviamente il ciclismo è compreso. Ieri sera, ospite di Fabio Fazio a "che tempo che fa" c'era Luc Montagner, il famoso Nobel immunologo francese, che in un certo senso ha ribadito lo stesso concetto, cioè l'eccessivo sforzo fisico è dannoso.
Spesso vengo "criticato" da parenti e amici quando mi vedono rientrare "sderenato di fatica" e non ci ho mai fatto caso. Ma ora, sentendo questi pareri "autorevoli" un po' di pensieri mi vengono.
È che io non ci riesco proprio ad andare a passeggio, con una city bike ai 15 km/h in pianura.......
C'è qualche medico in linea? (cardiotonico ad esempio??)
 

barce

Passista
9 Ottobre 2007
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Val di Vara
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Bici
Trek varie....
L'ho sentito anch'io il parere del Premio Nobel ospite nella trasmissione di Fazio. Sinceremente sono rimasto un pò perplesso, certamente i Prof. svolgono una attività molto più intensa di qualsiasi amatore ed effettivamente sottopongono cuore e polmoni ad attività molto intensa. Per lo sportivo dilettante il discorso è diverso anche se è anche vero che la vita "agonistica" di un amatore è molto lunga. Effettivamente sono rimasto un pò colpito da questa affermazione.
 

green dolphin

Maglia Amarillo
3 Gennaio 2008
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non sarebbe la prima volta che, al di là del parere prettamente medico, si consiglia un uso moderato di alcune cose per campare meglio. Il giusto mezzo, come diceva il poeta latino Orazio, paga sempre. Detto ciò si vive una volta sola e taluni definiamoli eccessi, se non fanno danni alla società e sono rispettosi verso il prossimo, danno quel non so che che è impagabile: come farne a meno, anche se possiamo ipotizzare che ci stanno consumando (Ma in fondo, non iniziamo a consumarci da quando nasciamo???)

Ma è vero anche che c'è il rovescio della medaglia: se un individuo sapesse di avere problemi cardiaci tali che un'attività intensa non sarebbe consigliata, anzi dannosa, in quel caso farebbe bene a moderarsi e cercare felicità da altre cose
 

bh

Apprendista Scalatore
4 Febbraio 2006
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nulla di nuovo, mi pare..certo che passare 6/7 ore in sella nn e' da considerarsi x nulla naturale..salutare...
nn direi..
nn siamo stati progettati x andare a 50 km/h su un pezzo di plastica/ferro/alu
quando torno a casa dopo menate e sento di essere "cotto" nn lo trovo affatto salutare..anzi...
cosi come vari prof, x sforzi eccessivi e prolungati , hanno dovuto cessare l'attivita'(bortolami..)
 

lori

Apprendista Scalatore
15 Marzo 2008
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in quel di zola (BO)
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canyon ultimate cf-merida scultura team
si l'ho sentito pure io il prof. Penso che nelle sue parole un pò di verità ci possa essere, ma io metterei almeno sullo stesso piano lo stress psicologico.Ero con il bimbo piccolo che urlava e non sono riuscito a seguire tutto, ha parlato di alimenti antiossidanti?
 

cardiotonico

Pedivella
26 Agosto 2008
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Milano
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Bici
con sole, pioggia e talora grandine
ringrazio chi mi chiama in causa. Non ho di certo l'autorevolezza di chi è intervenuto in quelle trasmissioni; le cose che sono state dette non mi stupiscono... l'affermazione "fare sport fa bene" è vera fino a un certo punto. Pur non essendo medici, molti del forum hanno già commentato che portare agli estremi certe attività non fa bene, e gli esempi potrebbero essere svariati: pensiamo allo stress articolare, alle sollecitazioni uretrali del sellino, al gomito del tennista, etc.
I cardiologi sanno che il cuore di chi fa sport presenta spesso aritmie (pensiamo ai blocchi di conduzione da ipertono vagale) e alterazioni morfologiche (ipertrofia e cuore d'atleta) che, in altri contesti, sarebbero preoccupanti, motivo per cui dare l'idoneità talvolta non è facile, pur esistendo dettagliati protocolli (capitolo a parte, ne parleremo in futuro).
La domanda è: esistono danni a lungo termine, conseguenti ad attività sportiva intensa e prolungata per anni? Rispondere non è semplice, ognuno potrebbe citare esempi di olimpionici longevi o finiti male (pensiamo a certe malattie neurologiche dei calciatori).
Personalmente non sono a conoscenza di studi in merito (che sarebbero ben difficili da mettere in campo, prospettici così a lungo...)
 
