- ognuno di noi è differente, in primo luogo per caratteristiche e possibilità di ordine genetico, poi per talento e predisposizione e in terzo luogo per somma di tutti questi elementi cioè capacità di adattamento; questo solo per quanto concerne il quadro "biologico"
- non tutta la popolazione è "responder" positiva ad uno stimolo allenante per il punto precedente, la capacità di adattamento può essere minima (in rari casi anche nulla) come esponenziale
- si conclude che 1) finché l'atleta non prova una metodologia non saprà mai di QUANTO potrà migliorare in termini percentuali e che in genere 2) le capacità condizionali (forza, velocità, resistenza) hanno dei periodi di incremento all'interno di una cronologia biologica ben definita: un atleta in fase di crescita e maturazione psicofisica avrà le possibilità di migliorarsi un, cito, "brocco" a 40 anni difficilmente avrà la possibilità di accelerare (in modo lecito) il proprio tasso di prestazione per questo motivo, per "storia" sportiva, stile di vita, ecc ecc.
Quest'ultimo punto (età e prestazione) può aprire un discorso tangente relativo a tragiche, e note, problematiche dello sport amatoriale, in particolare di resistenza e in primo luogo nel ciclismo, ma direi che c'è una sezione apposita nel forum per parlare di tutto ciò.