Questa discussione è fichissima... Probabilmente lo è proprio perché è nella sezione bici da corsa.
Io mi stavo informando per il triathlon (ho fatto anche dei timidi allenamenti), ma è tutt'altra cosa di quella si dipinge qui.
Innanzitutto i campioni di tale disciplina sono CAMPIONI di una disciplina singola (non solo bravi), quindi nuotatori (raro), ciclisti (spesso), runners (meno spesso), ma la differenza è che sono ANCHE eccellenti atleti negli altri 2 sport.
Il giretto di 100km in pianura (a meno che non eseguito in 2,5 ore) non fa di un ciclista un ECCELLENTE atleta.
Secondariamente le tre discipline sono totalmente diverse le une dalle altre.
Il nuoto necessita di una corporatura completa, eccellente nel tronco superiore (pettorali, dorsali, tricipiti), buona nella restante parte del corpo (addominali, gambe), una capacità polmonare raggiungibile solo con anni di allenamento e anche un poco di grasso per migliorare il galleggiamento. Il nuoto in mare aperto è molto più difficile di quello in piscina, dove non esistono onde e l'andatura è piatta.
La bici necessita di una corporatura sbilanciata: scheletrica nel tronco e ipertrofica nelle cosce e nei glutei. Il triathlon ironman classic con i suoi 2km di dislivello porta in difficoltà i ciclisti richiedendo il buon sviluppo anche dei muscoli secondari, utilizzati nella salita. Senza contare che i triatleti non sono i tipici scalatori da 65 kg.
La corsa può sembrare utilizzi gli stessi muscoli della bici, in realtà ciò è falso. Necessita di una corporatura correttamente bilanciata anche nel tronco e negli arti superiori per il sostentamento del corpo e dell'equilibrio. A differenza del ciclismo il corpo è 5 volte più sollecitato e quindi serve anche un maggiore sviluppo dei tendini. I muscoli hanno una diversa sollecitazione, vengono allungati piuttosto che compressi. Infine rispetto alla bici vengono molto utilizzati anche i polpacci.
Quindi non esiste che uno si svegli la mattina e, provenendo da uno dei 3 sport, riesca a eccellere negli altri.
La difficoltà nel triathlon è già nel finire la gara. A un ciclista sembra facile combinare i 3 sport, ma se ci provasse rimarrebbe stordito dopo la prima disciplina. I 4km a nuoto lo stordirebbero tagliandogli il fiato e non riuscirebbe a completare la prima salita in bici, dove probabilmente accuserebbe i primi crampi.
I triatleti gestiscono la gara in questo modo: il nuoto è un semplice riscaldamento da fare al 70% delle proprie potenzialità e si cerca di non sprecare forze zigzagando o perdendo il ritmo in inutili sprint (per questo raramente i triatleti sono nuotatori); la bici è una parte molto importante in cui usare l'80% delle proprie potenzialità, i 180km costringono al sapiente uso delle scie (che non sono scontate come nel ciclismo), l'equipaggiamento crono fa più faticare in salita, così come la seduta più avanzata che però permette di sollecitare meno i quadricipiti cosa essenziale per anche solo finire la parte finale; la corsa è quindi la parte più importante, come un esame a fine corso, sperando di non aver sbagliato precedentemente, dopo tutte le ore di fatica bisogna ora costringere la testa a un'andatura regolare al 100% delle proprie capacità - ciò spesso fa la differenza.
Detto questo occhio quindi anche quando fate i paragoni con il ciclismo estrapolando i dati del triathlon: diverse bici, diversi atleti, diversa finalità.
I 180km del triatleta non sono quelli che fate voi nel giro della costiera amalfitana.