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Quindi tu fai bene a fregartene (secondo me no, ma è legittimo che tu lo faccia), così come qualcuno, fa bene a chiedersi se per l'uso che lui fa della bici, il sistema disc possa essere o meno preferibile (che vada meglio) per l'uso che lui ne fa.
Provo a rispondere con un approccio di più ampio respiro e provo a spiegare quanto c'è dietro le mie affermazioni.
Scusate viene lungo.
Secondo me ogni persona segue un "percorso" nell'arco della propria esistenza, se questa persona va anche in bicicletta, analogamente, seguirà un percorso nell'ambito della propria vita ciclistica.
Ogni persona avrà un percorso unico, sia nel ciclismo che in generale.
Gli interessi, le preferenze e le priorità di ciascuno muteranno nello svilupparsi del percorso.
Ovviamente non faccio eccezione.
Il mio percorso ciclistico si trova in una fase nella quale le caratteristiche tecniche del mezzo, da te razionalmente illustrate, non hanno su di me l'incidenza che in base al ragionamento da te esposto potrebbero avere.
Non ho alcun passato di ciclismo giovanile alle spalle, però pedalo da oltre un quarto di secolo, quindi ho avuto tempo e modo di sviluppare esperienze e punti di vista, spesso sulla mia pelle.
Ho quasi 57 anni, sono piuttosto grande, 1,87m e piuttosto pesante, 75kg.
Nel 2018 ho percorso 12.800km con 170.000m D+.
Non è né poco né tanto, dipende dal punto del percorso in cui ci si trova.
Comunque già da questi pochi numeri si capisce che non devo prendermi troppo sul serio come "atleta".
Ho una Madone 9 con ruote Bontrager xxx6, non è neanche la prima.
Per caratteristiche fisiche e bicicletta dovrei fare i circuiti ma non mi piacciono e faccio le GF, preferibilmente alpine.
Hai citato Corvara, ma con la Madone ci ho fatto anche Sölden oltre a tante altre.
Per l'uso che ne faccio, razionalmente, una Èmonda con rotelline basse sarebbe molto più adatta.
A Corvara l'ultima volta ho impiegato sette ore ed un quarto; ipotizziamo che con una bicicletta "più adatta" avrei forse potuto impiegare, diciamo 7 ore nette?
Mentre la cosa potrebbe avere legittimamente rilevanza per chi grazie a questo passa magari da 6 ore a 5 e 45, non può fare presa su di me.
Per me non ha senso barattare il piacere di usare una bicicletta che mi piace con una che non mi piace per conseguire un risultato sportivo comunque mediocre.
Diverso il discorso su scelte tecniche di reale incidenza.
Ovviamente, anche se ho una bicicletta in teoria pensata per terreni veloci, non è che per fare i passi alpini ci monto il 23.
Ho un 52-34 con cassetta 11-30, su queste cose sarebbe sciocco non fare scelte commisurate con le proprie possibilità.
Già con questi rapporti ci metto quasi un'ora a fare gli ultimi 8km del Rombo, con rapporti più lunghi semplicemente non salirei.
Uso i dischi che obiettivamente mi hanno molto aiutato in svariate situazioni (lunghe discese bagnate) ma è una soluzione tecnica che mi piace a prescindere, quindi li userei in ogni caso.
In conclusione sono attento nella valutazione e scelta dei componenti che possono avere reale incidenza nel consentirmi di fare ciò che mi piace (nell'esempio i rapporti) mentre per tutto il resto mi faccio guidare esclusivamente dal piacere di possedere ed usare le cose che più mi piacciono, compatibilmente con quello che posso spendere.
Nel mio percorso ciclistico sono quindi a questo punto, non so se sia anche un punto di arrivo, anche se la tendenza mi pare consolidata.
Se ogni percorso è unico, ciascuno di essi è legittimo nella misura in cui non lede od ostacola quelli di altri.
Quindi in questo ambito lo sono tutte le scelte, le mie come quelle degli altri.
Per la quasi totalità di noi si tratta di coltivare una passione, del piacere che traiamo da tale pratica e dei nostri risultati rispondiamo solo a noi stessi.
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salvo poi scoprire dopo aver venduto la bici, che avevo il kit spurgo in un cassetto