aggiungo alcuni esempi,di periodi diversi,che dimostrano che la cosa fondamentale e' conoscersi,gli strumenti aiutano,ma non sono idispensabili.pantani non usava nulla,non guardava neanche il ciclocomputer. roberto petito,dopo essere stato tra i primi,e i pochi,in italia a usare il powermeter,in un'intervista in uno degli ultimi anni di carriera,rivelo' che dopo avere usato cardio e powermeter mollo' tutto,perche' ormai si conosceva abbastanza x non avere bisogno di affidarsi ai numeri. quick step di quattro-cinque anni fa,dopo aver visto montati i powermeter sui loro manubri x qualche anno,ad un certo punto sparirono e tornarono i cardio.parliamo di pro che fanno 35000 km l'anno,lo stakanovista di gare nel 2011 ne ha fatti 16000 in gara,anche in pochi anni di carriera questi si creano un'esperienza colossale di conoscenza di se stessi,poi correndo cosi' tanto,la necessita' di svolgere lavori specifici si riduce ad un periodo relativamente rve