Crea il Giro d'Italia 2012

bradipus

Vendicatore Mascherato e motore di ricerca
23 Luglio 2009
35.276
30.575
Bugliano
Visita sito
Bici
qualunquemente
Oropa ha preso un fascino particolare dopo le vicende che sappiamo, ma tutto sommato può non essere una salita da centro giro... Può star bene in un finale tra la 16esima e la 18esima tappa. Morfologicamente vedo molto più adatta l'Aprica o il Fauniera...
Resto dell'idea che un arrivo sul passo Nivolet potrebbe dare la svolta finale ad un giro alla penultima tappa, aggiungendo al condimento un tratto compreso tra Oropa, Andrate, Ivrea, Ceresole Reale ed infine il passo. Ci calza tutto come una canottiera...

l'arrivo al Nivolet seppur suggestivo lo vedo impraticabile per due motivi: non ci passano i camion per l'allestimento,ed il pubblico dovrebbe poter salire solo in bici (altrimenti la strada si ingolferebbe subito, per questo motivo è vietata al traffico a motore in estate).
inoltre i corridori dovrebbero aspettare fino alla fine prima di poter scendere (è un passo 'chiuso', non c'è la strada che scende dall'altra parte come il Galibier) e farli scendere mentre altri corridori salgono secondo me è un po' pericoloso (si tratta di fare almeno dieci chilometri contromano prima di arrivare a Ceresole)
 

bradipus

Vendicatore Mascherato e motore di ricerca
23 Luglio 2009
35.276
30.575
Bugliano
Visita sito
Bici
qualunquemente
...a memoria non ricordo il giro in valle d'aosta, anche perchè come regione offre moltissime salite ai più sconosciute

andando a memoria
Giro del 1997 con arrivo a Cervinia dopo aver scalato il San Pantaleon, vittoria di Ivan Gotti che vinse poi quel Giro
Giro del 2006 arrivo a La Thuile dopo il San Carlo sotto la pioggia, vittoria di Piepoli davanti a Basso (che vincerà quel Giro...)

mi ricordo inoltre che fino ad una ventina di anni fa sulla strada per Champoluc si potevano ancora leggere scritte inneggianti a Zilioli... :old:
 

bicilook

Ammiraglia
15 Giugno 2008
21.040
19.467
Genova
Visita sito
Bici
ORBEA Orca Omx -Colnago C60
Non devono mancare le grandi salite del Piemonte...c'è una tappa che ancora stiamo aspettando da anni,quella che è stata annullata dopo il blitz di Sanremo...Che prevedeva Colle Fauniera e arrivo a Sant'Anna di Vinadio...quella si' che sarebbe una tappa regina...o-o
 

go_lance_pcm

Apprendista Passista
6 Novembre 2010
908
85
Visita sito
Bici
..
Sappiate che il Tour le tappe di montagna se potessero le metterebbe senza alcun problema di Domenica, e anzi le preferirebbe. Ma ormai da un bel pò di tempo durante il week-end si è costretti a mettere tappe pianeggianti che sono prese meno d'assalto dalla gente (specialmente al Tour nei tapponi di montagna di gente se ne trova una marea), perchè mettere arrivi in salita la Domenica creava seri problemi di ordine pubblico. Al Giro e alla Vuelta, che non hanno così tanta gente nelle strade, si possono permettere invece di fare così.

In quanto alla differenza tra Giro e Tour, la corsa francese ha ormai fatto storia. La corsa più famosa, il percorso classico da sempre, la presenza dei migliori ciclisti al mondo lo rendono di dirittio, oltre al percorso che io adoro (anche se in questi ultimi anni meno), la corsa a tappe migliore oltre all'evento ciclistico più seguito in tutto il mondo. Non concordo con chi dice che al Tour c'è addirittura immobilismo, o meglio: fino a quando c'è stato Leblanc ha voluto tenere sempre lo stesso percorso e rispettare per filo e per segno tutte le tradizioni, ma in questi ultimi due anni tra 1) arrivo del pavè 2) incredibile, per il Tour, diminuizione dei km a cronometro, idea che tra l'altro non condivido 3) nuove idee come la tappa dell'Alpe di 110 km e arrivo in cima al Galibier, cose che prima non sarebbero mai state pensate...

