Forza di volontà per dimagrire? E se non basta?

andre.road

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Aspetta, aspetta.
Non puoi generalizzare, devi sapere cosa c'è dietro a ciò che ho scritto io prima di poter usarlo come prova del tuo ragionamento.
A me è servito per avere un'educazione alimentare che prima non avevo, e l'obbiettivo l'ho raggiunto perdendo un sacco di kg. Poi certo che ho sgarrato e facevo a volte il ragionamento che tu hai quotato, ora sono un paio di anni che faccio da solo e tra alti e bassi (di cui non me ne curo perché fondamentalmente sto bene così) sono sempre intorno al peso che avevo impostato come obbiettivo di quando ero seguito dal nutrizionista


mi fa molto piacere, prima avevi scritto con un tono molto diverso
 

sepica

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L'utente X va dal nutrizionista - è felice - finalmente pensa di poter dare una svolta alla propria situazione di enorme sovrappeso.
Dopo qualche mese perde 3 kg, poi passa un anno e ne riprende 5-6-7-8.
L'utente X da la colpa al nutrizionista.
L'utente X è di fronte a un bivio o torna nell'anarchia o cambia nutrizionista e ricomincia il giro.

Sapete che esistono tantissime situazioni simili a queste, oppure semplicemente vi ostinate a non prenderle in considerazione?

Voi volete confondere la volontà con le competenze ma non mi convincete. La prima è e resta la conditio sine qua non
si ma il nutrizionista ti da la "chimica" per avere le giuste motivazioni, dove per chimica leggi, regime alimentae che di solito abbassa il senso di fame e anche le giuste calorie, e poi mettici anche le giuste motivazioni psicologiche non solo come motivatore, ma anche come professionista che sa leggere analiticamente i dati del tuo percorso....
 

andre.road

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Il fatto che abbia scritto di avere avuto, per un certo periodo, quell’approccio con il nutrizionista non voleva dire che avessi fallito la mia strada verso il dimagrimento ;-)

Per quanto mi riguarda, è sufficiente aver evidenziato che le persone si rivolgono al nutrizionista per porsi delle limitazioni che altrimenti, da soli, non riuscirebbero a porsi. In questo senso, lo avevi in primo luogo etichettato come "confessore". Almeno nel primo periodo. Poi sicuramente ti avrà dato consapevolezza e cultura alimentare, del resto uno paga per delle competenze e se è una persona intelligente, come sicuramente nel tuo caso, apprende pure delle cose nuove.
 

Cancello del Roero

Ne resterà soltanto uno
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Per quanto mi riguarda, è sufficiente aver evidenziato che le persone si rivolgono al nutrizionista per porsi delle limitazioni che altrimenti, da soli, non riuscirebbero a porsi. In questo senso, lo avevi in primo luogo etichettato come "confessore". Almeno nel primo periodo. Poi sicuramente ti avrà dato consapevolezza e cultura alimentare, del resto uno paga per delle competenze e se è una persona intelligente, come sicuramente nel tuo caso, apprende pure delle cose nuove.
Beh, però tendi sempre a generalizzare, secondo me il fine conta più del mezzo, ognuno cerca l’incentivo dove pensa di trovarlo. Poi è pieno il mondo di quelli che sono andati da un nutrizionista e non sono dimagriti e di quelli che non ci sono andati e non sono dimagriti ugualmente.
 

andre.road

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Beh, però tendi sempre a generalizzare, secondo me il fine conta più del mezzo, ognuno cerca l’incentivo dove pensa di trovarlo. Poi è pieno il mondo di quelli che sono andati da un nutrizionista e non sono dimagriti e di quelli che non ci sono andati e non sono dimagriti ugualmente.

