Ma noi ciclisti ci stiamo "consumando" precocemente??

Proprio così, caro folin.

Quanto dici è sacrosanto... se non fosse che da per scontato un piccolo, insignificante dettaglio: la consapevolezza.

E' vero che c'è gente consapevole che riesce a mettere in pratica quanto tu dici.

Ma ce n'è tanta (tanta) che proprio non lo è.

Grande bh.
o-o

E certo, si.
Ci siamo passati tutti, presumo.
Le cotte, le giornate con i dolori, i conati... Ci vole un po' poi magari si inizia a pensare a come evitare... E piano piano...
 

frp

Apprendista Velocista
3 Giugno 2008
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Scusate! Ma di fatto state tutti dicendo che siamo degli incoscenti che ci consumiamo cercando di vivere un giorno da leoni piuttosto che 100 da pecora?
Nn ci credo! Mi sembra più facile crepare d'infarto a 40/50 anni obesi, alcolisti e fumatori incalliti che in una gara a circuito a 180b/min.
E vero che abbiamo più radicali liberi di un sedentario ma nn abbiamo i suoi stessi valori di colesterolo! Avremo una lieve cardiopatia dilatativa ma le ns coronarie sono elastiche come caucciù!
Per cui credo che tra i due il ns male sia il minore.............o no!
Ve lo dice uno che come sà cardiotonico in questo periodo sta vivendo proprio a fagiuolo una vicenda se nn drammatica direi snervante!

quoto

comunque è vero che se la bici prende troppo a volte può essere logorante e fare male..

Quando ho fatto le mi prime uscite da 6-7 ore con parecchio dislivello tornavo sempre a casa con lo stomaco a pezzi, impiegavo 2 ore per rimettermi in sesto...
dopo con l'abitudine questo è passato, resta il fatto che a volte mentre pedalo su lunghe distanze mi chiedo chi me lo fa fare, ma anche mi chiedo se questo possa essere dannoso, però come già scritto da altri è come una droga, una volta che ti prende è difficile uscirne (nel caso della bici però credo sia una cosa positiva) la soddisfazione di aver fatto un certo giro è impagabile!!

preferisco e sono contento di logorarmi in salita piuttosto che condurre una vita di sregolatezze!!
 

Giancarla

Randonneur Hardcore
18 Aprile 2004
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Personalmente, non me ne preoccupo... Giusto o sbagliato che sia, con il mio corpaccione seguo la filosofia del carpe diem: più o meno, oggi, posso permettermi di fare tutto quello che mi frulla per la testa; altri lo giudicano esagerato, folle, da drogato della fatica, ma non è che la cosa mi turbi. Cosa succederà tra qualche anno, chissà, non è certo cosa di cui mi preoccupo adesso.

Voci abbastanza autorevoli, di gente che sa quel che dice, mi hanno pronosticato tragedia&disfacimento in capo a pochi anni, se continuo così. Un paio di settimane fa ho conosciuto un ciclopodista furioso come me, con qualche annetto più di me ed un passato anche da calciatore, che oggi si fa di ogni possibile intruglio per non sentire il dolore, continuare a correre e sfuggire ad un'operazione alle anche che gli hanno presentato come inevitabile (e dopo, addio corsa): lo capisco, eccome se lo capisco.
Ecco, da una parte vedo e sento queste cose. Dall'altra, vedo e sento tante persone intorno a me, mia mamma in primis, che hanno visto la propria vita stravolta e fortemente limitata da una malattia, un malore, un incidente, del tutto inaspettati, e da quel momento in poi, addio sogni, progetti, avventure. No grazie: siccome non credo affatto di essere esente da un rischio del genere, siccome credo che prima o poi un coccolone o un incidente di quelli seri toccherà anche a me... Quel che mi salta in testa di folle cerco di farlo tutto e subito. Pazienza se poi un giorno la salute mi presenterà il conto: vorrà dire che mi ingegnerò per pagarlo...
 

utah

Maglia Amarillo
18 Dicembre 2006
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Sono parzialmente daccordo con zio

Anche folin ha qualche ragione (strano:mrgreen:)


Ci consumiamo Ummmm, a pensarci bene non conosco nessuno del genere umano che non si consumi è un fenomeno del tutto naturale, l'invecchiamento precoce su questo vorrei sentire qualche parere.