Beh, così conservatori non sono più. E penso che sia più una perdita che un punto a favore.

Per il percorso del Giro, io mi auguro un ritorno alle tradizioni: in fondo rendendo la corsa italiana incredibilmente dura e totalmente diversa da Tour e Vuelta invece che bene si fa del male, perchè sarà sempre più corsa di nicchia. Senza contare della partecipazione: con dei Giri così massacranti è impossibile poi essere in forma ideale al Tour, e i grandi corridori non ci pensano nemmeno a favorire il Giro a discapito della più grande e famosa corsa a tappe di tutto il circuito. Anzi, specialmente ora con l'innesto di corse nuove come Giro di California, che è in concomitanza col Giro, sempre più corridori potrebbero decidere di andare in America, a queste corse che stanno avendo sempre più importanza, e oltre ad una certa visibilità possono anche affinare la condizione per delle altre corse. Insomma, se il Giro la smettesse di continue innovazioni, continua ricerca allo sterrato, proporre tappe o interi week-end incredibilmente duri, sarebbe solo un bene. Mi auguro che gli organizzatori inoltre riescano a ripristinare il giusto mix tra salita e cronometro che con Zomegnan si era totalmente perso.
 

go_lance_pcm

Apprendista Passista
6 Novembre 2010
908
85
Visita sito
Bici
..
Comunque la mia idea di una corsa a tappe è:

- il prologo iniziale o una breve cronosquadre iniziale non serve a niente. Non fa distacchi e serve solo ad assegnare la maglia rosa. A questo punto o si fa una cronometro iniziale di 20-25 km esagerando per fare una cosa seria oppure molto meglio una tappa per velocisti;

- la cronosquadre magari non ci deve essere tutti gli anni ma è un punto importante per la corsa e sempre più ora che il ciclismo sta diventando uno sport di squadra è interessante; inoltre i team ci tengono molto. Ma la cosa è facilmente risolvibile. Se si vuole mettere la cronosquadre, si fa, ma seriamente: una cosa tanto per fare come si fa in questi ultimi anni è inutile e serve solamente a far perdere una giornata dove ci possono essere altre battaglie vere (anche in un semplice sprint si lotta per la maglia verde, così lottare per 10-15" è inutile): quindi se c'è la cronosquadre la si fa vera, come minimo di 40 km circa come quella di Montpellier al Tour 2009. Serve per fare distacchi, non tanto per fare. Altrimenti non la metti e fai però più km a crono individuale;

- I km a crono individuale. Un grande giro non deve essere mai estremamente sbilanciato. Trovo esagerati ad esempio i 175 km a crono del Tour 2002, ma ancora di più ciò che si è visto in quest'ultimo Giro d'Italia. A mio parere la cronometro non deve mai essere vallonata, in quanto gli scalatori sono già avvantaggiati rispetto ai passisti in salita e questi ultimi dunque nel tic tac devono avere la possibilità di guadagnare rispetto ai rivali. Se non c'è la cronosquadre (nella prima settimana), l'ideale a mio parere sarebbe mettere una crono di 35-40 km prima o dopo il primo massiccio [parlando di Tour prima, parlando di Giro dipende perchè non c'è mai un punto fisso] e prima della fine della corsa, magari nella penultima tappa, una crono importante di 50-55 km. In questo caso l'ideale per me sarebbe partire con una cronometro seria già dal primo giorno, come ho scritto prima, però più breve e poi in questo caso aggiungere una cronoscalata. Se c'è la cronosquadre basterebbe togliere 5 km alla prima crono e 5, se non 10, km all'ultima crono per ottenere comunque un giro equilibrato;

- un altro punto importante: prima dell'arrivo delle salite ci deve essere già stata cronometro in modo che gli scalatori puri abbiano già l'obbligo di attaccare sin dalle prime salite con la consapevolezza che altrimenti non vinceranno mai la corsa. Al Tour 2011 ad esempio i Pirenei sono stati rovinati dalla mancanza di cronometro prima di essi: se ci fossero stati 35-40 km a crono, sono certo che i fratelli Schleck si sarebbero mossi ben prima e con più convinzione. Invece l'assenza della prova gli ha permesso di correre con riserva, ma questa è anche la dimostrazione che non è vero che la mancanza di cronometro=corsa più bella da vedere.

