wouter weylandt

ElMic

Apprendista Cronoman
3 Luglio 2008
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Il mondo é cambiato, grazie a internet, fotocamere digitali, possiamo vedere tutto e velocemente.

A volte poi certe cose che vediamo ci fanno anche capire meglio quello che é successo. Per esempio il terremoto in Haiti ci ha turbato di meno che quello in Giappone. Anche lo tsunami in Thailandia era meno toccante per noi che quello in Giappone. E perchè?
Perche da Haiti abbiamo visto poco, poche imagini e filmati, dello tsunami in Thailandia abbiamo visto si qualcosa ma non tanto, invece dal Giappone abbiamo visto tutto. L'impatto dello Tsunami, i video dei grattacieli che tremavano per colpa del terremoto, la gente che scappava dall'acqua ecc.
Ci ha fatto capire la tragedia, la forza della natura e la dimensione della tragedia.

Certo che non é paragonabile con i filmati di una famiglia che piange per il dolore di aver perso il figlio/marito, ma voglio solo esprimere che certe immagini possono anche aiutare a comprendere a creare la compassione dentro di noi. Non tutti siamo emotivi e sentiamo tristezza o compassione se sentiamo solo la notizia, ma un imagine allora si può creare la compassione necessaria per capire la situazione o per creare tristezza dentro di noi.

Nel senso che se esce la notizia "Wouter Weylandt muore dopo caduta", tanti lo leggono indifferentemente e basta, se peró ce una foto inclusa (anche crudele) allora tocca più profondamente e colpisce.
 
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petit napoleon

Novellino
16 Dicembre 2009
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viareggio
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BMC SCALE
concordo assolutamente...quello del Giappone è stato il secondo dramma veramente mediatico dopo le twin towers...così come l'incidente di W.W. sta facendo molto più scalpore di quello di Kivilev.

Che perlomeno lo scalpore faccia ragionare un pò la gente.....
 

rapportoagile

Moderatoren
20 Agosto 2008
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Settequerce (Bolzano)
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Scapin Dyapason
Il mondo é cambiato, grazie a internet, fotocamere digitali, possiamo vedere tutto e velocemente.

A volte poi certe cose che vediamo ci fanno anche capire meglio quello che é successo. Per esempio il terremoto in Haiti ci ha turbato di meno che quello in Giappone. Anche lo tsunami in Thailandia era meno toccante per noi che quello in Giappone. E perchè?
Perche da Haiti abbiamo visto poco, poche imagini e filmati, dello tsunami in Thailandia abbiamo visto si qualcosa ma non tanto, invece dal Giappone abbiamo visto tutto. L'impatto dello Tsunami, i video dei grattacieli che tremavano per colpa del terremoto, la gente che scappava dall'acqua ecc.
Ci ha fatto capire la tragedia, la forza della natura e la dimensione della tragedia.

Certo che non é paragonabile con i filmati di una famiglia che piange per il dolore di aver perso il figlio/marito, ma voglio solo esprimere che certe immagini possono anche aiutare a comprendere a creare la compassione dentro di noi. Non tutti siamo emotivi e sentiamo tristezza o compassione se sentiamo solo la notizia, ma un imagine allora si può creare la compassione necessaria per capire la situazione o per creare tristezza dentro di noi.

Nel senso che se esce la notizia "Wouter Weylandt muore dopo caduta", tanti lo leggono indifferentemente e basta, se peró ce una foto inclusa (anche crudele) allora tocca più profondamente e colpisce.

Sono d'accordo. Quando ho visto le immagine della famiglia del povero Wouters inizialmente ho pensato: "perché mostrarle?" Poi mi è venuto il "groppo", mi si sono inumiditi gli occhi e mi sono sentito più vicino alla famiglia.
Probabilmente se la famiglia non fosse stata d'accordo non le avrebbero messe in onda
 
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baduone

Passista
16 Aprile 2008
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Camulodunum
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The most convenient
Ci lascia con un insegnamento per tutti, soprattutto per gli amatori e cicloturisti.

Quando andremo in discesa dovremo sempre avere un riguardo alla sicurezza perchè rischiamo noi, ma sopprattutto possiamo far soffrire molto chi ci è vicino.

Purtroppo chi gareggia, in discesa continuerà a rischiare, soprattutto i velocisti o i passisti che sono più pesanti, per recuperare in discesa ciò che si è perso in salita.

Mi fa ancora pensare che CAssani aveva poco tempo prima parlato di un grimpeur sempre distratto perchè probabilmente non aveva necessità di stare in gruppo e recuperare e poi è successo quello che è stato a un velocista.

