Pippo Pozzato coinvolto con Ferrari

MauriMAuri

Pedivella
27 Gennaio 2010
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la verità è che in questo paese di pagliacci per accaparrarsi le poltrone i grandi dirigenti che manco sanno come è fatta una biga sono pronti a sacrificare carriere e vite dello sfigato di turno.
A tutto questo si aggiunge un sistema di giustizia sportiva a dir poco aberrante, tuttavia in linea con lo scatafascio dello Stato, per il quale un'imputazione equivale alla colpevolezza con l'inversione dell'onere della prova.
IL MEDIO EVO ERA PIU' GARANTISTA.
 

MauriMAuri

Pedivella
27 Gennaio 2010
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Risultato: fanno perdere le Olimpiadi a Pozzato in quanto AVREBBE conosciuto ferrari il quale FORSE/NON SAPPIAMO/NON SANNO era inibito e tutto SENZA CHE SIA MAI RISULTATO POSITIVO.

Robe da malati di mente.....
 
L

limite ignoto

Guest
Risultato: fanno perdere le Olimpiadi a Pozzato in quanto AVREBBE conosciuto ferrari il quale FORSE/NON SAPPIAMO/NON SANNO era inibito e tutto SENZA CHE SIA MAI RISULTATO POSITIVO.

Robe da malati di mente.....

non mi sembra che sia così complicato... Pozzato ha frequentato un medico interdetto. E' una regola formale oltre che etica!
 
L

limite ignoto

Guest
non discuto il merito ma la forma.
in primo luogo uno è colpevole dopo una "cosa" che si chiama processo il quale serve per appurare i fatti e per permettere all'imputato di difendersi.

Non si parla di colpevolezza (ci sarà il processo infatti), ma in nazionale i DEFERITI non ci vanno: è una regola; e il deferimento lo commina una commissione sulla base di fatti, non i giornalisti o i tifosi del bar... In ogno modo era una eventualità attesa, viste le circostanze accertate, non mi sembra che ci sia niente di "pagliaccesco" o di "medievale", anzi.
 
L

limite ignoto

Guest
Non era scritto da nessuna parte che era inibito,tra l'altro la giustizia ordinaria l'aveva assolto.o-o
La federazione parla di comunicazione fatta ai vari team (dirigenti e medici), risalente al 2008 qaundo Pozzato era alla Liquigas, in cui si vietava ai propri tesserati di avvalersi della collaborazione di alcuni soggetti tra cui Ferrari (Gazza di oggi)
 

MauriMAuri

Pedivella
27 Gennaio 2010
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Non si parla di colpevolezza (ci sarà il processo infatti), ma in nazionale i DEFERITI non ci vanno: è una regola; e il deferimento lo commina una commissione sulla base di fatti, non i giornalisti o i tifosi del bar... In ogno modo era una eventualità attesa, viste le circostanze accertate, non mi sembra che ci sia niente di "pagliaccesco" o di "medievale", anzi.

ma è proprio questo il punto: cosa significa che i deferiti non ci vanno? significa che c'è una presunzione di colpevolezza e questo del 2012 è assurdo.
inoltre non si tratta di controlli ematici o di una positività riscontrata ma di una frequentazione di cui addirittura non si comprende se vietata o meno.
se permetti il tempismo della cosa mi puzza un pochino......
 

utah

Maglia Amarillo
18 Dicembre 2006
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non mi sembra che sia così complicato... Pozzato ha frequentato un medico interdetto. E' una regola formale oltre che etica!


Ferrari nonè interdetto alla professione Medica, è un medico a tutti gli efetti.
Come lo è il mio della mutua....
La giustizia ordinari l'ha pure assolto ( ci piaccia o no!) in un regolare processo che lo accusava di somministrare farmaci al fine di alterare la prestazione.

La Federazione ha proibito ai propi tesserati di avvalersi delle sue consulenze, già questo... Ma credo che cio' che sia da mettere in risalto è il fatto che un tesserato di un'altra nazione lo puo' frequentare.
Bene nel 2010 Pozzato correva con Katiuscia, squadra del governo Russo... E che ha tra i suoi tesserati.... Bè Andrei Tchimil non aveva mai fatto mistero di avere come consulente Ferrari quando correva..

Soliti formalismi all'Italiana per dimostrare una lotta che è solo formale.
 

