e bici da 11 kg cui non frega una beata mazza di quel che il mercato o i pro tenta di rifilare loro. Amano la bici e pedalano, ecco.
Sono io sono io!
capita pure che vadano anche forte.
A no, non sono io
e bici da 11 kg cui non frega una beata mazza di quel che il mercato o i pro tenta di rifilare loro. Amano la bici e pedalano, ecco.
capita pure che vadano anche forte.
Freno a disco già superato prima di essersi imposto, futuro di frenate rigenerative, condensatori alta capacità, freni magnetici.
B) è talmente assurda la tua affermazione sulla condizione di gradimento e di diffusione dei componenti ("uso agonistico") che non servono acrobazie logiche o trattati di marketing per contraddirla ma solo un numero ed un marchio. 105 Shimano in uso a nessun team ma diffusissimo tra i ciclisti. Dai ... smettiamola di pensare che i ciclisti, anche della domenica, siano così permeabili alle logiche di marketing e dei pro. C'è un'infinità di signori di mezza eta' o di giovani studenti che continua a girare con le 9 v, i cavi esposti e bici da 11 kg cui non frega una beata mazza di quel che il mercato o i pro tenta di rifilare loro. Amano la bici e pedalano, ecco. E non di rado capita pure che vadano anche forte. È anche per questo che mi ostino a dissentire dal luogo comune "i freni a disco sono il futuro", indipendentemente dalla loro funzionalità o meno su bdc.
Ho l'impressione che la vis polemica spinga a non leggere gli interventi ma a caricare a testa bassa continuando a ripetere le proprie convinzioni.
Che c'entra il 105? Il 105 è esattamente uguale nel funzionamento al DuraAce, cambia solo il peso ed il prezzo. Semmai il paragone dovrebbe essere fatto con il Di2, che è invece "diverso" in quanto elettromeccanico, diverse sono le corone ellittiche, diversi sono stati i telai in alluminio prima e quelli in composito poi, diversi di nuovo sono i freni a disco.
Sei libero di considerare assurdo che i consumatori siano influenzabili (più o meno, ma non è questo il punto) dalle strategie di marketing. Del resto il più grande inganno del diavolo è di far credere che non esiste![]()

Ci sono migliaia di amatori che acquistano ancora (e con soddisfazione) telai in alu o in titanio che nessun pro usa più. Qualcuno addirittura ignora che un tempo fossero stati utilizzati dagli agonisti. Nessun pro usa copertoncini (mi sembra) la stragrande maggioranza dei cicloamatori usa solo quelli e appena gli parli dei tubi estraggono aglio e pali a crocefisso. Ogni pro che si rispetta si fa posizionare in sella dal biomeccanico. Mio zio che fa 15 mila km all'anno e che la posizione se l'è trovata da solo pensa ancora che per andarci occorra l'impegnativa all'ausl.... ma di cosa stiamo discutendo..?!Ma è ovvio che con "un componente" non volevo indicare uno specifico componente quanto una soluzione, una tecnologia, come ti ho chiarito con gli esempi del post precedente (le corone ellittiche vs quelle rotonde, i materiali dei telai, i cambi elettromeccanici: o ancora le ruote in composito vs quelle in alluminio, i copertoni UST vs quelli per camera....).
Un 105 funziona esattamente come il DuraAce; c'è un comando al manubrio che tira o rilascia un cavetto che aziona un deragliatore, con componenti intercambiabili tra loro. C'è una differenza di peso, di materiali, forse (ma molto forse) di funzionalità ma sono perfettamente identici per "filosofia" e perfettamente equivalenti per l'utilizzatore finale, se sai usare il 105 col DuraAce non devi cambiare nulla e viceversa.
Altra cosa appunto nei casi elencati sopra, che sono effettivamente "diversi" nella filosofia di funzionamento o nella struttura costruttiva e "costringono" a cambiamenti effettivi (vedi alla voce pattini su ruote in carbonio).
Parlare di assurdità è un'opinione rispettabile ma che non corrisponde alla realtà dei fatti. La realtà dei fatti è che qualsiasi azienda investe una parte notevole delle proprie risorse nell' inventare, produrre e promuovere i propri prodotti in modo da convincere quanta più gente possibile a comperarli; e che nel settore dei beni legati alle attività sportive l' agonismo è il principale canale usato per la promozione.
Le ironie sui "pastori" sono altrettanto fuori luogo almeno nei miei confronti, visto che non ho mai dato della "pecora" a nessuno. Senza marketing non ci sono i prodotti, o ci sono ma non sono conosciuti (e quindi non vengono venduti), e nelle mie argomentazioni non c'è alcun tipo di giudizio "morale".

... poi, però, leggendo post come l'ultimo di eliflap il McGyver che' in me finisce per esaltarsi e il mio garage officina a sembrare sempre più vuoto...:eek:
vuoi mettere plasmare una bici come vuoi, piuttosto che prendere anche il top di gamma e lasciarla così com'è ?
... il top di gamma è di una noia pazzesca
ecco, quello si che è marketing
sfondi un open..
Ci sono migliaia di amatori che acquistano ancora (e con soddisfazione) telai in alu o in titanio che nessun pro usa più. Qualcuno addirittura ignora che un tempo fossero stati utilizzati dagli agonisti. Nessun pro usa copertoncini (mi sembra) la stragrande maggioranza dei cicloamatori usa solo quelli e appena gli parli dei tubi estraggono aglio e pali a crocefisso. Ogni pro che si rispetta si fa posizionare in sella dal biomeccanico. Mio zio che fa 15 mila km all'anno e che la posizione se l'è trovata da solo pensa ancora che per andarci occorra l'impegnativa all'ausl.... ma di cosa stiamo discutendo..?!![]()
L'unica cosa che posso e voglio aggiungere è di rileggere con calma i miei interventi mettendo da parte la vis polemica, visto che in essi ho fatto affermazioni ben precise e ben diverse da quanto contestato.... ma di cosa stiamo discutendo..?!![]()

L'unica cosa che posso e voglio aggiungere è di rileggere con calma i miei interventi mettendo da parte la vis polemica, visto che in essi ho fatto affermazioni ben precise e ben diverse da quanto contestato![]()

torniamo OT sui dischi ed UCI.
Secondo me una possibile ulteriore motivazione (oltre al fattore CAMPAGNOLO) potrebbe essere anche l'omologazione dei telai...
Forcelle e triangolo posteriore dovranno essere collaudati e omologati per sostenere lo stress delle forze torsionali per cui l'UCI (secondo me) chiederà prove di sforzo e test di durata per poterli omologare.
Concordate?
Infatti la responsabilità è esclusivamente a carico del produttore, l'UCI si limita a verificare i requisiti regolamentari.In teoria questa necessita' potrebbe esistere per ogni componente della BDC, per esempio la resistenza a torsione di una pedivella o di una pipa di sterzo. Che tu sappia questi componenti vengono omologati dall'UCI, oppure l'unica cosa che si verifica e' l'aderenza al dettato formale del regolamento?
Vedo piu' probabile che le valutazioni relative alla sicurezza del manufatto saranno lasciate a ciascun singolo produttore, come credo sia attualmente.
Concordate?