Ovviamente scherzavo (vedi faccina)... anch'io sono ben lontano dall'avere tutte le risposte.
In compenso aumenta il numero di dubbi ragionevoli
Premessa: non mi assumo responsabilità in riferimento a quanto scrivo nel seguito.

Se il numero di ore (e in conseguenza probabilmente anche il TSS complessivo accumulato) comincia a diventare significativamente elevato, l'organizzazione del periodo potrebbe essere più simile a quella utilizzata da atleti di
elite, tanto più se si ha a che fare con un atleta "evoluto". Secondo Seiler e Laursen la distribuzione di intensità tipica in questi casi è una parte preponderante (indicativamente 80%) a intensità basse, parte rimanente a intensità alta (si parla di VO2max, ma in generale direi dipendente dagli adattamenti ricercati in misura preponderante nel periodo). E' presumibile che la porzione più importante dello stimolo allenante sia rappresentata dalle intensità elevate (anche perchè in atleti evoluti è difficile pensare di ottenere benefici rilevanti semplicemente aumentando il volume), ma certamente anche le basse intensità avranno la loro importanza: accumulare un volume importante ma con una intensità sufficientemente bassa da consentire di completare la rimanente parte "sostanziale" ad una intensità sufficientemente alta da fornire lo stimolo ricercato, coerentemente con le necessità di recupero (situazione che evidenzia un errore tipico di quando ci si lascia "prendere la mano": troppo tempo a ritmi medi, e quindi meno tempo del previsto sia a ritmi bassi, sia a ritmi sufficientemente alti, accumulo di fatica con vantaggi reali discutibili).
Quindi a mio parere, senza pretesa di essere esaustivo (a voi la parola) ed in termini del tutto generali (quindi senza tenere conto delle differenze fra differenti periodi), si potrebbe pensare di organizzare in questo modo una "settimana intensiva"; ovviamente più il volume complessivo (tipicamente il numero di ore, in conseguenza in parte il TSS accumulato) si riduce (situazione tipica di un amatore), maggiore sarà l'importanza da dare all'intensità (ma senza esagerare in questa direzione, visto che comunque dovrà essere mantenuto il significato fisiologico di quello che si stà facendo, ovvero un corretto riferimento alle zone di allenamento ed alla distribuzione globale in relazione alle abilità da stimolare, anche sulle base dei punti deboli del singolo). Il difficile rimane far quadrare carico complessivo e distribuzione delle intensità...
PS già che ci sono...
oggi uscita da 1h30'; ora centrale poco sopra i 900 kJ (solo per guadagnarmi la fetta di panettone in ufficio

) alternando z2 ed una buona dose di z3-z4. Pur non trattandosi di un carico massimale per quella durata ("Train, don't strain"... Lydiard docet

), pensare che il vincitore della RAAM 2011 è in grado di trascorrere 6 ore alla medesima potenza media fà riflettere