Certo che quel maledetto muretto, anche in TV fa impressione come è pronunciato verso l'interno strada ...
 

posse

Maglia Iridata
14 Ottobre 2008
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tra bologna e la montagna
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Cervelo R3
Sono d'accordo. Quando ho visto le immagine della famiglia del povero Wouters inizialmente ho pensato: "perché mostrarle?" Poi mi è venuto il "groppo", mi si sono inumiditi gli occhi e mi sono sentito più vicino alla famiglia.
Probabilmente se la famiglia non fosse stata d'accordo non le avrebbero messe in onda

mah.. speriamo. poi (lo dico purtroppo per esperienza) in quei momenti non sei mica lucido, ti chiedono delle cose rispondi piu' che altro per toglierti la gente di torno

cmq vorrei dire che il rischio non è solo in discesa. in gruppo a 40 all'ora quando siamo tutti a 2 cm l'uno dagli altri e ci si tocca.. i muretti ci sono lo stesso...
 

nki

Apprendista Passista
9 Maggio 2011
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:(
Certo che quel maledetto muretto, anche in TV fa impressione come è pronunciato verso l'interno strada ...

dai, ragazzi, non è mio interesse difendere chi fa le tappe o cmq tutta l'organizzazione del giro, però se quel muretto fosse stato ""pericoloso"" avremo visto qualcun'altro in difficoltà (per fortuna non è avvenuta, eh)
E' stata, ahinoi, una tragica tragica fatalità. :(
 

gigio laser

Pedivella
16 Ottobre 2009
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Brianza
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casati laser
Sono d'accordo. Quando ho visto le immagine della famiglia del povero Wouters inizialmente ho pensato: "perché mostrarle?" Poi mi è venuto il "groppo", mi si sono inumiditi gli occhi e mi sono sentito più vicino alla famiglia.
Probabilmente se la famiglia non fosse stata d'accordo non le avrebbero messe in onda

D'accordo ragazzi ma la foto in prima pagina la gazzetta poteva evitarsela; sono molto deluso. In questi casi piu' che la compassione penso che valga il valore del buon ricordo; una bella immagine della vittoria di tappa dell'anno scorso l'avrebbe onorato meglio e di piu'. Purtroppo non sono il direttore della gazzetta... Grande la foto di pantani visto da dietro in occasione della sua morte, ma questa volta proprio non ci siamo.
 

Ale MN

Apprendista Passista
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bumba

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casa
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no
bellissimo articolo di Gianni Mura.
l'anno scorso non mi fece impazzire al Giro, forse perchè una grande "penna" come lui male si adatta alle ore e ore di (talvolta, ma non sempre) vuota diretta tv...
 

srinivasa

Scalatore
11 Ottobre 2005
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Via Lattea
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Un po' retorico, ma certamente ben scritto.
Avrei preferito avesse speso due parole anche sul comportamento di certi media, e di alcuni giornali in particolare.
Ormai ha le spalle sufficientemente larghe per poter dire esattamente come stanno le cose, ma ho come l'impressione che, di tanto in tanto, preferisca tirarsi un poco indietro.

In ogni caso queste mie considerazioni poco centrano con la fine del ciclista belga il quale, per suo conto, immagino fosse perfettamente conscio dei pericoli che correva e con lui la sua famiglia alla quale spero non facciano mancare, oltre che lo scontato apporto di fiori e belle parole, un sostanzioso aiuto economico.
 
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albertop

Apprendista Scalatore
20 Aprile 2004
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ho visto le immagini della famiglia in tv a pranzo. Che gente per bene.
Distrutti dal dolore ma pieni di una dignità inusuale.
Poche parole del padre tutte di saggezza e senza l'astio che chiunque
avrebbe dentro in un momento del genere.

la dignità con la quale una persona può reagire ad una disgrazia deriva anche dal modo in cui viene approcciata la questione
se si pensa: "è stata una disgrazia, e purtroppo la sfortuna ha voluto che toccasse a noi", si reagisce in un certo modo

diverso è senz'altro il modo di reagire di chi, di fronte alla disgrazia, scatena subito la caccia al responsabile, come se ogni morte debba avere sempre e per forza un responsabile da punire

nel ciclismo ci sono decine, centinaia di percorsi pericolosi: se nessuno muore, nessuno si lamenta; se ci scappa il morto (spesso per pura fatalità), scatta la caccia alle streghe

in questo thread , si contano 8 pagine di messaggi postati mentre WW moriva in diretta, messaggi dove si dice tutto e il contrario di tutto
sempre in questo thread, intorno a pag. 50 si contano diversi post dove ci si lamenta che, durante l'arrivo della tappa di ieri, i cronisti continuavano a parlare (e, così facendo, si parla ...)
e si parla ancora .... siamo arrivati a pag. 60 ....

anch'io sono perfettamente d'accordo sul fatto che il miglior modo per rispettare la morte e il dolore sia l'assoluto silenzio
l'ho mantenuto sinora, l'ho rotto per un attimo per questo piccolo intervento, ritorno in silenzio
 
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