Auto massaggi........io un minimo parlo di 30 40 sec provo a farli sotto la doccia (con il bagno schiuma) , fuori mai fatti , se non con EMS, ma sti benefici ci sono ?!?!?
)Non so se fila il discorso....Raga io ho letto ciò su un'enciclopedia medica a cura della Fondazione di Umberto Veronesi, sezione Medicina dello sport; vi riassumo il paragrafo in breve:
- l'allenamento nel tempo, aiuta il muscolo ed essere più efficiente nel consumo energetico, nelle contrazioni/trazioni/distensioni....cioè aiuta ad ottimizzare le prestazioni e le meccaniche fisiche e biochimiche che ci sono alla base.
- Partendo dal fatto che un muscolo non allenato è meno capillarizzato, come dice giustamente micreds....durante uno sforzo esso andrà innanzitutto quasi subito in anaerobiosi....poichè il sangue non riesce a soddisfare i volumi di apporto di ossigeno richiesti e necessari (appunto per una capillarizzazione minore); di conseguenza per produrre enrgia nel muscolo verrà utilizzato glicogeno che però in mancanza di ossigeno apporta al muscolo come sottoprodotto il lattato...quindi in realtà di lattato ne rimane nel muscolo; parte viene smaltito durante l'attività fisica, ricavandone ATP dalla stesso...Quello che non viene smaltito rimane cmq nel corpo. Ora aggiungo la mia conclusione:
- Ecco il perchè del famoso "defaticamento muscolare" che si fa a fine sessione e nei giorni di cosiddetto "scarico".... Con ciò si ha lo scopo di smaltire tutto il lattato rimanente dalle sessioni passate attraverso blanda attività, appunto per dare l'opportunità al muscolo dipoterlo consumare tutto.
Tornando "a bomba", alla luce di ciò, io la penso così: la questione dei 3-5 minuti per lo smaltimento di lattato vale per un atleta allenato....ma cmq durante un periodo di allenamento tosto e seriale c'è accumulo.
Per uno che non è allenato, ci sarà un accumulo maggiore di lattato anche se derivante da una sessione di attività fisica, principalmente dovuto al meccanismo sopra citato...

se il massaggiatore è bravo non ti fa manco troppo male(be' i gemmelli del polpaccio sono bastardelli) perchè lavora molto di "impastamento" e non solo di "ferro da stiro" o "mattarello".con automassaggi noalmeno non alle gambe
( è una battuta è
)
con i massaggi fatti bene, e che facciano anche "malino" mentre li fai.., i benefici sono enormi.
allora ho fatto la prova lattato prelevando il sangue da un dito , dunque molto ma molto distante dalla gamba :) .... durante lo sforzo intenso mi e' skizzato a 5.6 (mi pare) poi in fase di recupero 3 5 minuti dopo e' ritornato a valori normalissimi 3.1 se non sbaglio che era il valore di partenza .Raga io ho letto ciò su un'enciclopedia medica a cura della Fondazione di Umberto Veronesi, sezione Medicina dello sport; vi riassumo il paragrafo in breve:
- l'allenamento nel tempo, aiuta il muscolo ed essere più efficiente nel consumo energetico, nelle contrazioni/trazioni/distensioni....cioè aiuta ad ottimizzare le prestazioni e le meccaniche fisiche e biochimiche che ci sono alla base.
- Partendo dal fatto che un muscolo non allenato è meno capillarizzato, come dice giustamente micreds....durante uno sforzo esso andrà innanzitutto quasi subito in anaerobiosi....poichè il sangue non riesce a soddisfare i volumi di apporto di ossigeno richiesti e necessari (appunto per una capillarizzazione minore); di conseguenza per produrre enrgia nel muscolo verrà utilizzato glicogeno che però in mancanza di ossigeno apporta al muscolo come sottoprodotto il lattato...quindi in realtà di lattato ne rimane nel muscolo; parte viene smaltito durante l'attività fisica, ricavandone ATP dalla stesso...Quello che non viene smaltito rimane cmq nel corpo. Ora aggiungo la mia conclusione:
- Ecco il perchè del famoso "defaticamento muscolare" che si fa a fine sessione e nei giorni di cosiddetto "scarico".... Con ciò si ha lo scopo di smaltire tutto il lattato rimanente dalle sessioni passate attraverso blanda attività, appunto per dare l'opportunità al muscolo dipoterlo consumare tutto.
Tornando "a bomba", alla luce di ciò, io la penso così: la questione dei 3-5 minuti per lo smaltimento di lattato vale per un atleta allenato....ma cmq durante un periodo di allenamento tosto e seriale c'è accumulo.
Per uno che non è allenato, ci sarà un accumulo maggiore di lattato anche se derivante da una sessione di attività fisica, principalmente dovuto al meccanismo sopra citato...
AH No no!! non la faccio semplice credimi sepica!allora ho fatto la prova lattato prelevando il sangue da un dito , dunque molto ma molto distante dalla gamba :) .... durante lo sforzo intenso mi e' skizzato a 5.6 (mi pare) poi in fase di recupero 3 5 minuti dopo e' ritornato a valori normalissimi 3.1 se non sbaglio che era il valore di partenza .
quello che dici e' parzialemnte vero ma entra in gioco altri fattori o meglio entra in gioco il ciclo di Krebs dove l'acido cviene smaltito/riconvertito dal fegato etc etc.... duqnue non la facciamo sempliciotta la cosa non stiampo parlando delle condotture idrauliche non e' un liquido che gira per le gambe cosi....

