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Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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Bici
n+1
sono parametri quasi linearmente collegati alle capacità aerobiche (da qui l'esplosione nelle performance negli anni selvaggi dell'emodoping dove atleti venivano spinti ad ht di 55 e oltre).
Un incremento nel valore numerico percentuale di ematocrito comporta un incremento % quasi lineare/proporzionale del valore di Vo2max (es +5 punti ht => ~5% Vo2max) che a sua volta comporta un incremento ancora quasi del tutto lineare/proporzionale delle potenze sostenibili in ambito aerobico (+5% Vo2max= ~+5%).
SI può ben capire come un incremento di questo parametro, per esempio del 10%, in soggetti di elite sia un notevole surplus nelle prestazioni sostenibili/ripetibili.
L'attività aerobica intensa e ripetuta comporta una riduzione del valore di hb e ht: metodi leciti per incremento entrambe i parametri sono un'adeguata distribuzione del carico allenante/riposo, il riposo stesso (a scapito però del livello di fitness), l'allenamento in quota, quest'ultimo preferibile nella variante "train low, rest high".
 

Salvo@ing

Passista
23 Luglio 2011
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Messina
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Trek Emonda SL6
Ciao Roberto, ho letto la storia interessante dell'atleta M^2 (assolutamente da emulare :mrgreen:).
Qualche post fa lo hai portato ad esempio come modello di allenamento ad elevata intensità e media quantità.
Ma 20 ore a settimana (o poco meno), almeno da quanto si scorge dai grafici, è definibile poca quantità per un amatore sebbene di buon livello?
Saranno almeno 22000 km l'anno, e non mi sembrano affatto pochi (forse li rapporto ai miei miseri, spero di arrivarci, 13/14000 e quindi erro - cmq i miei son poco per le MF e GF)...
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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Bici
n+1
M^2 da emulare...buona fortuna, servono i mezzi "fisici" e predisposizione che non è sicuramente da tutti...
20h a settimana? poco meno? ma dove? considera che sono incluse le GF (ossia 4-5h di gara)
Cattura+ore.JPG


un amatore medio si allena 10-12h/settimana
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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Bici
n+1
se riesci a tenere 180 bmp per ~1h circa continuativamente quello è un valore più corretto di "soglia", se il test è stato svolto in situazioni particolari (es. dopo non adeguato riposo, con rampa di carico troppo veloce o lenta, ecc ecc) il valore può essere sottostimato.
Con 189 di massimale un valore di soglia ~175 bmp è statisticamente nella norma, deviazioni +/-5 bmp rispetto a tale valore sono possibili.
 

stalker

Apprendista Passista
19 Agosto 2008
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Brescia e dintorni....
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se riesci a tenere 180 bmp per ~1h circa continuativamente quello è un valore più corretto di "soglia", se il test è stato svolto in situazioni particolari (es. dopo non adeguato riposo, con rampa di carico troppo veloce o lenta, ecc ecc) il valore può essere sottostimato.
Con 189 di massimale un valore di soglia ~175 bmp è statisticamente nella norma, deviazioni +/-5 bmp rispetto a tale valore sono possibili.

ooooohhhh finalmente! infatti è la mia perplessita!
quindi anche Z1 - Z2 ecc. le devo calcolare con 175 di soglia?
 

ValeXX

Passista
15 Luglio 2009
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Ciao Roberto, una curiosità sul posizionamento tacchette, premettendo che il posizionamento migliore se non si sa quel che si fà lo si ottiene andando da un professionista (biom.) quel che volevo capire è:

Cosa succede (alla pedalata) avanzando leggermente la tacchetta??
E arretrando??

Intendo dire benefici o deficit su agilità, stress muscolare maggiore o minore, miglioramenti in salita piuttosto che pianura... Etc...

;)
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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Bici
n+1
nessun particolare vantaggio o svantaggio in termini di performance (esempio).
Superato il non più "utile", almeno in termini propulsivi, riferimento metatarsale per via dei cambiamenti tecnici degli ultimi anni (es suole sempre più rigide= il piede -in sé- non ha alcuna funzione di leva) ciò che comunque è da tenere in considerazione è la differente azione muscolare e gruppi muscolari reclutati a seconda che si prediliga una posizione più avanzata o arretrata delle tacchette.