Mi sembra lapalissiano.
Ad ogni modo ci si logora forse di più, maGnando male, guidando troppo, lavorando troppo, correndo a portare i bambini a scuola, il cane dal veterinari, all'ipercoop a prendere i mandarini finti, al cinema di corsa perchè si fa tardi, a cena con gli amici che finalmente ci si rilassa e si beve un litro di vino...
Lo sport fatto come lo facciamo noi, logora, tanto, non è molto salutare, è per questo che bisogna tenere il propio organismo, prima, durante e dopo nelle migliori condizioni possibili...
 
La domanda è: esistono danni a lungo termine, conseguenti ad attività sportiva intensa e prolungata per anni? Rispondere non è semplice, ognuno potrebbe citare esempi di olimpionici longevi o finiti male (pensiamo a certe malattie neurologiche dei calciatori). [/COLOR][/FONT]
Personalmente non sono a conoscenza di studi in merito (che sarebbero ben difficili da mettere in campo, prospettici così a lungo...)

Penso che prendere professionisti e olimpionici come campione possa essere fuorviante.
I campioni sono carne da macello, finito quello che hanno da dare, vengono sputati dal tritacarne.
E sono portati al massimo rendimento.
 

rapportoagile

Moderatoren
20 Agosto 2008
14.755
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Settequerce (Bolzano)
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Bici
Scapin Dyapason
Penso che prendere professionisti e olimpionici come campione possa essere fuorviante.
I campioni sono carne da macello, finito quello che hanno da dare, vengono sputati dal tritacarne.
E sono portati al massimo rendimento.

Infatti! Era quello che sosteneva il professore tedesco, cioè che spesso i loro preparatori li spingono ben oltre ai loro limiti.
Ma a noi amatori non ci obbliga nessuno. Siamo noi stessi a voler inseguire uno stato di forma sempre migliore, a voler competere con chi va un po' più di noi. Rispetto a relativamente pochi anni fa noto sempre più amatori uscire con il freddo e con la pioggia, quasi fosse una "droga". Questo non è il mio caso, ma dopo un estenuante uscita, che mi riduce ad un "sacco vuoto", in fondo provo un senso di appagamento e rilassamento e non ho assolutamente intenzione di rinunciare a questi momenti, anche sapendo che da anziano, potrei avere qualche problema in più. Lo stimolo che mi "permette" di uscire in bici è quello di cercare di battere il mio miglior tempo ad ogni salita, anche se da diversi anni non ci riesco più. Dopo aver tagliato la linea del "traguardo immaginario" ci metto diversi minuti a riprendermi tanto vado "fuorigiri". Ma non riuscirei a fare quella salita turisticamente (salvo se sono con altri amici, allora è diverso).... piuttosto cambio sport.
 

ziojo

Apprendista Velocista
18 Giugno 2007
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in pensione
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La risposta di buon senso alla domanda del thread è: senz'altro si.

La vera domanda immediatamente successiva è: perchè?

Perchè si arriva alla pratica sportiva compulsiva?
Quella che porta dentro la dipendenza da endorfine, lo stress da gara, la gestione degli infortuni, le continue infezioni virali e batteriche?

Io penso che per molti lo sport diventa un elemento compensativo di altri deficit esistenziali e per questo (spesso inconsapevolmente) si accetta di pagare un prezzo.

Per qualcuno è un prezzo lieve, per altri può essere molto alto.

Dura verità, sed verità.
 

Roberto.973

Pedivella
18 Aprile 2008
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Magenta
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Penso proprio che l'agonismo o la prestazione ricercata fino al limite sia senz'altro dannosa e logorante! Dopo aver corso anni e da altrettanti aver smesso ho elaborato qs. convinzione, ma comprendo che il piacede e la soddisfazione che da il fatto di migliorarsi è grande...
 

