Medio al posto dei classici "lunghi"

giovagiov

Velocista
9 Aprile 2008
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Olympia
se mal gestita sicuramente no, ma la via più "sicura" del parto piano e poi vedrò non porta spesso all'espressione del proprio potenziale, il tutto ovviamente in funzione della programmazione.

Il discorso fare x mila km di fondo all'inizio è alquanto aleatorio. 1000 per una persona che ne fa 6000 sono diversi da uno che percorre fa 16000 annui. I km poi vanno sempre valutati in COME si svolgono non nel QUANTO, infatti tutte le quantificazioni di carico sono in ore, ma questo è un dettaglio.
Il tutto poi è basato sulla concezione dello stacco completo di 1, 2+ mesi, che ormai è un retaggio del ciclismo che fu, anche a livello professionistico dove davvero c'è bisogno di uno stacco di alcune settimane, ma si parla di soggetti che come minimo hanno macinato 30000+ km.

Quando queste cose le dico io mi rispondono che dico così perché son giovane...:mrgreen:o-o
 

Clodovico

Mago di Otz
30 Ottobre 2006
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Feathery Princess & Dark Mistress
Io quest'anno mi stò rendendo conto di quanto la conoscenza della fisiologia umana sia aumentata e quanti luoghi comuni sbagliati circolino.

Persone come Roberto, che hanno sudato questa conoscenza con anni di studi, non possono che essere una ventata di aria fresca.
 
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davide79

Pedivella
1 Gennaio 2010
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Per il tempo che ho a disposizione è diventata una necessità ottimizzare il tempo facendo allenamenti ad un'intensità medio-alta (magari non per tutta l'uscita ma per brevi tratti di pianura o per 10-15 m in salita). Personalmente lunghi a fondo lungo non li ho mai fatti perchè anche nei lunghi che faccio dalla primavera in poi inserisco sempre tratti alla soglia ma ad ogni modo la q.tà conta ma la qualità ancora di più e se poi si fanno un pò di gf la distanza si acquisisce lì.
PS: non mi chiedete a quanti battiti il medio o con che potenza perchè pur usando il cardio sono sempre andato a sensazioni rispettando quello che mi dice il fisico giorno per giorno.
 
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ciclettico

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23 Aprile 2004
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E' evidente che ci sono diversi mezzi allenanti, anche molto diversi fra loro, per arrivare ad una condizione finale abbastanza simile.
La modalità tradizionale si basa su quello che hanno sempre fatto i professionisti: enormi volumi (fanno solo quello) e una bassa % di esercizi specifici, per lo più a ridosso della stagione di gare. Per gli amatori la cosa spesso si traduce in (relativamente) bassi volumi a bassa intensità, che sappiamo poco allenanti, ma forse utili a mantenere un minimo di condizione prima dell'inizio di allenamenti più specifici.
Le tendenze moderne insistono poco sui km e molto sulla "specificità"; allenare molto le intensità di gara diminuendo di molto i volumi. Questa metodologia appare molto più adattabile agli amatori della precedente, se non altro per evidenti motivi di tempo disponible. Che poi sia più produttiva, siamo qui per parlarne.

Quello che qui cerca di capire è se possa esistere una via di mezzo fra le sei ore di fondo (!), e l'ora a tutta con variazioni brevi, entrambe fatte a gennaio.
La via di mezzo potrebbe essere appunto le le due ore (per chi ce le ha) con un po' di ritmo medio e veloce, anche in pieno inverno.

La presenza di R. M. è certamente preziosa in quanto ci dà spunti nuovi connessi alle nuove metodologie che si basano sulla potenza, e sull'applicazione sistematica della suddetta specificità nell'allenamento.
Rimane il fatto che a molti di noi appare "strano" lavorare su intensità alte e altissime a parecchi mesi dalla prima gara :shock:.
Ma forse ha senso se collocata in un piano di allenamenti coerente, che noi non conosciamo :oops:, dove anche questi allenamenti sono solo una parte del disegno complessivo.
 

Clodovico

Mago di Otz
30 Ottobre 2006
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Feathery Princess & Dark Mistress
Confermo quello che dici ciclettico. Fare intensita adesso senza essere supportati da una grande conoscenza (diretta o indiretta) dei tempi di recupero, adattamento etc. etc. sarebbe per me suicida.