- quando si arriva all'ultimo giorno la corsa deve essere già stata decisa. Trovo molto più bella una passerella finale come il Tour, una sorta di giorno di riposo in bicicletta per i corridori (ma non riposo totale perchè comunque lo sprint finale è sempre bello da vedere), che una cronometro individuale dove i corridori arrivano ad uno ad uno. Non mi sembra il giusto modo di onorare la fine della corsa. Il Tour ha dato risalto a questa tradizione, il Giro prima allontanandosi da Milano e poi perdendo la tradizione della passerella finale perde anche importanza mediatica;

- ok qualche novità, ma non regolarmente e costantemente: basta con lo sterrato ogni anno, se la gara è di ciclismo su strada c'è un motivo. Così facendo si corrono anche dei rischi superflui e totalmente evitabili: molto meglio un arrivo su uno strappetto, come fa spesso la Vuelta ad esempio, che una tappa totalmente diversa dalle altre, specialmente se questa situazione viene riproposta ogni anno. Basta inoltre salite da rapportino, gli attacchi sono belli da vedere in corsa e così facendo si perde lo spettacolo. Dunque no a Zoncolan, Plan de Corones, Crostis e via dicendo, in Italia abbiamo la fortuna di avere tantissime fantastiche salite eppure andiamo ad impuntarci su queste solite due (le prime) che eppure non sono neanche così spettacolari. La salita in Italia si trova, non è il problema: ma deve essere equilibrata e soprattutto la corsa deve assomigliare ad una corsa su strada, non ad una per mountain bike;

- sì ad una o due tappe difficilmente decifrabili, quelle dove si può pensare che arriverà un fuggitivo della prima ora ma se in gruppo si fa veramente la corsa ci possono essere belle sorprese. Sono dunque favorevole a tappe come quelle di Pau o a volte come quelle di Gap (vedi 2010), dove la fuga ha un'alta probabilità di andar via ma se si trova uno scalatore con voglia di andare eccome se se ne fa di selezione. In fondo guardate che nella tappa del Monte Grappa in cima erano solamente in quattro e mancavano più di 40 km all'arrivo: ricordiamoci che la corsa la fanno i corridori, e che se si vuole attaccare anche in una tappa come Pau 2010 si può fare molto male.

Questi più o meno sono i punti fermi che ho io quando penso ad un grande giro da tre settimane: il discorso non è riferito esclusivamente al Giro, ma anche alle altre corse a tappe
 

Fleappo

Passista
9 Maggio 2011
3.815
70
Carrara, dove la montagna incontra il mare.
Visita sito
Bici
Top Lite Roubaix a riparare-----Viner Bulldozer 63
Comunque la mia idea di una corsa a tappe è:

- il prologo iniziale o una breve cronosquadre iniziale non serve a niente. Non fa distacchi e serve solo ad assegnare la maglia rosa. A questo punto o si fa una cronometro iniziale di 20-25 km esagerando per fare una cosa seria oppure molto meglio una tappa per velocisti;

- la cronosquadre magari non ci deve essere tutti gli anni ma è un punto importante per la corsa e sempre più ora che il ciclismo sta diventando uno sport di squadra è interessante; inoltre i team ci tengono molto. Ma la cosa è facilmente risolvibile. Se si vuole mettere la cronosquadre, si fa, ma seriamente: una cosa tanto per fare come si fa in questi ultimi anni è inutile e serve solamente a far perdere una giornata dove ci possono essere altre battaglie vere (anche in un semplice sprint si lotta per la maglia verde, così lottare per 10-15" è inutile): quindi se c'è la cronosquadre la si fa vera, come minimo di 40 km circa come quella di Montpellier al Tour 2009. Serve per fare distacchi, non tanto per fare. Altrimenti non la metti e fai però più km a crono individuale;