) da cui poi si ricava energia.

PS: cmq mi devo informare sul test del lattato che hai fatto perchè non sapevo si facesse in quella maniera....Tipo, la modalità è simile a quello per la glicemia per intenderci....allora ho fatto la prova lattato prelevando il sangue da un dito , dunque molto ma molto distante dalla gamba :) .... durante lo sforzo intenso mi e' skizzato a 5.6 (mi pare) poi in fase di recupero 3 5 minuti dopo e' ritornato a valori normalissimi 3.1 se non sbaglio che era il valore di partenza .
quello che dici e' parzialemnte vero ma entra in gioco altri fattori o meglio entra in gioco il ciclo di Krebs dove l'acido cviene smaltito/riconvertito dal fegato etc etc.... duqnue non la facciamo sempliciotta la cosa non stiampo parlando delle condotture idrauliche non e' un liquido che gira per le gambe cosi....


stiamo qui tutti x imparare, ma cerchiamo , me compreso, di non rispondere con cose gia poco chiare a noi stessi.AH No no!! non la faccio semplice credimi sepica!
Anche perchè il metabolismo del lattato va a prender perte del ciclo di krebs solo dopo un po di passaggi, in quanto il ciclo di krebs interessa il metabolismo degli zuccheri in presenza di ossigeno (infatti prima si parlava dei mitocondri muscolari giustamente). Il lattato viene prodotto in assenza di ossigeno...rientra dopo nelle vie del ciclo di krebs (qunado parlavo del famoso smaltimento!) da cui poi si ricava energia.
Bada bene: Sto solo discorrendo con voi per imparare il più possibile partendo da quello che so io...ovviamente voi sapete molto più di me su certe cose, quindi io non sto confutando le vostre idee, ci discuto in base quello che so io. Lo trovo interessante! Quindi grazie anche per le risposte che mi date e gli interventi!
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Raga io ho letto ciò su un'enciclopedia medica a cura della Fondazione di Umberto Veronesi, sezione Medicina dello sport; vi riassumo il paragrafo in breve:
- l'allenamento nel tempo, aiuta il muscolo ed essere più efficiente nel consumo energetico, nelle contrazioni/trazioni/distensioni....cioè aiuta ad ottimizzare le prestazioni e le meccaniche fisiche e biochimiche che ci sono alla base.
- Partendo dal fatto che un muscolo non allenato è meno capillarizzato, come dice giustamente micreds....durante uno sforzo esso andrà innanzitutto quasi subito in anaerobiosi....poichè il sangue non riesce a soddisfare i volumi di apporto di ossigeno richiesti e necessari (appunto per una capillarizzazione minore); di conseguenza per produrre enrgia nel muscolo verrà utilizzato glicogeno che però in mancanza di ossigeno apporta al muscolo come sottoprodotto il lattato...quindi in realtà di lattato ne rimane nel muscolo; parte viene smaltito durante l'attività fisica, ricavandone ATP dalla stesso...Quello che non viene smaltito rimane cmq nel corpo. Ora aggiungo la mia conclusione:
- Ecco il perchè del famoso "defaticamento muscolare" che si fa a fine sessione e nei giorni di cosiddetto "scarico".... Con ciò si ha lo scopo di smaltire tutto il lattato rimanente dalle sessioni passate attraverso blanda attività, appunto per dare l'opportunità al muscolo dipoterlo consumare tutto.
Tornando "a bomba", alla luce di ciò, io la penso così: la questione dei 3-5 minuti per lo smaltimento di lattato vale per un atleta allenato....ma cmq durante un periodo di allenamento tosto e seriale c'è accumulo.
Per uno che non è allenato, ci sarà un accumulo maggiore di lattato anche se derivante da una sessione di attività fisica, principalmente dovuto al meccanismo sopra citato...
Tranq...tuto quello che condivido e cerco di spiegare è sempre contenuto vero ed accertato!Io non prendo mai concetti a priori senza pormi le giuste domande....sono fondamentalmente molto pragmatico ma profondamente empirico al tempo stessostiamo qui tutti x imparare, ma cerchiamo , me compreso, di non rispondere con cose gia poco chiare a noi stessi.
se sappiamo bene un argomento e' giusto che lo s condivida se arraffazzonamo (termine inventato adesso adesso) postulati da qualche parte cosi senza metodo o cognizione lasciamo perdere perche si fa solo confuzione.
Riepto stesso discorso vale x me....
In tutti i casi non e' inerente precisamente al 3d, cerchiamo di capire sti dolori ,,,sopratutto come evitarli...