Avanzando la tacchetta (rispetto alla scarpa) aumento il carico a livello di fascia plantare, tendine di achille e in generale del distretto anatomico "gamba" (caviglia-ginocchio), questo comporta un maggior reclutamento di muscoli tendenzialmente poco redditizi nell'azione propulsiva continuativa, cioè nella maggior parte dell'azione pedalata tipica poiché la muscolatura distale dal ginocchio a scendere copre un'azione di stabilizzazione e trasferimento dell'azione generata da altri muscoli; questi distretti muscolari però sono utilizzati/utili in determinate situazioni come l'alzarsi sui pedali per cambiare velocità ed imprimere accelerazioni perchè si vanno a reclutare un maggior numero di muscoli e unità motorie (di muscoli piccoli) e perchè tendenzialmente questa posizione permette una maggior agilità di pedalata e superamento, se ad alta cadenza, dei punti morti; tutti questi motivi spingono atleti che praticano discipline di velocità pista e/o velocitsi a scegliere un'impostazione più avanzata delle tacchette.
All'estremo opposto triathleti e cronomen, prediligendo e necessitano di un'azione più costante e regolare ed hanno maggior beneficio da una posizione più arretrata che recluta muscoli di maggior dimensione (quadricipiti e glutei): maggior dimensione di un muscolo significa sempre maggior capacità di sopportare fatica nell'unità di tempo perchè dotati di un maggior numero di unità motorie di tipo "aerobico". Tutto ciò permette una riduzione del carico a livello plantare e achilleo spostando invece l'attenzione su una postura che richiede una corretta valutazione sulla cura della postura del rachide nel tratto lombare. Una posizione delle tacchette di questo tipo, inoltre, permette una maggior "presenza" del piede nell'arco propulsivo utile dell'azione di pedalata rispetto ad una posizione più avanzata, ma ciò a discapito del picco di coppia torcente che si può generare. Questa posizione, tendenzialmente porta ad una riduzione della cadenza e del picco di coppia torcente espresso e ripetuto con conseguente minor capacità di esprimere un'accelerazione nella propulsione a favore di un maggior comfort nell'azione continuativa e costante.
 

ValeXX

Passista
15 Luglio 2009
3.706
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nessun particolare vantaggio o svantaggio in termini di performance (esempio).
Superato il non più "utile", almeno in termini propulsivi, riferimento metatarsale per via dei cambiamenti tecnici degli ultimi anni (es suole sempre più rigide= il piede -in sé- non ha alcuna funzione di leva) ciò che comunque è da tenere in considerazione è la differente azione muscolare e gruppi muscolari reclutati a seconda che si prediliga una posizione più avanzata o arretrata delle tacchette.

Avanzando la tacchetta (rispetto alla scarpa) aumento il carico a livello di fascia plantare, tendine di achille e in generale del distretto anatomico "gamba" (caviglia-ginocchio), questo comporta un maggior reclutamento di muscoli tendenzialmente poco redditizi nell'azione propulsiva continuativa, cioè nella maggior parte dell'azione pedalata tipica poiché la muscolatura distale dal ginocchio a scendere copre un'azione di stabilizzazione e trasferimento dell'azione generata da altri muscoli; questi distretti muscolari però sono utilizzati/utili in determinate situazioni come l'alzarsi sui pedali per cambiare velocità ed imprimere accelerazioni perchè si vanno a reclutare un maggior numero di muscoli e unità motorie (di muscoli piccoli) e perchè tendenzialmente questa posizione permette una maggior agilità di pedalata e superamento, se ad alta cadenza, dei punti morti; tutti questi motivi spingono atleti che praticano discipline di velocità pista e/o velocitsi a scegliere un'impostazione più avanzata delle tacchette.
All'estremo opposto triathleti e cronomen, prediligendo e necessitano di un'azione più costante e regolare ed hanno maggior beneficio da una posizione più arretrata che recluta muscoli di maggior dimensione (quadricipiti e glutei): maggior dimensione di un muscolo significa sempre maggior capacità di sopportare fatica nell'unità di tempo perchè dotati di un maggior numero di unità motorie di tipo "aerobico". Tutto ciò permette una riduzione del carico a livello plantare e achilleo spostando invece l'attenzione su una postura che richiede una corretta valutazione sulla cura della postura del rachide nel tratto lombare. Una posizione delle tacchette di questo tipo, inoltre, permette una maggior "presenza" del piede nell'arco propulsivo utile dell'azione di pedalata rispetto ad una posizione più avanzata, ma ciò a discapito del picco di coppia torcente che si può generare. Questa posizione, tendenzialmente porta ad una riduzione della cadenza e del picco di coppia torcente espresso e ripetuto con conseguente minor capacità di esprimere un'accelerazione nella propulsione a favore di un maggior comfort nell'azione continuativa e costante.