Dogmafpx

Maglia Rosa
9 Ottobre 2006
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Un'altra cosa che non capisco e' perche' a Di Luca per le frequentazioni con Santuccione hanno dato 3 mesi di squalifica e per Pozzato per lo stesso reato hanno richiesto un anno di squalifica.Mah! Forse volevano essere sicuri di non farlo convocare in nazionale con una probabile squalifica superiore a 6 mesi.
 

MauriMAuri

Pedivella
27 Gennaio 2010
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Ferrari nonè interdetto alla professione Medica, è un medico a tutti gli efetti.
Come lo è il mio della mutua....
La giustizia ordinari l'ha pure assolto ( ci piaccia o no!) in un regolare processo che lo accusava di somministrare farmaci al fine di alterare la prestazione.

La Federazione ha proibito ai propi tesserati di avvalersi delle sue consulenze, già questo... Ma credo che cio' che sia da mettere in risalto è il fatto che un tesserato di un'altra nazione lo puo' frequentare.
Bene nel 2010 Pozzato correva con Katiuscia, squadra del governo Russo... E che ha tra i suoi tesserati.... Bè Andrei Tchimil non aveva mai fatto mistero di avere come consulente Ferrari quando correva..

Soliti formalismi all'Italiana per dimostrare una lotta che è solo formale.
o-o
 

Luca69

Maglia Amarillo
4 Novembre 2008
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Ci sono due novità importanti sul cosiddetto caso «Ferrari-Pozzato», che è costato al corridore della Farnese una richiesta di deferimento di un anno da parte della Procura Antidoping e la fine del progetto olimpico.
La prima novità chiarisce definitivamente un dubbio, aprendo però una questione giuridico-sportiva imbarazzante.
La seconda novità mostra risvolti della vicenda a dir poco inquietanti.
PRIMA NOVITA’: FERRARI NON E’ NEL CASELLARIO DISCIPLINARE FCI
Renato Di Rocco, con cui abbiamo parlato a Corvara (che ieri e sabato era una sorta di ombelico del mondo del ciclismo), ci ha confermato quanto avevamo anticipato nei giorni scorsi: il nome di Michele Ferrari non è iscritto nel Casellario Disciplinare Federale, l’unico registro ufficiale (art. 23 del Regolamento di Giustizia e Disciplina Fci) che indica chi è sottoposto a sanzione federale e chi no.
Il problema risale al periodo 2007/2009 quando venne approvato e messo in pratica il Regolamento di Giustizia e Disciplina e vennero trascritti i provvedimenti presi in precedenza: quello di Ferrari, che risale al 2002, non fu inserito nel Casellario.
Per quale motivo? La sentenza – spiega Di Rocco – venne “scritta e motivata male” dal punto di vista strettamente giuridico. A Michele Ferrari venne infatti comminata una “inibizione” senza termini temporali che non è prevista dall’ordinamento sportivo: tutte le inibizioni federali devono essere a termine, solo la radiazione può essere comminata a vita. All’epoca (presidente Ceruti) la Corte Federale non se la sentì di radiare Ferrari (o non volle farlo) e decise di inibirlo senza indicare per quanto tempo. Introdurre adesso, dopo dieci anni un “fine pena mai” in quel provvedimento (prolungando a vita l’inibizione) non sarebbe giuridicamente sostenibile. «Mi rendo perfettamente conto del problema – ci ha spiegato Di Rocco – e delle conseguenze che può avere in questa vicenda e in quelle future. Con i nostri consulenti stiamo provando a risolvere la questione ma non sarà facile».
Allora perché la Procura del Coni ha chiesto un anno di squalifica per Filippo Pozzato, sapendo che non c’è un’inibizione iscritta nel Casellario contro Ferrari? Risposta diplomatica: lo sapremo quando il procuratore Torri mostrerà le sue carte al TNA ed eventualmente al Tas. Riposta cinica: la Procura ci ha provato. Sapendo che la sua mossa avrebbe di sicuro tolto di mezzo Pozzato in chiave olimpica (primo e principale obbiettivo del Coni), lasciando poi spazio e tempo agli avvocati per provare a trovare una via d’uscita.
