il negoziante non deve stabilire cosa è e cosa non è garanzia. non sta a lui. se il negoziante sostituisce un pezzo non in garanzia ce li rimette poi di tasca sua. se il negoziante sostituisce un pezzo usato con uno nuovo, e poi gli torna dalla garanzia il pezzo riparato e non nuovo, lui ci rimette. la normativa a difesa del consumatore non da al negoziante alcun potere decisionale sull'accettazione della garanzia e sul bisogno o meno di sostituire. Tanto più su componentistica elettronica dove si tratta di sistemi chiusi ove non si può stabilire quale è il danno.
sai che non ti seguo.
Il ragionamento è semplice ed è il seguente:
- Il negoziante vende un prodotto
- Il prodotto non funziona (e tra l'altro la normativa non richiede nemmeno il mancato funzionamento ma la non conformità che è un concetto più ampio)
- Il negoziante DEVE sostituire o far riparare a sue spese il pezzo senza se e senza ma (a meno che dimostri che il vizio non dipenda da un utilizzo scorretto o comunque non sia derivante dalla non conformità del bene). S ela riparazione comporta un grave pregiudizio per il consumatore è necessario provvedere alla sostituzione.
- nei primi sei mesi dall'acquisto si presume che il vizio sia di conformità
quindi, il negoziante sostituisce...se il pezzo non è in garanzia, se la casa non lo riconosce, se la casa afferma che è colpa di un montaggio sbagliato o altro.... problemi del negoziante
se il pezzo gli ritorna riparato, lui lo potrà vendere come usato o chiedere i danni al produttore che non gli ha garantito riparazione/sostituzione in tempi rapidi
un utente ha pagato un prodotto e non riesce ad usarlo e stiamo a metterci nei panni del negoziante (che sul prodotto ci ha pure guadagnato) e non dell'utente finale!?!
non scherziamo