E' proprio come dice boogerd.
La Forza media non c'entra con il picco.
Non esiste una relazione fisica diretta che prevede un aumento dei picchi di forza all'aumentare della cadenza, non c'è relazione.
Tutt'al più ci può essere una ricerca volontaria dell'aumento della forza "di picco" al fine di aumentare la fase di recupero mantenendo la forza media (e quindi la potenza media) sul giro.
In teoria si può applicare una Forza media di 30 kg applicando esattamente 30 kg per tutto il giro, così come si può applicare una forza di 10 kg per metà giro e una di 50 kg per l'altra metà giro, così come si può applicare una forza di 10-30-50-30 ogni quarto di giro ecc...
Se la Forza media resta costante e la cadenza pure, se aumentiamo la forza di picco non può che aumentare l'effetto "stantuffo".
Massimo
Forse bisognerebbe ragionare tenendo in considerazione non una sola gamba per volta, ma entrambe. Forse all'aumentare della cadenza la componente di resistenza passiva si riduce (quantomeno il tempo di risalita è inferiore) per motivi biomeccanici/muscolari...e "appare" così come un aumento di forza di picco, mentre in realtà la forza (utile) è uguale o minore. Non ci stò a considerare l'aumento di cadenza raggiunto (per il quale ho lavorato 2 anni) un instantuffimento della mia pedalata :(
sul fatto alte RPM ed efficenza pedalata, vorrei esporvi la mia esperienza.
Inizio stagione ero molto arrugginito, le RPM in salita erano intorno alle 80, ora dopo aver focalizzato l'allenamento grazie ad un training "evoluto", in salita mantengo le 90RPM ad alte potenze, riesco a tenere potenze relativamente elevate per più tempo e potendo ripetere la prestazione per più volte a seduta. Esempio le ripetute in Z5, dove salgo a pù di 90rpm e riesco a completare tali lavori con relativa "facilità", se dovessi tenere le stesse potenze con RPM minori, sono certo che dopo poche serie sarei a terra.
Nell'efficenza di pedalata, posso dire che personalmente alleno anche la componente "tirare" con i pedali; trovo molto utile questa cosa in corsa, a vlte rispondo a delle variazioni di ritmo NON SPINGENDO, ma TIRANDO con le gambe (ovvero la fase attiva della pedalata è invertita...non so se mi spiego), questo a sensazione mi consente di recuperare meglio i quadricipidi per sostenere sforzi maggiori in SPINTA quando serve, cosa ne pensate?
ps: interesante questa discussione che si sta animando!
Mi ci sono allenato con strumenti appositi a rendere attiva (o quantomeno non passiva) la fase di risalita.... e se riesci a concentrarti vedrai vantaggi anche in salita ad usare entrambe le gambe contemporaneamente...(il problema è che..il VO2max è un valore ..difficilmente modificabile
mi sembra che la tendenza di ottimizzazione sia proprio l'opposto cioà non utilizzare la fase di recupero ma massimizzare quella di spinta...io con il PT ho notato le stesse tue considerazioni e cioè che andare a 90 e passa pedalate al minuto quando sviluppo potenze superiori ai 400 watt mi permette di salvare meglio la gamba per le ripetute successive...e confemro che ad inizio stagione la tendenza è quella di sviluppare potenze elevate con rpm più basse a mano amano che si procede nei mesi estivi tendo ad aumentare la cadenza e diminuire la forza.
ad essere sincero non ho ancora capito esattamente la mia rpm ottimale ma ritengo quando sviluppo in soglia i miei 300 watt sia intorno alle 80/85
Si ma se nella fase di recupero la gamba dorme...sai quanto pesa una gamba???

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