E se in primo (TNA) o secondo grado di giudizio (TAS) si dovesse dimostrare l’insussistenza del procedimento a carico di Ferrari (cosa a cui stanno senz’altro lavorando Guardamagna e Capello, i legali del vicentino) cosa succederà. Guai grossi, perché il danno provocato al corridore e quelli di immagine e di sostanza autoinflitto dalla giustizia sportiva sarebbero seri: possibile che in dieci anni nessuno abbia segnalato quanto giuridicamente fragile sarebbe stata la situazione nel momento in cui una “frequentazione” del medico ferrarese fosse stata finalmente accertata?
SECONDA NOVITA’: L’INTERCETTAZIONE… NON E’ UN INTERCETTAZIONE.
La seconda novità è molto inquietante. E’ riguarda le modalità con cui è esploso il caso Pozzato. Lo ricorderete: la trascrizione di una telefonata del 2009 (pubblicata da Repubblica lo scorso 16 giugno) tra il corridore della Farnese e un misterioso “collega”. Telefonata in cui il vicentino ammetteva di aver frequentato il medico.
Di questa telefonata si è parlato come trascrizione di un’intercettazione giudiziaria. Ma interpellate una per una le procure italiane che lavorano sul fronte doping hanno:
1 - smentito che Pozzato sia attualmente indagato o inquisito.
2 - smentito che la telefonata in questione sia nei loro archivi, anche come semplice materia “collaterale”, ovvero non di interesse giuridico. Hanno smentito quindi che la telefonata sia stata registrata dall’autorità giudiziaria, su richiesta di un pubblico ministero.
La famosa telefonata sarebbe stata direttamente registrata (nel 2009), dal “misterioso collega”, un ex corridore veneto di medio cabotaggio con cui Pozzato era in confidenza. Non si tratta quindi di un atto giudiziario ma di iniziativa personale.
E qui la vicenda comincia ad assumere risvolti inquietanti, che possiamo riassumere in tre punti.
1- Perché l’interlocutore di Pozzato ha registrato la telefonata?
2- Perché ha deciso di consegnarla (o farla consegnare) a un giornale?
3- A chi (e in cambio di cosa) l’ha eventualmente proposta prima di consegnarla al giornale?
Non è difficile capire la potenziale gravità della situazione. Partendo dal presupposto che registrare una telefonata all’insaputa dell’interlocutore – salvo rarissimi casi definiti dalla legge, in cui poi la telefonata deve essere conferita all’autorità giudiziaria – è un reato penale. E che utilizzarla contro lo stesso, magari in forma ricattatoria, è un fatto di particolare gravità.
E’ successo questo nel caso Pozzato? E nel momento in cui la Procura Antidoping ha contestato a Pozzato la frequentazione di Ferrari, ha valutato la “natura” della prova che aveva a disposizione e il fatto che non fosse “materia giudiziaria”?
E’ molto difficile rispondere a queste domande, specie perché la materia è per specialisti e alcuni elementi della vicenda non sono ancora noti.
Ma quello che è certo è che la vicenda appare sempre di più delicata e inusuale: c’è un Ferrari teoricamente inibito ma non iscritto Casellario, c’è una “prova” di origini misteriose, c’è una Procura che – per la prima volta a nostra memoria – giustifica un deferimento senza far riferimento a un articolo di legge sportiva violato dal deferito.
Nella nostra ignoranza giuridica, aspettiamo risposte chiare e rapide. Per ora l’unica c’è l’ha offerta Renato Di Rocco, che ha ammesso con molta onesta l’ambiguità di una situazione nata in un periodo in cui lui non aveva nessuna responsabilità federale e nel quale la giustizia sportiva evidentemente non se la passava bene.
La nostra paura è che nel ciclismo – sport pieno di guai e di banditi ma anche sport dove, come in nessun altro caso, chi sbaglia paga – passi il principio che ci si possa far giustizia da soli, scardinando qualunque regola del diritto. Che chiunque possa estorcere una confessione (di un “non reato”) registrando una telefonata con un ex collega (ed ex amico…) e poi la dia in pasto ai giornali usandoli come tramite per procurarsi giustizia.
Ecco, se fosse vero, questo modo di fare sarebbe profondamente ingiusto. Si può certamente condannare chi frequenta Ferrari e lo si deve fare se si stabilisce il medico ferrarese è formalmente inibito a vita, fermo restando che l’inibizione deve essere resa NOTA e PUBBLICA. Ma bisogna farlo nell’ambito delle regole (scritte) e procurandosi le prove con metodi che non siano quelli del selvaggio West.

Fonte [url]http://blog.cyclingpro.it/2012/07/02/pozzato-novita-inquietanti-sul-caso-ferrari/[/URL]