Da questi interventi sembra che ci siano solo velocisti e scalatori. E le corse possono essere solo per l'una o l'altra categoria.Io ritengo che che nei percorsi sia opportuno cercare di valorizzare il più possibile le caratteristiche di tutte le tipologie di ciclista esistenti.
Un grande giro ben disegnato dovrebbe offrire un numero simile di percorsi adatti alle varie tipologie.
Se i percorsi venissero estremizzati sarebbe necessario creare un doppio sport, il ciclismo in salita per taluni ed il ciclismo sui "biliardi" per gli altri.
Secondo me il ciclismo in generale NON ne guadagnerebbe.
Ovviamente i campioni ci sono in ogni categoria ed essi vanno confrontati con gli altri campioni della stessa categoria, Valutare in parallelo le prestazioni di Cancellara, Cavendish e Contador (per citarne tre con "C") non ha senso.
Certo l'emozione di un attacco in salita (anche per gli spettatori) dura molto più a lungo di una volata di 500m a 60 all'ora, ma chi la vince quella volata è certamente un campione nel suo settore.
Va anche ricordato che, come è noto, in genere (Mercks a parte) il maggior numero di vittorie in carriera è ad appannaggio dei grandi velocisti.
Ipotizzando che in media NON vi siano più corse per velocisti che corse poer scalatori ciò indica che i grandi velocisti sono addirittura MENO numerosi dei grandi scalatori, per cui non è che essere grandi velocisti sia più "facile" e quindi meno apprezzabile rispetto ad essere grandi scalatori.
Detto questo a me il ciclismo piace tutto, sia in salita che in pianura, che in discesa, sia su strada che fuori che in pista ....
Sia da guardare in TV che dal vivo e soprattutto da praticare. Peccato che io sia veramente una chiavica!
Tutto IMHO ovviamente.
In realtà il 95% dei ciclisti professionisti non sono né l'uno né l'altro. Per lo meno non esclusivamente.
Questa cosa di dividere i ciclisti in "categorie" è una semplificazione giornalistica che non trova riscontro nella realtà.
