Alla fin fine ho preso il libro in questione, non ce l'ho fatta a resistere alla curiosità anche se mi ero ripromesso di leggere di meno e pedalare di più 
Lo sto ancora digerendo, percui probabilmente non saranno le uniche domande che mi verranno in mente, ma ci sono un paio di cose che mi hanno colpito immediatamente. Visto che l'autore "bazzica" per questo forum, magari mi potrà rispondere
, però vorrei sentire anche l'opinione di altri.
La prima: scrivi che col passare delle ore, durante un allenamento dedicato alla distanza, la FC tende a calare, ma poco prima scrivi che durante una ripetuta, basandosi esclusivamente sulla FC stessa, già dopo 4-5 min il carico cala del 15%. Se ne deduce quindi, che al procedere della ripetuta la FC tende ad aumentare a parità di sforzo: non è un po' un controsenso? seconda: a che pro 6-7 ore di fondo lento-lungo per la preparazione di una cronometro? quali sono i vantaggi? E' allenante un simile ritmo in vista di una gara che si conclude in un tempo notevolmente inferiore?

Lo sto ancora digerendo, percui probabilmente non saranno le uniche domande che mi verranno in mente, ma ci sono un paio di cose che mi hanno colpito immediatamente. Visto che l'autore "bazzica" per questo forum, magari mi potrà rispondere
, però vorrei sentire anche l'opinione di altri.La prima: scrivi che col passare delle ore, durante un allenamento dedicato alla distanza, la FC tende a calare, ma poco prima scrivi che durante una ripetuta, basandosi esclusivamente sulla FC stessa, già dopo 4-5 min il carico cala del 15%. Se ne deduce quindi, che al procedere della ripetuta la FC tende ad aumentare a parità di sforzo: non è un po' un controsenso? seconda: a che pro 6-7 ore di fondo lento-lungo per la preparazione di una cronometro? quali sono i vantaggi? E' allenante un simile ritmo in vista di una gara che si conclude in un tempo notevolmente inferiore?