Plata

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Carro scopa
Penso che per noi amatori sia impossibile superare il limite. E cmq anche se sapessi che non gioverebbe alal salute, finchè troverò soddisfazione a farlo, continuerò fregandomene del resto.
 

pantacugi

Apprendista Passista
12 Giugno 2007
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GENOVA/SAVONA
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Bici
Bmc
La risposta di buon senso alla domanda del thread è: senz'altro si.

La vera domanda immediatamente successiva è: perchè?

Perchè si arriva alla pratica sportiva compulsiva?
Quella che porta dentro la dipendenza da endorfine, lo stress da gara, la gestione degli infortuni, le continue infezioni virali e batteriche?

Io penso che per molti lo sport diventa un elemento compensativo di altri deficit esistenziali e per questo (spesso inconsapevolmente) si accetta di pagare un prezzo.

Per qualcuno è un prezzo lieve, per altri può essere molto alto.

Dura verità, sed verità.
sono totalmente d'accordo.
 

ultimo

Scalatore
12 Settembre 2008
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Pescara-Abruzzo
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Specialized Tarmac SL adesso incidentata
Infatti! Era quello che sosteneva il professore tedesco, cioè che spesso i loro preparatori li spingono ben oltre ai loro limiti.
Ma a noi amatori non ci obbliga nessuno. Siamo noi stessi a voler inseguire uno stato di forma sempre migliore, a voler competere con chi va un po' più di noi. Rispetto a relativamente pochi anni fa noto sempre più amatori uscire con il freddo e con la pioggia, quasi fosse una "droga". Questo non è il mio caso, ma dopo un estenuante uscita, che mi riduce ad un "sacco vuoto", in fondo provo un senso di appagamento e rilassamento e non ho assolutamente intenzione di rinunciare a questi momenti, anche sapendo che da anziano, potrei avere qualche problema in più. Lo stimolo che mi "permette" di uscire in bici è quello di cercare di battere il mio miglior tempo ad ogni salita, anche se da diversi anni non ci riesco più. Dopo aver tagliato la linea del "traguardo immaginario" ci metto diversi minuti a riprendermi tanto vado "fuorigiri". Ma non riuscirei a fare quella salita turisticamente (salvo se sono con altri amici, allora è diverso).... piuttosto cambio sport.
Gli sportivi professionisti sono un'altra categoria e comunque spesso si sente delle conseguenze dell'usura sui loro fisici; noi amatori, invece, abbiamo altre motivazioni che spesso sono psicologiche.
Ultimamente, causa problemi di prostatite, ho riscoperto un modo diverso di andare in bicicletta assolutamente non competitivo anche e soprattutto nei miei confronti. Spesso mi domandavo chi mi obbligava a fuorisoglia di mezz'ora e più per stare attaccato alle ruote di chi era palesemente più forte del sottoscritto, e quali conseguenze avrei avuto con il passare deglia anni ;nonzo%
Adesso però mi sento più tranquillo, anche se a volte mi monta la carogna e perdo il buon senso...è più forte di noi, anche se solo si esce per una sgambata :angrymod:
 
La risposta di buon senso alla domanda del thread è: senz'altro si.

La vera domanda immediatamente successiva è: perchè?

Perchè si arriva alla pratica sportiva compulsiva?
Quella che porta dentro la dipendenza da endorfine, lo stress da gara, la gestione degli infortuni, le continue infezioni virali e batteriche?

Io penso che per molti lo sport diventa un elemento compensativo di altri deficit esistenziali e per questo (spesso inconsapevolmente) si accetta di pagare un prezzo.

Per qualcuno è un prezzo lieve, per altri può essere molto alto.

Dura verità, sed verità.