Mah io chredo che l'attività fisica continuata di tipo ludico è relativamente giovane diciamo ultimi 30nni? E di statistiche ne esistono poche.
Certo stressare il propio fisico fino al limite a lungo nel tempo non credo faccia bene.
Ma forse sono piu' quelli che arrivano a questo senza fare sport o no?
 

utah

Maglia Amarillo
18 Dicembre 2006
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.[/FONT]
I cardiologi sanno che il cuore di chi fa sport presenta spesso aritmie (pensiamo ai blocchi di conduzione da ipertono vagale) e alterazioni morfologiche (ipertrofia e cuore d'atleta) che, in altri contesti, sarebbero preoccupanti, motivo per cui dare l'idoneità talvolta non è facile, pur esistendo dettagliati protocolli (capitolo a parte, ne parleremo in futuro).
La domanda è: esistono danni a lungo termine, conseguenti ad attività sportiva intensa e prolungata per anni?

Da quanto mi è stato detto dovrei avere cuore grande o (ipertrofia) e non avere fatto sport per anni non è stato un bene almeno così mi ha spiegato in quel caso il cardiologo.
 

straker

Passista
31 Gennaio 2006
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mototopo
Qualche giorno fa seguivo una trasmissione su un canale tedesco in cui un "Professorone" universitario germanico sosteneva che lo sport fa bene, purchè se fatto con "moderazione". Gli sportivi di alto livello consumano le proprie cellule precocemente. In sostanza diceva che un professionista lo fa di mestiere e quindi era da un certo punto di vista "comprensibile". Ma per lui era incompresibile che gli amatori si sfianchino di allenamento, sforzando esageratamente i loro organi (polmoni, cuori...). Secondo lui l'attività fisica ottimale è di un'oretta al giorno ad un ritmo moderato. Parlava in generale di tutti gli sport, ma ovviamente il ciclismo è compreso. Ieri sera, ospite di Fabio Fazio a "che tempo che fa" c'era Luc Montagner, il famoso Nobel immunologo francese, che in un certo senso ha ribadito lo stesso concetto, cioè l'eccessivo sforzo fisico è dannoso.
Spesso vengo "criticato" da parenti e amici quando mi vedono rientrare "sderenato di fatica" e non ci ho mai fatto caso. Ma ora, sentendo questi pareri "autorevoli" un po' di pensieri mi vengono.
È che io non ci riesco proprio ad andare a passeggio, con una city bike ai 15 km/h in pianura.......
C'è qualche medico in linea? (cardiotonico ad esempio??)

Studi o non studi o vado di pratica, nella mia società non vedo gente che accusa malesseri precoci, anzi l'attività fisica a portato solo benefici, nuovi stimoli e nuove amicizie
Per i PROF non vedo molti ex messi male ... è meglio che questo proffessore inizi a pedalare :mrgreen:
 

ziojo

Apprendista Velocista
18 Giugno 2007
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in pensione
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C'è una ambiguità da cui però bisogna uscire: non esistono mica solo i due modelli estremi

- il sedentario che non alza mai le chiappe
- l'amatore sovrallenato cronico

E' proprio sbagliato rifugiarsi nell'argomento: meglio sfondarsi di sport che non fare niente e otturarsi le arterie. Non esiste.

L'alternativa evidente è quella intermedia: praticare lo sport che fa bene. Quello cioè che rinforza i vasi, che apre i polmoni, che armonizza gli ormoni, che suona il metabolismo come un'orchestra. E che si inserisce armoniosamente negli altri pezzi che compongono il mosaico della nostra vita. Ciascuno di noi avrà la sua personalissima interpretazione di questa dimensione sportiva; per qualcuno sarà attività blanda per 3 volte a settimana, qualcun altro potrà fare sport tutti i giorni anche sgasando qualche volta.

Perchè non si prende naturalmente questa via?