Se non si hanno le conoscenze ci vuole anche un preparatore che non solo abbia le conoscenze ma che abbia anche modo di condividerle con scambi frequentissimi di informazioni, sia numeriche che via mail/voce. Io per fare un esempio dal mio preparatore ho un feedback quotidiano sugli allenamenti non appena glielo scarico, gli scrivo almeno 2/3 mail alla settimana e il lunedi stiamo al telefono un ora a discutere del passato, presente e futuro.

Senza tutto ciò andrei sarei già in overtraining.
 

elcarna

Apprendista Velocista
21 Gennaio 2008
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pesaro
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Giat tcr isp
Confermo quello che dici ciclettico. Fare intensita adesso senza essere supportati da una grande conoscenza (diretta o indiretta) dei tempi di recupero, adattamento etc. etc. sarebbe per me suicida.

Se non si hanno le conoscenze ci vuole anche un preparatore che non solo abbia le conoscenze ma che abbia anche modo di condividerle con scambi frequentissimi di informazioni, sia numeriche che via mail/voce. Io per fare un esempio dal mio preparatore ho un feedback quotidiano sugli allenamenti non appena glielo scarico, gli scrivo almeno 2/3 mail alla settimana e il lunedi stiamo al telefono un ora a discutere del passato, presente e futuro.

Senza tutto ciò andrei sarei già in overtraining.

Ok,tu sei uno super seguito,quindi fai tutte le cose in funzione

dei tuoi impegni agonistici, sicuramente riesci anche a conciliare il tutto

con lavoro e fam,sarai anche molto metodico e sicuramente avrai

dei benefici.

Io che pedalo x amore della bdc, pur non disdegnando le corse,

Partecipo ai circuiti e faccio i corti delle gf. un periodo di stacco

non c'è lo mai, quando esco si finisce sempre x menare.

Mi rendo conto che la mia condizione è sempre buona, ma mai

eccellente, purtroppo non vado mai al 110%!

P.S riconosco i miei limiti, e non ho voglia di fare preparazioni

che mi toglierebbero il gusto di pedalare,questo secondo la mia

opinione.o-o
 

sunboy

Maglia Gialla
15 Ottobre 2007
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La presenza di R. M. è certamente preziosa in quanto ci dà spunti nuovi connessi alle nuove metodologie che si basano sulla potenza, e sull'applicazione sistematica della suddetta specificità nell'allenamento.
Rimane il fatto che a molti di noi appare "strano" lavorare su intensità alte e altissime a parecchi mesi dalla prima gara :shock:.
Ma forse ha senso se collocata in un piano di allenamenti coerente, che noi non conosciamo :oops:, dove anche questi allenamenti sono solo una parte del disegno complessivo.
Sembra quasi un discorso di un uomo di chiesa :mrgreen:
oltre alle nuove metodologie ed applicazione sarebbe utile capire ciò di cui ogni singolo ha veramente bisogno per migliorare e diverstirsi a qualunque livello pratichi il ciclismo perchè anche nelle semplici uscite domenicali con gli amici c'è da soffrire, una sofferenza di cui a volte personalmente farei a meno.
 

Clodovico

Mago di Otz
30 Ottobre 2006
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Ok,tu sei uno super seguito,quindi fai tutte le cose in funzione

dei tuoi impegni agonistici, sicuramente riesci anche a conciliare il tutto

con lavoro e fam,sarai anche molto metodico e sicuramente avrai

dei benefici.

Io che pedalo x amore della bdc, pur non disdegnando le corse,

Partecipo ai circuiti e faccio i corti delle gf. un periodo di stacco

non c'è lo mai, quando esco si finisce sempre x menare.

Mi rendo conto che la mia condizione è sempre buona, ma mai

eccellente, purtroppo non vado mai al 110%!

P.S riconosco i miei limiti, e non ho voglia di fare preparazioni

che mi toglierebbero il gusto di pedalare,questo secondo la mia

opinione.o-o
Ma infatti mi trovi d'accordissimo. Il ciclismo è mille cose per mille persone, ognuno lo interpreta come vuole e sbaglia solo chi pensa che la sua interprertazione sia migliore delle altre.

