Ma non lo so, la passione è passione. So che c'è chi imbroglia (per me chi imbroglia ribadisco è chi non segue i vincoli dell'antidoping, tutti e ripeto tutti, gli atleti professionisti in ambito CIO sono "fortemente" medicalizzati, questo te lo conferma qualsiasi persona che lavora nello sport. Del resto gli stessi amatori si spaccano il fegato di amminacidi per recuperare estenuanti allenamneti di 2.5 ore, chiaramente un prof fa tutto quello in suo potere, a rigor di regolamento si spera, per vincere, andare più forte), ne prendo atto, non ho mai difeso un corridore positivo e le risibili scuse che adottano. Dico solo che se a uno non piace deve spegnere il televisore e non andare a tirare piscio in faccia a qualcuno. Ci sono cose molto più importanti nella vita che il ciclismo.
La tv francese è campionessa mondiale di incoerenza, guadagna milioni dalle trasmissioni del tour, in pubblicità, spettatori ecc, "sputtana" senza uno straccio di prova il vincitore - non francese, perchè ripeto se 7 watt al chilo li avesse fatti Pipinot, tutti zitti. E' una cosa che faccio veramente fatica a capire, anzi che capisco e mi da fastidio, ma contenti loro.
Però se parliamo di cambio di mentalità dobbiamo dare anche atto alla Sky che qualcosa sta facendo,vedi personaggi discussi cacciati dal team oppure innovazione nella preparazione e alimentazione.Nel 2011/2012 tutti a prenderli in giro per i
rulli dopo le gare,ora li fanno tutti anche la Lampre di Saronno che è stato il primo a sorridere a questi nuovi medoti.
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Sì, però un po' di coerenza anche da parte loro non guasterebbe.
Infatti quei personaggi discussi erano anche stati assunti prima di essere licenziati. Per esempio il famoso dottor Leinders è stato silurato solo dopo che era emerso il suo coinvolgimento nel caso Rasmussen, la posizione ufficiale del Team Sky era "non ne sapevamo nulla", quando anche Froome (che su questi temi sembra sempre cadere dalle nuvole) sapeva che aveva lavorato nella Rabobank con corridori dopati.
Hanno introdotto grandi innovazioni nell'allenamento, però da quando è in Sky Froome non ha mai fatto un test VO2 max, anzi è estremamente restio all'idea. Eppure è un test che fanno pure gli amatori, per un atleta pro non dovrebbe essere una cosa eccezionale.
Sono attenti ai dettagli tecnici, tanto che appena arrivato in squadra hanno sconvolto l'assetto in sella di Froome creandogli problemi di schiena e alle ginocchia, che poi risolvevano non modificando la postura ma riempiendolo di antidolorifici.
Curano molto l'alimentazione, anche se la dieta di Froome è per sua stessa ammissione fai-da-te. In pratica se ne occupa la moglie/fidanzata (che per la cronaca non è una dietologa) e non ha una dieta personalizzata dalla squadra, tant'è che per perdere peso prima della Vuelta 2011 semplicemente "digiunava".
E poi a proposito di questo c'è il mistero del peso di Froome: Brailsford non sa quale sia in realtà, sul sito del team Sky è riportato 69 kg, mentre alla partenza del Tour di quest'anno è stato rilevato in 71 kg; quando Fred Grappe ha rilasciato le sue conclusioni sui dati del Tour 2013 ha detto che il peso era stabile a 68-69 kg, con variazioni di 900 gr max, peccato che Froome in un'intervista dello scorso anno dichiarava di essere attorno ai 66 kg (scarsi).
Hanno un stretta politica anti-doping interna alla squadra e tengono alla salute dei corridori. Poi però si scopre che la famosa malattia tropicale Froome ha dovuto curarsela da solo, visto che il team non gli aveva assegnato un dottore per monitorarne i parametri nonostante fosse stato malato per tutto il 2011.
Del Tramadol hanno fatto ampio uso prima di dire che non andava bene.
Idem per i cortisonici, "non chiederemo TUE in competizione per i corridori", salvo poi fare un'eccezione al Romandia (guarda caso proprio per Froome) grazie alla "complicità" di Zorzoli.
Anche lo stesso Froome non mi sembra un esempio di coerenza.
Nella biografia cita tutte le patologie da cui è/è stato affetto, ma si dimentica dell'asma; strana dimenticanza dato che deve spesso prendere medicinali per quello.
Dice che non sopporta l'omertà dei corridori e poi non sa nulla dei suoi compagni di squadra dopati alla Barloworld, anzi non avrebbe mai immaginato che corridori con la faccia onesta fossero in realtà dei bari (sic!).
Dice che i test antidoping nel ciclismo sono affidabili, che la wada e l'uci non li pubblicizzano abbastanza, che non puoi far finta di non essere in casa quando c'è il controllo… e poi quest'inverno ne salta allegramente uno.
E fin qui uno potrebbe pensare che vabbe', Froome è solo un ragazzo un po' ingenuo (o "naive" per dirlo all'anglosassone).
Però leggendo meglio tra le righe si scopre che poi tanto ingenuo non è.
Ad esempio sa bene che Vinokurov si dopava ma partecipa ugualmente al suo gala di addio al professionismo, perché "è un'icona del ciclismo e ci sono molte persone che contano".
E ancora quando è in scadenza con la Sky non ha problemi a trattare con Riis per un possibile contratto, nonostante il ben noto passato del manager danese.
Anche se, ovviamente, "l'etica non ha prezzo", parole sue:
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Tutto questo papiro non è per dire che il Team Sky è un gruppo di dopatoni stile UsPostal. Prove non ce ne sono. Viaggiano sul filo del regolamento, come tutti gli altri (o quasi).
Però non è quello che intendo io per cambio di mentalità. Magari vincere un po' di meno e dare maggior corrispondenza tra parole e fatti.