- I km a crono individuale. Un grande giro non deve essere mai estremamente sbilanciato. Trovo esagerati ad esempio i 175 km a crono del Tour 2002, ma ancora di più ciò che si è visto in quest'ultimo Giro d'Italia. A mio parere la cronometro non deve mai essere vallonata, in quanto gli scalatori sono già avvantaggiati rispetto ai passisti in salita e questi ultimi dunque nel tic tac devono avere la possibilità di guadagnare rispetto ai rivali. Se non c'è la cronosquadre (nella prima settimana), l'ideale a mio parere sarebbe mettere una crono di 35-40 km prima o dopo il primo massiccio [parlando di Tour prima, parlando di Giro dipende perchè non c'è mai un punto fisso] e prima della fine della corsa, magari nella penultima tappa, una crono importante di 50-55 km. In questo caso l'ideale per me sarebbe partire con una cronometro seria già dal primo giorno, come ho scritto prima, però più breve e poi in questo caso aggiungere una cronoscalata. Se c'è la cronosquadre basterebbe togliere 5 km alla prima crono e 5, se non 10, km all'ultima crono per ottenere comunque un giro equilibrato;

- un altro punto importante: prima dell'arrivo delle salite ci deve essere già stata cronometro in modo che gli scalatori puri abbiano già l'obbligo di attaccare sin dalle prime salite con la consapevolezza che altrimenti non vinceranno mai la corsa. Al Tour 2011 ad esempio i Pirenei sono stati rovinati dalla mancanza di cronometro prima di essi: se ci fossero stati 35-40 km a crono, sono certo che i fratelli Schleck si sarebbero mossi ben prima e con più convinzione. Invece l'assenza della prova gli ha permesso di correre con riserva, ma questa è anche la dimostrazione che non è vero che la mancanza di cronometro=corsa più bella da vedere.

- quando si arriva all'ultimo giorno la corsa deve essere già stata decisa. Trovo molto più bella una passerella finale come il Tour, una sorta di giorno di riposo in bicicletta per i corridori (ma non riposo totale perchè comunque lo sprint finale è sempre bello da vedere), che una cronometro individuale dove i corridori arrivano ad uno ad uno. Non mi sembra il giusto modo di onorare la fine della corsa. Il Tour ha dato risalto a questa tradizione, il Giro prima allontanandosi da Milano e poi perdendo la tradizione della passerella finale perde anche importanza mediatica;

- ok qualche novità, ma non regolarmente e costantemente: basta con lo sterrato ogni anno, se la gara è di ciclismo su strada c'è un motivo. Così facendo si corrono anche dei rischi superflui e totalmente evitabili: molto meglio un arrivo su uno strappetto, come fa spesso la Vuelta ad esempio, che una tappa totalmente diversa dalle altre, specialmente se questa situazione viene riproposta ogni anno. Basta inoltre salite da rapportino, gli attacchi sono belli da vedere in corsa e così facendo si perde lo spettacolo. Dunque no a Zoncolan, Plan de Corones, Crostis e via dicendo, in Italia abbiamo la fortuna di avere tantissime fantastiche salite eppure andiamo ad impuntarci su queste solite due (le prime) che eppure non sono neanche così spettacolari. La salita in Italia si trova, non è il problema: ma deve essere equilibrata e soprattutto la corsa deve assomigliare ad una corsa su strada, non ad una per mountain bike;

- sì ad una o due tappe difficilmente decifrabili, quelle dove si può pensare che arriverà un fuggitivo della prima ora ma se in gruppo si fa veramente la corsa ci possono essere belle sorprese. Sono dunque favorevole a tappe come quelle di Pau o a volte come quelle di Gap (vedi 2010), dove la fuga ha un'alta probabilità di andar via ma se si trova uno scalatore con voglia di andare eccome se se ne fa di selezione. In fondo guardate che nella tappa del Monte Grappa in cima erano solamente in quattro e mancavano più di 40 km all'arrivo: ricordiamoci che la corsa la fanno i corridori, e che se si vuole attaccare anche in una tappa come Pau 2010 si può fare molto male.