Lo scopo alla fine è solo divertirsi.

Ultima cosa. Nel periodo di transizione non ho pedalato per 2 settimane, il massimo consentito. Tornato dalle vacanze (fatte bene, senza limiti ne remore) mi era stato detto che in 10 giorni sarei tornato come prima di partire. 1 settimana ci ho messo a ritrovare i watt, altri 3 giorni a ritrovare le sensazioni. Con 3 settimane di fermo i tempi si sarebbero allungati. La verità è si non ci si ferma per 1/2 mesi ma è anche vero che se ti fermi per una settimana in mezzo alla stagione anche se non tocchi la bici poi torni e in una settimana sei come prima. A gennaio vado pure a sciare :-).
 
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Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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discorsi tutti coerenti e corretti.
Qualità e intensità devono sempre essere ben strutturate, un esempio pratico: conosco molti ragazzi che escono in pausa pranzo in gruppo ma anche da soli= poco tempo a disposizione, ma indifferentemente che sia febbraio, giugno o novembre(se il meteo lo permette) volume, che rimane sempre fisso ~1h max 1h15ma soprattutto intensità che per loro è "lotta tutti contro tutti" è sempre la medesima da martedì a venerdì, 40 settimane l'anno.
Scherzosamente li definisco i "cronomen saturi" perchè la loro velocità è sempre quella indipendentemente dal periodo della stagione! Testati dimostrano buone capacità di lavoro lattacido, e scarsissimo recupero perchè abituati sempre a lavorare al limite senza l'abitudine (anche mentale) a svolgere ripetizioni o altre metodologie di lavoro intervallato.
La potenzialità e i risultati ottenuti sono spesso, in questo specifico caso, la combinazione di eventi esterni ("salto l'uscita di gruppo per allenarmi da solo in vista di...") o il caso e non una programmazione mirata.
Sicuramente si divertono ma non possono purtroppo affermare di allenarsi mirando a qualche obiettivo, anche non di natura agonistica.
Divertimento, dal mio punto di vista, è anche il raggiungimento di certi traguardi e se possibile miglioramento personale della performance sempre nell'ottica dei propri limiti (curriculum sportivo, genetica, talento, impegni quotidiani, tempo disponibile.....).
 
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ciclettico

Apprendista Scalatore
23 Aprile 2004
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BMC Team Machine SLR01
Sembra quasi un discorso di un uomo di chiesa :mrgreen:

E' Natale :prega:.
Dovresti vedermi quando faccio le salite con i miei amici che sono 15 kg meno di me (e per fortuna si allenano alla cavolo come me), sono decisamente meno ecumenico. :rosik:

E' vero che alla fine il divertimento è raggiungere gli obiettivi, ma prima bisogna trovarli. :mrgreen:
 

Gontur

Gregario
12 Luglio 2009
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29
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Muhuahuahuauaua... ho provato il protocollo TABATA, adattato secondo quanto consigliato da Roberto Massa. Premetto che prima ho fatto 1h20' sui rulli di fondo.. beh, dopo 4 ripetute alla morte di 30 secondi ero completamente disintegrato :) Il tacx segnava 450w 500w sui picchi di potenza, ma dubito che siano dati attendibili. Forse un giorno arriverò a fare 8-10 ripetute :)
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
7.294
2.343
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n+1
es di lavoro alternativo al solito fondo:
oggi 25/12 la mia uscita è stata così strutturata: riscaldamento in Z1+30' alternando 4' in Z2(fondo) a 4' in Z3(medio)+20' in salita (4-6%) in SST (Z3alta-Z4bassa) a 60-65 rpm+40' alternando 7' in Z2 a 3' in Z3+defaticamento ancora in Z1.
Niente di particolarmente impegnativo ma a)meno noioso del farsi ~2h20 in Z2 b) più utile in quanto uno stressor mediamente maggiore e con un certo grado stocastico ma al contempo non estremamente intenso, direi "variegato" (vedi TSS) c)più stimolante e divertente
 