Perchè i cosiddetti "miglioramenti" (andare più veloci, fare più km, salire più in alto, fare più dislivello etc.) tendono a restituirci un'immagine di noi stessi come persone vincenti, in grado di progredire e esercitare il controllo sulle situazioni difficili. E questo è positivo, in una certa misura.

E' quando questi "miglioramenti" diventano necessari che dovremmo fare un esame di coscienza: probabilmente compensano o coprono altre parti della nostra esistenza di cui non siamo soddisfatti. E' uno dei tanti vantaggi che lo sport ci offre: quello di darci segnali, di indurci all'autoascolto, di prendere coscienza dei nostri punti di forza e dei nostri limiti.

Allora, forse, sarebbe meglio puntare verso una dimensione sportiva in equilibrio col resto della vita, invece di dargli un ruolo centrale. Che può essere pericoloso.
 

rapportoagile

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Scapin Dyapason
Perchè i cosiddetti "miglioramenti" (andare più veloci, fare più km, salire più in alto, fare più dislivello etc.) tendono a restituirci un'immagine di noi stessi come persone vincenti, in grado di progredire e esercitare il controllo sulle situazioni difficili. E questo è positivo, in una certa misura.

Ecco, è proprio così, nel mio caso. Magari non proprio "vincente" (partecipo a pochissime GF), ma l'idea che nonostante il passare degli anni (me ne mancano 2 ai 50) riesco comunque ad avvicinare i tempi in salita che facevo 10-15 anni fa, mi dà comunque una carica positiva, e sento che mi fa bene. Poi la penso anch'io come Giancarla:
vivo oggi, programmarsi troppo la vita non va bene e crea troppi condizionamenti e rinunce, per un futuro che potrà prendere diverse strade indipendenti dalla nostra volontà.
Ora vi lascio: fuori sta nevischiando, fa freddo, ho solo 86 km nelle gambe, ma vado a tentare di battere il mio record sulla Terlano-Meltina......jahuiiiiiiiiiiii!!!
 
Allora, forse, sarebbe meglio puntare verso una dimensione sportiva in equilibrio col resto della vita, invece di dargli un ruolo centrale. Che può essere pericoloso.

Esatto, il gioco è tutto li. L'equilibrio.
Il che non vuol dire 50% bici 50%altro.
Può benissimo essere la bici 100% senza interferire con il resto, che ci vuole altrettanto al 100%, come? Boh, però funziona :mrgreen:

Mi soffermo sull'"immagine vincente"; più che "immagine vincente" direi che ci si sente migliori.
Da ragazzo ho avuto la fortuna di correre tanto in moto, tanto in enduro (o regoalrità); si era ragazzi, e ogni passaggio (erano veramente terribili) era una sfida con noi stessi e tra di noi; il coro era, in cas di fallimento o solo di un apparente cedimento nel volto: "uomo di m@rda!"... Ecco, inconsciamente credo che questo sia stato trasportato nel tempo, e anche oggi se ci si trova per un giro in mtb e inizia a grandinare nessuno dice nulla, si sorride, aspettando che il primo dica:"Si, ma..." e si parte...
Ora da tutto questo modo "assurdo" che forse ci tiene ancorati ai tempi passati, del buono c'è.
Lavoro meglio, sono più sveglio, il freddo non mi da fastidio, l'umido nemmeno, il maltempo neanche; vedo colleghi accasciati che si lamentano spesso.
La vita di ogni giorno si prende sempre con spirito positivo.
E soprattutto, questa la dedico a ziojo con tutto il cuore :-), TR@MB@ bene, meglio; e fin che dura, via a testa bassa :mrgreen:
 
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Febox

Apprendista Passista
24 Febbraio 2008
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Lavalledellelacrime....
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Canyon/Cube
Lo sport indubbiamente fa bene al fisico. Però sono convinto che a livello professionistico faccia male, perchè quando è troppo è troppo. Il nostro corpo ha delle soglie naturali di salvaguardia. Purtroppo chi fa sport professionistico le supera.
Mi ricordo una dichiarazione di Ancelotti di qualche anno fa che disse:" lo sport professionistico non è sano", aggiungendo che aveva la schiena e le ginocchia a pezzi.
 