Questi più o meno sono i punti fermi che ho io quando penso ad un grande giro da tre settimane: il discorso non è riferito esclusivamente al Giro, ma anche alle altre corse a tappe

Concordo in tutto e per tutto. Per il discorso salite, parlavo l'altro giorno con un mio amico che fa MTB e mi diceva del suo stupore e sbigottimento vedendo sullo Zoncolan gente come Contador che montava un 32x30...Secondo salite.ch la salita più dura in assoluto è quella di Scanuppia(7km al 17,5% MEDIO), se dovesse far parte del Giro cosa dovrebbero montare i corridori?Un 11x53?
Questo per dire che a livello di scelta di salite, negli ultimi anni ci si è orientati a una scelta molto più da bikers piuttosto che alla filosofia degli stradisti...Il Mortirolo secondo me è e rimane la salita principe dei ciclisti su strada per difficoltà...Inoltre, non ci sono solo salite al Nord, ma anzi ci sono un sacco di salite toste(non stile Zoncolan) nel centro e nel Sud Italia(la salita dell'Etna mi è piaciuta moltissimo).
Concordo anche nell'ubicare le crono prima dei tapponi per dare spettacolo. Benvenga la passerella finale(se non a Milano da qualche altra parte) e le tappe per fuggitivi come Gap e il Monte Grappa.o-o
 

nki

Apprendista Passista
9 Maggio 2011
959
19
38
Visita sito
Bici
:(
si, per sommi capi concordo.
Se dovessi disegnare io il giro (è una sorta di gioco eh :D) farei cosi

-partenza sempre dal centro sud, una volta sul versante tirrenico e un'altra volta sul versante adriatico e MAI MAI più partenza dall'estero, a costo di avere qualche soldo in meno, ma avere il giro in ITALIA. Prima tappa simil prima tappa tour 2011; a seguire delle tappe pianeggianti per poi fare una cronosquadre di 25-30km prima del fine settimana dove si sale su in montagna e parliamoci chiaro qui al sud figuriamoci se non si trovano una-due tappe da montagna pura. Questo affinchè i corridori delle squadre che hanno perso nella cronosquadre possono accendere un pò la corsa per non perdere altro terreno

-dopo il giorno di riposo, si sale su dal versante che non è stato toccato in partenza, quindi dal tirrenico se si è partito dall'adriatico e viceversa. Un paio di tappe pianeggianti ed un paio di tappe mosse buone sia per la fuga, sia per non far stare sempre svegli i corridori di classifica; magari uno sullo sterrato o strade bianche. Sempre nel fine settimana si sale su con due tappe di montagna e anche qui, se si è saliti per l'adriatico andremo più verso le dolomiti, viceversa se si è saliti dal tirreno.

-dopo il secondo giorno di riposo, si inizia con una crono pianeggiante di 50-55 km e dopo una tappa interamente pianeggiante (cosi i velocisti non scappano), una tappa di salita che, magari termina con una discesa, in modo cosi di mettere in mostra ogni aspetto del ciclismo e le ultime due tappe (venerdi e sabato) di montagna pura dove chi ha perso nella crono è costretto a recuperare. Domenica passerella a Milano.


Cozza un pò con le mie idee dette in questo 3d, ma """"""""""credo""""""""""" sia un buon metodo per disegnare un giro d'italia. Si tocca tutto lo stivale, non si aspettano 12 giorni per vedere un pò di montagna( e qui al sud, non come al nord, ma le asperità non mancano). Capisco però che i costi sono alti e qui al sud è più difficile ospitare partenze e arrivi e inoltre pare essere abbandonato la crono in linea per dare spazio ad una cronoscalata. Non so, potrebbe essere un tratto distintivo, ma con tutte la montagna che ci sono, perchè fare anche una cronoscalata?
 

Fleappo

Passista
9 Maggio 2011
3.815
70
Carrara, dove la montagna incontra il mare.
Visita sito
Bici
Top Lite Roubaix a riparare-----Viner Bulldozer 63

sandman1712

Gregario
9 Luglio 2008
511
5
49
Buglio in Monte (SO)
Visita sito
Bici
Carrera Nitro
Su un settimanale locale oggi c'è questa indiscrezione: la penultima tappa del Giro 2012 arriverà in cima al Passo dello Stelvio, dopo aver scalato Tonale, Aprica, Teglio e Mortirolo. Quest'ultimo salendo in parte per una strada che ad un certo punto si collega a quella di Mazzo, e scendendo su Grosio, discesa che mi pare sia stata fatta quest'anno al giro femminile.

Tra un mese ne sapremo di più.