- Reputi importante un periodo di allenamento in altura? [---]
in riferimento a che tipologia di atleta (amatore, o non amatore)? le considerazioni sono/posso no essere differenti.
Dunque l'annosa questione della scelta delle pedivelle.
Con una leva maggiore (pedivella più lunga), a parità di cadenza e potenza espressa, si dovrebbe rilevare maggior velocità e minor forza applicata, e, ovviamente, viceversa con una leva più corta.Il ciclista quindi che predilige l'agilità a discapito della forza, si dovrebbe orientare su una pedivella più lunga? Cosa tende a conservare il ciclista, a parità di potenza,cambiando pedivella? La cadenza o la velocità? Faccio il mio esempio, pedalo agile e soprattutto pedalo agile negli sforzi in z6-7, con un femore di 41-42 cm e cavallo 79.8 sarei tentato di passare da 172.5 a 170 e, supponendo che tenderei a non variare la cadenza, dovrei quindi aumentare la forza applicata, dove temo di essere deficitario.
Cosa consigli a me e tutti quelli che almeno una volta nella vita si sono posti questi dubbi?
- tema pedivelle, con cerca trovi link a interessante articolo
- rispondo di seguito ed in ordine ai tuoi quesiti, considerando che comunque una differenza marginale (es. 170->172.5) non crea apprezzabili differenze nella coppia torcente. le tue considerazioni partono da una valutazione non dinamica ma MEDIA di tale valore.
1) a PARITA' di cadenza pedivella più lunga = maggiore circonferenza da percorrere, ampliamento (in negativo) nell'angolo di flessione nel PMS
2) una propria e spesso specifica curva di coppia torcente, in gergo si potrebbe dire "stile" di pedalata anche nel cambio di leva; ciò che spesso succede all'atleta è di cambiare pedivella (o scarpa e/o pedale) e non adeguare la propria posizione alla modifica apportata. I problemi insorgono in atleti tanto meno "flessibili" (es chi possiede solo 1 bicicletta) rispetto ad altri.
3) la tendenza attuale è quella di utilizzare leve piu' CORTE, specie nelle specialità in cui è prevalente la componente aerodinamica perché si può abbassare il baricentro ma soprattutto, e tale principio è valido per tutte le specialità ed è spesso l'aspetto dolente della biomeccanica del ciclista, una leva più corta facilità il passaggio nel punto morto superiore riducendo l'angolo di flessione tra coscia e busto. Motivo per cui molti atleti, non solo a cronometro, tendono a spostarsi in avanti (= per ridurre, inconsciamente, il sovraccarico lombare e ai glutei, per ottenere una posizione più avanzata "sopra" la pedivella).
dovendo impostare, in termini di misure (altezza sella, altezza manubrio, distanza sella manubrio e quindi dislivello) una MTB per uno stradista che intenda cimentarsi saltuariamente nella diversa disciplina, quali le linee guida?
Linea guida: 2 mezzi diversi, per non compromettere la posizione su entrambe...2 posizioni studiate in modo differente visto che i 3 punti di contatto nello spazio sono dislocati differentemente sarebbe inopportuno cercare di trasferire la posizione di un mezzo rispetto ad un altro; unico punto fisso di riferimento l'altezza sella (tenendo ovviamente in considerazione l'angolo piantone, spesso differente) anche se poi spessore scarpa e soprattutto esigenze tecniche (es cx e MTB) richiedono il (ri)posizionamento del baricentro differente rispetto alle specialità su strada. Quindi nessuna trasposizione ma 2 posizioni studiate per 2 (o più ) differenti mezzi e richieste tecniche oltre che biomeccaniche.