Io non sono d'accordo.
Secondo me basta essere consapevoli di se stessi, fatto questo, tanto il tuo organismo ti potrà restituire sotto gli stimoli appropriati, dandogli il tempo necessario; tanto avrai.
Inutile cercare di più.
Terminare un allenamento cercando il divano o la lattina di aranciata è sbagliato.
Finire una gara vomitando è sbagliato.
Uscire con la pioggia sapendo che ci si ammalerà è sbagliato.
Fare 200 km sapendo che se ne possono fare 100 è sbagliato.
Allora, perchè sbagliare quando se ne può fare a meno?
 

tarmac sl2

Gregario
21 Dicembre 2007
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Vicino Taormina
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Kuota Kom, Zipp303 tub
Scusate! Ma di fatto state tutti dicendo che siamo degli incoscenti che ci consumiamo cercando di vivere un giorno da leoni piuttosto che 100 da pecora?
Nn ci credo! Mi sembra più facile crepare d'infarto a 40/50 anni obesi, alcolisti e fumatori incalliti che in una gara a circuito a 180b/min.
E vero che abbiamo più radicali liberi di un sedentario ma nn abbiamo i suoi stessi valori di colesterolo! Avremo una lieve cardiopatia dilatativa ma le ns coronarie sono elastiche come caucciù!
Per cui credo che tra i due il ns male sia il minore.............o no!
Ve lo dice uno che come sà cardiotonico in questo periodo sta vivendo proprio a fagiuolo una vicenda se nn drammatica direi snervante!
 

bh

Apprendista Scalatore
4 Febbraio 2006
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Io non sono d'accordo.
Secondo me basta essere consapevoli di se stessi, fatto questo, tanto il tuo organismo ti potrà restituire sotto gli stimoli appropriati, dandogli il tempo necessario; tanto avrai.
Inutile cercare di più.
Terminare un allenamento cercando il divano o la lattina di aranciata è sbagliato.
Finire una gara vomitando è sbagliato.
Uscire con la pioggia sapendo che ci si ammalerà è sbagliato.
Fare 200 km sapendo che se ne possono fare 100 è sbagliato.
Allora, perchè sbagliare quando se ne può fare a meno?

eh! proprio xche'nn e' poi cosi scontato essere consapevoli.
ad es. io credo di esserlo. esco con un gruppo abbastanza tirato. in cui, + o - c'e'consapevolezza..pero'poi a volte si finisce a fare le simulazioni tipo gf..
io stesso mi sono ritrovato steso sul divano, con una cola in mano, e sensazioni di nausea/vomito..
conosco gente (conosco, nn visto o sentito dire) che sfoga il suo essere nello sport. nn fuma, astemia, attentissima alla dieta..ma scoppiatissima(leggi esaurita) di testa. tutti i giorni in bici, dopo l'ufficio, al buio, con i fari. famiglia trascurata etc..in vacanza moglie in albergo, uscite in bici con pioggia sulle montagne..
a me la consapevolezza e' venuta quando ho ripreso , dopo aver smesso 5-6 anni. pero'la carogna e' sempre dentro di me..meno male che sto invecchiando..e quindi a volte la prendo (con filosofia)
 

ziojo

Apprendista Velocista
18 Giugno 2007
1.344
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eh! proprio xche'nn e' poi cosi scontato essere consapevoli...

Proprio così, caro folin.

Quanto dici è sacrosanto... se non fosse che da per scontato un piccolo, insignificante dettaglio: la consapevolezza.

E' vero che c'è gente consapevole che riesce a mettere in pratica quanto tu dici.

Ma ce n'è tanta (tanta) che proprio non lo è.

Grande bh.
o-o
 

El Chaba

Pignone
7 Novembre 2008
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Sono d'accordo con chi dice che il fare di più delle proprie forze, a lungo andare, può portare al consumo precoce di una persona. Ci sarà un motivo se quei corridori che vanno fortissimo da giovani sono destinati (il più delle volte), a tramontare prima di altri rimasti per anni e anni sulla "bambagia".
La costanza è la miglior cosa, rimanendo sempre dentro i propri limiti (cosa però difficile in gara). Non mi piace generalizzare, quindi non sono d'accordo con chi dice che tutte le persone che fanno molto sport debbano per forza consumarsi più in fretta di chi passa le intere giornate in modo sedentario. Penso invece che ci sia molta ignoranza sul modo di conciliare vita e allenamento. Per molti l'unica formula plausibile per migliorare è: allenarsi il più possibile e tutto ciò per mesi e mesi senza sosta. Chi sa allenarsi, magari accettando un miglioramento meno repentino, durerà probabilmente più di altri.