Grazie mille Roberto, quindi è bene che un'atleta amatoriale non scenda sotto un 8% ? ho letto di una maggior incidenza di malattie infettive e "malanni di stagione" con percentuali di grasso basse (<8/9%)
Si certo quoto tutto, so benissimo cosa hai spiegato, tra l'altro utilizzo un PM quindi "mastico" costantemente questi valori,ma la mia domanda riguardava soltanto l'energia del cosddetto AWC cioè quel numerello che compare di fianco alla Cp nel quadro della critical power di GC, vedi allegato...kJ= energia= lavoro
se si ha misuratore di potenza indica il lavoro espresso effettivamente
poiché 1 kcal equivale a 4.1 kJ
e poiché l'efficienza meccanica è del ~23%
x kJ di lavoro possono essere approssimate a x kcal (anche se [k]J è l'unità standard nel S.I. quindi questo è il riferimento più corretto da utilizzare).
Algoritmi di calcolo SENZA misurazione fisica del lavoro svolto (potenza nel tempo) sono solo indicativi.
Come alzare kJ? "lavorando" a maggior unità per medesima unità di tempo o a parità di intensità....incrementando il tempo.
Il riferimento è utile non tanto e/o non solo per riferimenti di ordine "dietetico" ma per esempio per valutare come si comporta un atleta dopo una determinata mole di carico (es xy' massimali dopo 1000kJ di lavoro daranno presumibilmente un risultato diverso da xy' massimali dopo 3000kJ...)
Roberto,
si parla spesso di questo valore, GC lo esprime in Kj quindi tecnicamente è una Energia, ma realmente di cosa si tratta, come viene calcolato, quali migliorie comporta avere questo valore energetico alto, e quali sono le caratteristiche fisiologiche che "alzano" questo valore calcolato dal sw di analisi.
Forse ho compresso troppe domande i una...
Grazie.

a presto, domenica sera= valanghe di email e dati da analizzare>20-25kJ è un valore statisticamente medio alto
per esempio e TEORICAMENTE (presupponendo una deplezione/esaurimento totale della capacità anaerobica di un soggetto)
20kJ di AWC permettono un surplus di 333J/s in 1' -> possibilità di mantenere un'intensità pari a FTP incrementata di 333W (sempre per 1')

ancora meglio qui con esempio "pratico": [url]http://www.bdc-forum.it/showpost.php?p=3781421&postcount=1401[/URL]
a presto, domenica sera= valanghe di email e dati da analizzare![]()
Quindi se ho ben capito ognuno ha la sua posizione in sella ed è bene valutarla in modo dinamico. La tendenza è di abbassare la sella e quindi l'estensione del ginocchio. Per quanto riguarda l'arretramento sella è ancora valida la regola del filo a piombo?- angolo di estensione dell'arto inferiore: se nel passato (fino agli anni 80) si prediligevano posizioni tendenzialmente più comode (dislivello manubrio-sella) e meno accentuate nell'estensione dell'arto inferiore, con l'avvento dei pedali a sgancio rapido sul finire degli anni '80 inizio anni '90, soprattutto per l'utilizzo di algoritmi di calcolo "fissi", si è spesso assistito ad passaggio a posture con maggior estensione dell'arto. Statisticamente è stato rilevato come l'avvento dei pedali a sgancio rapido abbia comportato un incremento delle teconopatie nel ciclismo.........Consiglio di evitare ogni messa in sella "statica" con presa di misurazione di un angolo fisso e "standardizzato": esistono intervalli di angolo ottimali, non un angolo ottimale indistintamente per tutti!


al di là della "poetica" e/o retorica....è abbastanza assodato che fattori neuropsicologici influenzino (e molto spesso in senso LIMITATIVO) la prestazione.
Tutto (o per lo meno quanto approfondito fin'ora) è riconducibile e riassunto in un'interessante teoria, quella del Central Governor.
Appena ho un pò di tempo, considerando che l'argomento non è riassumibile in poche righe, preparerò un articolo sul mio sito che linkerò qui.
![]()