vi consiglio la lettura di Bike Fit scritto dal capo fisioterapista della federazione britannica. Nel libro parla dei micro adjusters che sono perennemente alla ricerca della posizione e di quelli a cui va bene tutto. Nel libro spiega chiaramente che esistono posizioni in sella completamente errate, ma nessuna completamente corretta. Indica, ad esempio, un range di altezza sella di quasi due (!!!) cm da adattare al proprio fisico, stato di forma, pratica sportiva. Addirittura scrive che per un impiegato, che svolge attività sedentaria, le misure prese il venerdì sera differiscono da quelle della domenica sera dopo un weekend di sport. In pratica se la misura della bici è corretta, e per questo basta un negoziante capace a fare il proprio mestiere, il biomeccanico serve poco o nulla, i micro aggiustamenti possono essere trovati dal ciclista stesso seguendo le proprie sensazioni che difficilmente mentono.
Poi, giustamente, indica esercizi di stretching e rafforzamento del core per evitare dolori vari imputabili più alla scarsa forma e flessibilità che ad un non corretto posizionamento.
Secondo me un buon biomeccanico, che serva a risolvere situazioni fuori standard come, ad esempio, arti di differente lunghezze o bacino ruotato, deve essere soprattutto un ottimo conoscitore dell'anatomia umana, fisiatra o fisioterapista, al massimo laureato scienze motorie, solo dopo viene la conoscenza della bici, altrimenti, ripeto il bravo telaista o l'esperto venditore bastano ed avanzano se non si ricerca l'oro olimpico, tanto più per un principiante il cui fisico subirà profondi adattamenti alla bici.