Grazie!!

In generale quindi, sempre rimanendo in limiti metatarsali corretti più arretrata = più adatta alle lunghe distanze e comuqnue ad andature costanti e comunque più "rilassante".

La regola dell' individuare la posizione corretta incollando al piede due sferette una al metetarso dell' alluce l' altra del "mignolino" :mrgreen: individuando poi nella scarpa la linea mediana di questi due punti come centro tacchetta la ritieni valida??

A me sembra una buona base di partenza... Ma anche di arrivo... :mrgreen:
 

cramerx

Cronoman
28 Maggio 2009
759
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Franciacorta
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Gravel
nessun particolare vantaggio o svantaggio in termini di performance (esempio).
Superato il non più "utile", almeno in termini propulsivi, riferimento metatarsale per via dei cambiamenti tecnici degli ultimi anni (es suole sempre più rigide= il piede -in sé- non ha alcuna funzione di leva) ciò che comunque è da tenere in considerazione è la differente azione muscolare e gruppi muscolari reclutati a seconda che si prediliga una posizione più avanzata o arretrata delle tacchette.

Avanzando la tacchetta (rispetto alla scarpa) aumento il carico a livello di fascia plantare, tendine di achille e in generale del distretto anatomico "gamba" (caviglia-ginocchio), questo comporta un maggior reclutamento di muscoli tendenzialmente poco redditizi nell'azione propulsiva continuativa, cioè nella maggior parte dell'azione pedalata tipica poiché la muscolatura distale dal ginocchio a scendere copre un'azione di stabilizzazione e trasferimento dell'azione generata da altri muscoli; questi distretti muscolari però sono utilizzati/utili in determinate situazioni come l'alzarsi sui pedali per cambiare velocità ed imprimere accelerazioni perchè si vanno a reclutare un maggior numero di muscoli e unità motorie (di muscoli piccoli) e perchè tendenzialmente questa posizione permette una maggior agilità di pedalata e superamento, se ad alta cadenza, dei punti morti; tutti questi motivi spingono atleti che praticano discipline di velocità pista e/o velocitsi a scegliere un'impostazione più avanzata delle tacchette.
All'estremo opposto triathleti e cronomen, prediligendo e necessitano di un'azione più costante e regolare ed hanno maggior beneficio da una posizione più arretrata che recluta muscoli di maggior dimensione (quadricipiti e glutei): maggior dimensione di un muscolo significa sempre maggior capacità di sopportare fatica nell'unità di tempo perchè dotati di un maggior numero di unità motorie di tipo "aerobico". Tutto ciò permette una riduzione del carico a livello plantare e achilleo spostando invece l'attenzione su una postura che richiede una corretta valutazione sulla cura della postura del rachide nel tratto lombare. Una posizione delle tacchette di questo tipo, inoltre, permette una maggior "presenza" del piede nell'arco propulsivo utile dell'azione di pedalata rispetto ad una posizione più avanzata, ma ciò a discapito del picco di coppia torcente che si può generare. Questa posizione, tendenzialmente porta ad una riduzione della cadenza e del picco di coppia torcente espresso e ripetuto con conseguente minor capacità di esprimere un'accelerazione nella propulsione a favore di un maggior comfort nell'azione continuativa e costante.

Che spiegazione! Grazie e grazie a VeleXX per aver posto la domanda :mrgreen:
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
7.294
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n+1
Grazie!!

In generale quindi, sempre rimanendo in limiti metatarsali corretti più arretrata = più adatta alle lunghe distanze e comuqnue ad andature costanti e comunque più "rilassante".

La regola dell' individuare la posizione corretta incollando al piede due sferette una al metetarso dell' alluce l' altra del "mignolino" :mrgreen: individuando poi nella scarpa la linea mediana di questi due punti come centro tacchetta la ritieni valida??

