Ciao [MENTION=19829]vigorelli 1954[/MENTION]
leggendo il tuo bel racconto (potessi io fare 1600 d+ in 80 km partendo in bici da casa....) mi sono venute in mente un po' di cose di quando pedalo nella mia valle (e valli limitrofe). Domani ci torno e venerdì sarò in sella a rinfrescare i miei ricordi.
Paesi sperduti
I paesi sperduti nelle vallate sono uno spettacolo, intanto per il silenzio, a cui noi non siamo più abituati. Lì vivono nel silenzio, una ricchezza infinita.
Le case sono di pietra, si sente l'odore dei camini, vedi gli usci aperti, gli
attrezzi della campagna....si torna indietro, e non è un'involuzione, anzi....
Antichi mestieri e gente di altri mondi
Poi come dici tu la vita scorre diversa, quando pedalo nella mia valle, quantomeno nella parte bassa e media che è abbastanza "civilizzata"

non tanto, però appena salgo in alto i paesi si fanno più piccoli, frazioncine che sono gruppi di case, sempre meno macchine, sempre più diventa il regno degli ultimi contadini/allevatori rimasti. E allora ti capita che quando passi con la tua bici la gente ti guarda e ti saluta, magari fa anche un commento.
Stessa cosa, anzi di più, in Val Cavargna, una valle molto isolata tra i laghi di Como e Lugano. Lì come nella mia valle il confine con la Svizzera corre lungo le creste dei monti e quella era una valle di contadini, taglialegna, carbonai (ci sono ancora la carbonaie abbandonate nei boschi, dove veniva prodotto il carbone dalla legna lasciata ardere lentissimamente sotto la terra), che poi per arrotondare di notte diventavano accaniti contrabbandieri, chilometri e chilometri con la bricolla in spalla (era il sacco con la merce) e le pezze sugli scarponi per non far rumore.
Questa tradizione del contrabbando devo dire era radicata anche nella mia valle, ci sono ancora tantissime casermette della GdF sui monti che venivano pattugliati per contrastare questo fenomeno (ora non si contrabbanda più niente da tempo, non ne vale la pena).
Era la guerra dei poveri, e a volte ci scappavano anche i morti.
Insomma, gli ultimi contadini e taglialegna rimasti in queste valli sono gente dura, eredi di quelle bestie da soma che erano i loro padri e nonni, mica gente che ti accoglie a braccia aperte, gente a cui non conviene andare a "schiacciare troppo la coda"

, abituata a lottare con la fatica, però forse per questo quando vedono uno che fatica in silenzio sui pedali lo guardano e forse lo capiscono più degli altri, di quelli che fanno la vita più comoda, e allora sorridono e dicono "Buongiorno. Dura eh? Forza! Dai che l'è quasi finida!!"
Un tempo scrissi qualcosa su uno di questi uomini, gli ultimi sopravvissuti del passato, se lo trovo ancora te lo mando, a volte quel che scrivo lo cancello ma forse questo si è salvato.
Le volpi
Da me in montagna ce ne sono tante, una perfino veniva tutte le sere in paese, me la trovavo lì fuori dalla porta, stranamente non scappava, era lì, forse ad aspettare che qualcuno le desse da mangiare. Avendo trovato delle buonanime (i miei figli) che le avevano dato da mangiare una volta si ripresentava in zona tutte le sere.....
Altri incontri con animali selvatici tantissimi, caprioli a decine, cinghiali, qualche cervo, scoiattoli. Ogni volta che ne vedo uno mi emoziono come un bambino.
Concludo qui i miei pensieri, con una considerazione. Chi mi trova un altro sport che riesce a dare tutto questo a chi lo pratica?