Personalmente, non me ne preoccupo... Giusto o sbagliato che sia, con il mio corpaccione seguo la filosofia del carpe diem: più o meno, oggi, posso permettermi di fare tutto quello che mi frulla per la testa; altri lo giudicano esagerato, folle, da drogato della fatica, ma non è che la cosa mi turbi. Cosa succederà tra qualche anno, chissà, non è certo cosa di cui mi preoccupo adesso.
Voci abbastanza autorevoli, di gente che sa quel che dice, mi hanno pronosticato tragedia&disfacimento in capo a pochi anni, se continuo così. Un paio di settimane fa ho conosciuto un ciclopodista furioso come me, con qualche annetto più di me ed un passato anche da calciatore, che oggi si fa di ogni possibile intruglio per non sentire il dolore, continuare a correre e sfuggire ad un'operazione alle anche che gli hanno presentato come inevitabile (e dopo, addio corsa): lo capisco, eccome se lo capisco.
Ecco, da una parte vedo e sento queste cose. Dall'altra, vedo e sento tante persone intorno a me, mia mamma in primis, che hanno visto la propria vita stravolta e fortemente limitata da una malattia, un malore, un incidente, del tutto inaspettati, e da quel momento in poi, addio sogni, progetti, avventure. No grazie: siccome non credo affatto di essere esente da un rischio del genere, siccome credo che prima o poi un coccolone o un incidente di quelli seri toccherà anche a me... Quel che mi salta in testa di folle cerco di farlo tutto e subito. Pazienza se poi un giorno la salute mi presenterà il conto: vorrà dire che mi ingegnerò per pagarlo...