SistOne

Apprendista Velocista
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Palse drioalNiuBar
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L'ho sentito anch'io il parere del Premio Nobel ospite nella trasmissione di Fazio. .

Una Stato che mi suggerisce di rinunciare ad una attività sportiva moderatamente intensa tramite la propria TV e poi mi vende tabacco e alcol consapevole di aver guadagnato molto di più rispetto alle spese di una sanità mediocre che dovrà rendermi?!
Se prima avevo dei dubbi adesso ne ho molti di meno.
Ma che pensino a sollevare le loro pesanti terga dalle lussuose poltrone ed inizino a pedalare và!!
 

CAVALLO PAZZO

Maglia Iridata
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CALABRIA DEL NORD
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SPECIALIZED TARMAC VINER MAXIMA COLNAGO MASTER VINTAGE
Personalmente non mi cambierei con i miei coetanei che trascorrono le giornate tra il bar il circolo dei pensionati a parlare di politica e del tempo, bevendo alcolici e fumando, mi considerano un pazzo per lo sport che faccio, ma preferisco così.
 

rapportoagile

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Personalmente non mi cambierei con i miei coetanei che trascorrono le giornate tra il bar il circolo dei pensionati a parlare di politica e del tempo, bevendo alcolici e fumando, mi considerano un pazzo per lo sport che faccio, ma preferisco così.


Bentornato cavallo!!
Anch'io la penso così, ma il mio problema è che dopo la sfacchinata in bici vado al bar a traccanarmi 1 litrozzo di vino, a fumarmi 1 pacchettino di cicche..........:-x
 

bipbip

Pennutus imperialis iperdotatus
16 Aprile 2004
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Klondike
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Cannondale SupersixEvo HM
Bell'argomento. Credo che molti di noi in più occasioni si siano posti questo dilemma.
Risposte interessanto nel thread tantissime.
Personalmente ritengo che, in questo come in molti altri aspetti della vita, "in medio stat virtus".
Eccedere in un senso oppure nell'altro credo che bene non faccia.
Anni fà mi sono avvalso dello sport (non del ciclismo) per fini curativi (problemi al rachide). Credo che per altri aspetti anche il ciclismo, affrontato con i dovuti criteri, possa svolgere compiti analoghi.
 

scamorza

Apprendista Scalatore
4 Marzo 2006
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io invece credo che il limite finiamo per superarlo spesso, non credo proprio ad esempio che si pedali in salita al fondo lungo, a dire il vero quasi sempre io sono poco sotto soglia pure in pianura. vero è che finchè teniamo un paio/tre giorni a settimana di riposo il corpo dovrebbe recuperare abbastanza bene. personalmente rifuggo integratori di ogni genere, in modo da richiedere al corpo quello che NATURALMENTE mi può dare. questo anche perchè sono più gli studi che dimostrano che la chimica come nutrimento sia maligna piuttosto che il contrario.
alla fine comunque meglio qualche sforzo in più al fisico con mente sana piuttosto che sentirci frustrati perchè costretti a rinunciare a molti piaceri.
 

Trinity77

Apprendista Velocista
15 Luglio 2008
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Romagna
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Bici
Pinarello fp5
La risposta di buon senso alla domanda del thread è: senz'altro si.

La vera domanda immediatamente successiva è: perchè?

Perchè si arriva alla pratica sportiva compulsiva?
Quella che porta dentro la dipendenza da endorfine, lo stress da gara, la gestione degli infortuni, le continue infezioni virali e batteriche?

Io penso che per molti lo sport diventa un elemento compensativo di altri deficit esistenziali e per questo (spesso inconsapevolmente) si accetta di pagare un prezzo.

Per qualcuno è un prezzo lieve, per altri può essere molto alto.

Dura verità, sed verità.
quoto..
 

barce

Passista
9 Ottobre 2007
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Val di Vara
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Trek varie....
Continuerò ad andare in bici sino a che mi farà stare bene mentalmente il giorno in cui mi comporterà sacrificio allora appenderò la bici al chiodo senza pensare al fatto che possa o non possa consumarti.....