Giustissimo...la stessa cosa che ho detto io...solo che il mio post spiegava la cosa da un punto di vista biochimico...Tu l hai resa in maniera pratica!In realtà il defaticamento serve di più come attività di transizione da uno sforzo breve e intenso al termine di una seduta di allenamento:
[url]http://www.albanesi.it/Arearossa/Articoli/04defaticamento2.htm[/URL]
Quanti cazziatoni mi faceva il coach di atletica quando lo saltavo:angrymod:

Può anche essere, come dicevo prima,che le unità motorie richiamate nel gesto, essendo minori a causa dello scarso o nullo allenamento, subiscano più stress di un muscolo più allenato e quindi con maggiori unità motorie coinvolte, che al contrario riuscira a distribuire il carico meglio?
- Partendo dal fatto che un muscolo non allenato è meno capillarizzato, come dice giustamente micreds....durante uno sforzo esso andrà innanzitutto quasi subito in anaerobiosi
No no..io intendevo sempre nella casistica di un organismo non allenato. Poi il discorso che hai fatto è giusto, lo condivido; non è quello che stavo mettendo indubbio insommaSì, ma tutto questo succede se sottoponi il muscolo deallenato a certe intensità, non qualsiasi cosa tu faccia.
Esempio:
- da allenato corro 10km in 40' al fondo lento==> niente doms
- da non allenato, è chiaro che 4'/km non sarà più il fondo lento, per cui magari riesco a correrli lo stesso, ma sarò pieno di doms
- se però magari li corro ai 5'/km, non avrò i doms
- Stefano Baldini ai 4'/km si annoia, per cui se corre i 10km in 40' non avrà i doms
Sì, ma tutto questo succede se sottoponi il muscolo deallenato a certe intensità, non qualsiasi cosa tu faccia.
Esempio:
- da allenato corro 10km in 40' al fondo lento==> niente doms
- da non allenato, è chiaro che 4'/km non sarà più il fondo lento, per cui magari riesco a correrli lo stesso, ma sarò pieno di doms
- se però magari li corro ai 5'/km, non avrò i doms
- Stefano Baldini ai 4'/km si annoia, per cui se corre i 10km in 40' non avrà i doms
Mah, anche se corressi 6' al km la prima volta dopo tanto tempo, sarei soggetto a doms, a me capita cosi', non è tanto l'intensità che li crea ma la biomeccanica della corsa.

No secondo me non è questione di intensita, è questione di tipo di contrazione.

Ok...ma io non sto facendo un discorso sulla corsa, sto facendo un discorso sui doms...
Allora faccio l'esempio con il ciclismo:
- atleta allenato con soglia a 300Watt==> 1 ora a 200Watt==> niente doms, niente accumulo di acido lattico
- stesso atleta dopo 2 mesi di fermo==> la sua soglia è calata a 200Watt==> 1 ora a 200Watt==> doms
Hai tralasciato di dire se c'è accumolo o no di acido lattico, è voluto?
- sempre lo stesso atleta deallenato dopo i 2 mesi==> 1 ora a 140 watt==> niente doms, niente acido lattico
