Training and Racing with a Power Meter

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bagongo

Scalatore
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Bici
BMC slr01 2014
guarda sul sito di rob simo..c'è tutto!!!

mi dici dove hai ordinato le batterie?? ma come le avevi già esaurite??

bisogna che le ordini subito anch'io..

grazie
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
7.294
2.343
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Bici
n+1
parto dal principio più semplice: il riscaldamento è inversamente proporzionale per durata alla prevista durata (ed intensità) della gara. http://www.massarob.info/2010/09/il-riscaldamento.html
per una prova del genere una progressione graduale ma ANCHE arrivando in Z5 è necessaria, 1 sola progressione ma andando a lavorare su tutte le intensità, in questo specifico caso (cronoscalata) cercando di rimanere in un intervallo di cadenza quanto più possibile a ridosso (+/-5 rpm) di quanto prevedi di fare in gara, il che sarà una cadenza forse nel limite inferiore della cadenza che "prediligi" viste le pendenze da affrontare. Se però hai i dati dell'anno scorso (grande utilità dell'archiviare i dati) puoi facilmente fare un raffronto e avere già una traccia di partenza in tal senso.
La distanza tra picco raggiunto in riscaldamento ed inizio gara è un parametro invece soggettivo, qui entra in gioco la sensibilità e l'esperienza passata dell'atleta: c'è chi predilige una fase molto ridotta e chi al contrario un fase di defaticamento un pò più prolungato.
 

o.simo

Moderatore corsaiolo
24 Settembre 2007
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Rose XEON CRS
guarda sul sito di rob simo..c'è tutto!!!

mi dici dove hai ordinato le batterie?? ma come le avevi già esaurite??

bisogna che le ordini subito anch'io..

grazie

Mi sono durate circa 6.000km, prese su ebay.uk a 2.99 euro l'una, ne ho prese due quindi me ne avanza una, però vorrei prenderne anche qualcun'altra o-o
 

o.simo

Moderatore corsaiolo
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Rose XEON CRS
parto dal principio più semplice: il riscaldamento è inversamente proporzionale per durata alla prevista durata (ed intensità) della gara. http://www.massarob.info/2010/09/il-riscaldamento.html
per una prova del genere una progressione graduale ma ANCHE arrivando in Z5 è necessaria, 1 sola progressione ma andando a lavorare su tutte le intensità, in questo specifico caso (cronoscalata) cercando di rimanere in un intervallo di cadenza quanto più possibile a ridosso (+/-5 rpm) di quanto prevedi di fare in gara, il che sarà una cadenza forse nel limite inferiore della cadenza che "prediligi" viste le pendenze da affrontare. Se però hai i dati dell'anno scorso (grande utilità dell'archiviare i dati) puoi facilmente fare un raffronto e avere già una traccia di partenza in tal senso.
La distanza tra picco raggiunto in riscaldamento ed inizio gara è un parametro invece soggettivo, qui entra in gioco la sensibilità e l'esperienza passata dell'atleta: c'è chi predilige una fase molto ridotta e chi al contrario un fase di defaticamento un pò più prolungato.

Grazie mille, precisissimo come sempre, purtroppo non ho i dati dell'altra volta che la feci (2009) ma comunque sicuramente le pedalate non saranno molto alte.

Non ricordavo che sul tuo sito ci fosse un'articolo sul riscaldamento, me lo leggerò con cura, non facendo da tanto sforzi del genere e non facendo generalmente nessun riscaldamento prima delle gf sicuramente non gli ho dato l'importanza necessaria o-o

Infine ti chiederei, se possibile, un'altro consiglio riguardante però il post-gara, come lo gestiresti tenendo soprattutto conto di dover correre di nuovo il giorno dopo? io pensavo di rifare una 20' sui rulli a ritmo regolare in agilità (110 rpm)
 

Roberto Massa

t.me/massarob
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Infine ti chiederei, se possibile, un'altro consiglio riguardante però il post-gara, come lo gestiresti tenendo soprattutto conto di dover correre di nuovo il giorno dopo? io pensavo di rifare una 20' sui rulli a ritmo regolare in agilità (110 rpm)

anche più di 20', considerando intensità della prova anche un buon 35-40' in Z1 senza necessariamente esagerare con l'agilità, 95-100 rpm sono sufficienti
 

Roberto Massa

t.me/massarob
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un esempio di quello che potrei definire allenamento di "resistenza alla potenza" (dati in media dinamica sui 30'', cioè il riferimento osservato durante la salita).
norm2z.jpg


Intervallo 2:
norm3.jpg


Tendenzialmente infatti mi capita di vedere dei carichi che, soprattutto se prevedono una certa durata, vengono mal gestiti con una distribuzione in flessione di taglio su più zone: questo comporta a) minor tempo effettivo di carico nella zona prevista b)un maggior utilizzo iniziale del sistema anaerobico che va ad aggravare il punto a).
Prima che arrivino i "tagliagola" pronti a sbandierare che "eeeehh ma non serve lavorare sempre a potenza costante", non voglio infatti dire ciò (e chi è seguito da me sa come i lavori intervallati possono essere pesanti...) ma l'esempio può forse fornire uno spunto sul concetto di "resistenza" ad un carico costante, "monitorabile" solo con mis di potenza....
Ps la salita è Montecampione
 
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Il fondista

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Carraro Edge 991
un esempio di quello che potrei definire allenamento di "resistenza alla potenza" (dati in media dinamica sui 30'', cioè il riferimento osservato durante la salita).
norm2z.jpg


Intervallo 2:
norm3.jpg


Tendenzialmente infatti mi capita di vedere dei carichi che, soprattutto se prevedono una certa durata, vengono mal gestiti con una distribuzione in flessione di taglio su più zone: questo comporta a) minor tempo effettivo di carico nella zona prevista b)un maggior utilizzo iniziale del sistema anaerobico che va ad aggravare il punto a).
Prima che arrivino i "tagliagola" pronti a sbandierare che "eeeehh ma non serve lavorare sempre a potenza costante", non voglio infatti dire ciò (e chi è seguito da me sa come i lavori intervallati possono essere pesanti...) ma l'esempio può forse fornire uno spunto sul concetto di "resistenza" ad un carico costante, "monitorabile" solo con mis di potenza....
Ps la salita è Montecampione

Quindi pur avendo il misuratore di potenza, se si ipotizza un allenamento tipo "resistenza alla potenza", è possibile affermare che è la sensibilità del ciclista nel riuscire a rimanere nella zona prevista ( es. Z4 )?
 
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