willy2005

Pignone
24 Marzo 2007
297
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emiliano
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tante ma tutte lente! spero nella prossima
discorsi tutti coerenti e corretti.
Qualità e intensità devono sempre essere ben strutturate, un esempio pratico: conosco molti ragazzi che escono in pausa pranzo in gruppo ma anche da soli= poco tempo a disposizione, ma indifferentemente che sia febbraio, giugno o novembre(se il meteo lo permette) volume, che rimane sempre fisso ~1h max 1h15ma soprattutto intensità che per loro è "lotta tutti contro tutti" è sempre la medesima da martedì a venerdì, 40 settimane l'anno.
Scherzosamente li definisco i "cronomen saturi" perchè la loro velocità è sempre quella indipendentemente dal periodo della stagione! Testati dimostrano buone capacità di lavoro lattacido, e scarsissimo recupero perchè abituati sempre a lavorare al limite senza l'abitudine (anche mentale) a svolgere ripetizioni o altre metodologie di lavoro intervallato.
La potenzialità e i risultati ottenuti sono spesso, in questo specifico caso, la combinazione di eventi esterni ("salto l'uscita di gruppo per allenarmi da solo in vista di...") o il caso e non una programmazione mirata.
Sicuramente si divertono ma non possono purtroppo affermare di allenarsi mirando a qualche obiettivo, anche non di natura agonistica.
Divertimento, dal mio punto di vista, è anche il raggiungimento di certi traguardi e se possibile miglioramento personale della performance sempre nell'ottica dei propri limiti (curriculum sportivo, genetica, talento, impegni quotidiani, tempo disponibile.....).
Problema centrato in pieno! (ora so in che tipologia di ciclista sono inquadrato!)Ma almeno per partecipare alle nostre crono(massimo di 20-25 minuti) dove non serve recupero secondo te può funzionare?
P.S. come hai fatto a stare in bici tanto tempo ieri?sotto l'H2O?Io già mi sono sentito un eroe a fare 1,15 ore a tutta !!!
P.S.2 continuo a ringraziarti per il tempo che dedichi a tutto ed a tutti!
 

obyonetv

Pignone
8 Ottobre 2007
277
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treviso
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es di lavoro alternativo al solito fondo:
oggi 25/12 la mia uscita è stata così strutturata: riscaldamento in Z1+30' alternando 4' in Z2(fondo) a 4' in Z3(medio)+20' in salita (4-6%) in SST (Z3alta-Z4bassa) a 60-65 rpm+40' alternando 7' in Z2 a 3' in Z3+defaticamento ancora in Z1.
Niente di particolarmente impegnativo ma a)meno noioso del farsi ~2h20 in Z2 b) più utile in quanto uno stressor mediamente maggiore e con un certo grado stocastico ma al contempo non estremamente intenso, direi "variegato" (vedi TSS) c)più stimolante e divertente

scusate recupero il messaggio altrimenti non si capica a chi era rivolto:
questo tipo di allenamento lo fai ogni quanti giorni in questo periodo? e il giorno dopo fai seduta di agilità/recupero o rifai un protocollo simile?
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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non esiste mai, nè per me nè per gli atleti che seguo una ripetizione ciclica del carico a giorni fissi (per esempio nel mercoledì fare agilità, nel giovedì fare salita, ecc...) perchè ognuno ho esigenze e obiettivi differenti.
Lavoro dal generale allo specifico a seconda del periodo in questo caso, nell'esempio specifico, con lavori in SST a -5/-10 rpm rispetto all'optimum di cadenza "autonomamente scelta" 2-3x alla settimana poichè rappresentano la base di lavoro per lavori successivamente più intensi da svolgere in salita.
Esistono altre decine di combinazioni e lavori specifici da sviluppare, riprendere o intensificare durante tutta la stagione.
Il problema di un modello semplificato del "nel gg x faccio sempre lavori y" è che spesso crea una stagnazione nel carico allenante, dovuta appunto ad una semplificazione del modello proposto oltre a essere molto noioso dal punto di vista psicologico.
 

Big_63

Passista
28 Maggio 2009
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Bergamo
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scusate recupero il messaggio altrimenti non si capica a chi era rivolto:
questo tipo di allenamento lo fai ogni quanti giorni in questo periodo? e il giorno dopo fai seduta di agilità/recupero o rifai un protocollo simile?
tieni cmq presente che Roberto è un atleta da top ten nelle MF con > mille partecipanti e quindi il programma è adatto ad atleti evoluti.