a meno che vogliate fare gli art-attack con fogli, penne e quant'altro (non è da sottovalutare l'aspetto ludico del tutto), mettersi a prendere impronte dei piedi e disegnare +/- precise diagonali per cercare un punto tra 1° e 5° metatarso -che per inciso non è uguale per tutti- non ha alcuna valida giustificazione né anatomica né funzionale anche perchè il piede nella scarpa assume una relazione diversa rispetto che in piano su un foglio SENZA alcun supporto all'arco plantare.
Quest'ultimo, ossia il supporto plantare, dovrebbe essere il punto principale di partenza perchè spesso sottovalutato/assente nella maggioranza delle scarpe da ciclismo, infatti...non è (quasi) mai il punto di partenza... forse perchè a molti piace prendersi una pausa in stile art-attack e mettersi a disegnare i propri piedi :mrgreen:
Il riferimento da primo metatarso PUO' essere un utile riferimento (ci sono anche altre metodiche) specie per valutare eventuali dismetrie nella relazione piede-scarpa (molto spesso presenti, anzi nel 90% dei casi poichè nessuno di noi è simmetrico, anche nei piedi) e da lì avere un RIFERIMENTO (che non è una sacra legge scritta nè sulla pietra né sui foglietti ritagliati con le figure dei nostri piedi :mrgreen: ) per l'arretramento/avanzamento delle tacchette stesse.
Partendo da una misura della scarpa di 37, il valore MEDIO (che vale per una popolazione MEDIA, non necessariamente me o te) è di avere un arretramento di 8 mm tra centro tacchetta e primo metatarso. Tale arretramento incrementa di 1 mm ogni 2 taglie. Se tendenzialmente ho necessità di una spinta più "anteriorizzata" (vd precedente spiegazione) posso ridurre questo arretramento di 2-3mm rispetto al calcolo ottenuto, viceversa maggior arretramento di 2-3 mm (ma anche oltre) nel caso opposto.
 

iroma2009

Apprendista Velocista
12 Febbraio 2011
1.309
33
FlorenceForFun
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Una bionda e una mora,cerco la rossa.
Leggevo sul tuo forum "Perché l'intensità è più importante della durata",mi chiedevo se esiste una tabella dei "valori trimp",usati da me nei vari allenamenti senza PM in mtb.

Nel caso non ci fosse,potrei crearla?Ho detto una bischerata?
 

ValeXX

Passista
15 Luglio 2009
3.706
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a meno che vogliate fare gli art-attack con fogli, penne e quant'altro (non è da sottovalutare l'aspetto ludico del tutto), mettersi a prendere impronte dei piedi e disegnare +/- precise diagonali per cercare un punto tra 1° e 5° metatarso -che per inciso non è uguale per tutti- non ha alcuna valida giustificazione né anatomica né funzionale anche perchè il piede nella scarpa assume una relazione diversa rispetto che in piano su un foglio SENZA alcun supporto all'arco plantare.
Quest'ultimo, ossia il supporto plantare, dovrebbe essere il punto principale di partenza perchè spesso sottovalutato/assente nella maggioranza delle scarpe da ciclismo, infatti...non è (quasi) mai il punto di partenza... forse perchè a molti piace prendersi una pausa in stile art-attack e mettersi a disegnare i propri piedi :mrgreen:
Il riferimento da primo metatarso PUO' essere un utile riferimento (ci sono anche altre metodiche) specie per valutare eventuali dismetrie nella relazione piede-scarpa (molto spesso presenti, anzi nel 90% dei casi poichè nessuno di noi è simmetrico, anche nei piedi) e da lì avere un RIFERIMENTO (che non è una sacra legge scritta nè sulla pietra né sui foglietti ritagliati con le figure dei nostri piedi :mrgreen: ) per l'arretramento/avanzamento delle tacchette stesse.
Partendo da una misura della scarpa di 37, il valore MEDIO (che vale per una popolazione MEDIA, non necessariamente me o te) è di avere un arretramento di 8 mm tra centro tacchetta e primo metatarso. Tale arretramento incrementa di 1 mm ogni 2 taglie. Se tendenzialmente ho necessità di una spinta più "anteriorizzata" (vd precedente spiegazione) posso ridurre questo arretramento di 2-3mm rispetto al calcolo ottenuto, viceversa maggior arretramento di 2-3 mm (ma anche oltre) nel caso opposto.

Chiaro, partendo da questo presupposto GENERICO in linea teorica il mio 43 statisticamente dovrebbe avere il centro tacchetta arretrato di 11 mm rispetto al primo metatarso giusto??... Statisticamente intendo... ;)

Grazie (a nome di tutti credo) per il lavoro che fai per questo forum... Per giunta in modo gratuito, spesso leggo tue risposte tra l' altro ineccepibilmente motivate che talvolta smontano vere e proprie "credenze popolari" che vanno avanti ingiustificatamente da decenni...

GRAZIE. ;)
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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n+1
OT/
gratuito? no io pago (40€/mese), diversamente non potrei parlare di argomenti che riguardano strettamente la mia professione, perchè il limite tra divulgazione/discussione e pubblicità sarebbe MOLTO sottile...
OT/
 
Stato
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