direi che la volontà non è misurabile e allora ognuno se l'aggiusta come gli conviene ;)
 

pedalone della bassa

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modena, ma col cuore, ed originario, di Reggio Emi
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(advanced pro nox, argon 18 gallium), ora Cervèlo S3
io, sicuramente sbagliando, credo che la testa sia fondamentale (nel bene o nel male) per qualsiasi obbiettivo uno si ponga
testa non intesa come "intelligenza" nel conoscere il conteggio delle calorie, della ripartizione dei macronutrienti, ma più come reazione o comportamento a vari fattori
provo a fare un esempio. una anno fa ero 89 kg, ho letto, ho preso spunto da voi, fatto prove, e sono arrivato al "mio obbiettivo" (Ötztaler) che pesavo 82,8
ho "staccato" per una settimana, e poi mi sono "rimesso sotto" per vedere se per il prossimo 30 agosto si puo' cambiare numero della prima decina, e, soprattutto, per sentirmi meglio con me stesso
tutto bene, peccato che una situazione lavorativa sotto stress mi stà portando, alla sera, a "sfogarmi" sulla credenza della cucina. finchè moglie e figlio son svegli mi "distraggo", ma poi, quando tutti sono a letto, ed io penso a cio' che mi aspetterà la mattina dopo, mi sto' accorgendo che stò sfogando una frustrazione in un modo sbagliato. (non chissà che, ma ad oggi son già tornato ad 84)
ma qui poco centra la volontà. la volontà di continuare un alimentazione corretta c'è, ma c'è anche la "necessità" di sfogare un momento di frustrazione

per altri, il "problema" puo' essere di non sopportare le assurde critiche che magari ti fanno parenti ed amici quando esci a cena, o quando vai ad un pranzo da parenti e non ti abbuffi da scoppiare come fanno loro
per alcuni è uno stimolo, per altri può essere molto complicato da "combattere"

e chiedere aiuto, non è sintomo di poco forza di volontà, anzi, secondo me è tutt'altro. è sintomo di grande forza e coraggio
 

kikhit

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21 Dicembre 2004
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tra torinese e pinerolese, un po' qui e un po' lì
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una bitumiera e altri aggeggi a pedali con due ruote più o meno grasse
tutto bene, peccato che una situazione lavorativa sotto stress mi stà portando, alla sera, a "sfogarmi" sulla credenza della cucina. finchè moglie e figlio son svegli mi "distraggo", ma poi, quando tutti sono a letto, ed io penso a cio' che mi aspetterà la mattina dopo, mi sto' accorgendo che stò sfogando una frustrazione in un modo sbagliato. (non chissà che, ma ad oggi son già tornato ad 84)
ma qui poco centra la volontà. la volontà di continuare un alimentazione corretta c'è, ma c'è anche la "necessità" di sfogare un momento di frustrazione

Proprio per questo il concetto di volontà o meglio di forza di volontà (volontà come atto di forza) non ha alcun senso e alcun valore (e spesso viene mescolato con l'idea della scelta, della volontà di scegliere una cosa o unì'altra, ma si tratta di cose ben distinte), se non nel parlare da bar... la psicoanalisi lo ha abolito da un secolo e la scienza psicologica ha sviluppato il discorso, chi ha un minimo di dimestichezza con la materia se ne guarda bene dall'utilizzarlo. Si dovrebbe parlare, invece, di desideri inconsci che si riesce più o meno a controllare in maniera razionale.
E condivido il fatto che ci voglia più coraggio e determinazione a chiedere aiuto che a provare a fare, spesso male, da soli. o-o
 

mauretto

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Friûl
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un onesto ferro
tutto bene, peccato che una situazione lavorativa sotto stress mi stà portando, alla sera, a "sfogarmi" sulla credenza della cucina. finchè moglie e figlio son svegli mi "distraggo", ma poi, quando tutti sono a letto, ed io penso a cio' che mi aspetterà la mattina dopo, mi sto' accorgendo che stò sfogando una frustrazione in un modo sbagliato.
soluzione: andare a dormire prima :)
Così non ti strafoghi, non vai a letto gonfio come un uovo, dormi di più e meglio e alla mattina ti svegli anche più fresco e anzi, se già ti bastano le attauli ore di sonno a parità di ore dormite se ti alzi dal letto un paio d'ore prima approfitti per leggere, ascoltare musica, fae un allenamento in bici...cosa vuoi più di così :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
 

Valdelsa

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GIANT?
ma qui poco centra la volontà. la volontà di continuare un alimentazione corretta c'è, ma c'è anche la "necessità" di sfogare un momento di frustrazione
quando senti la necessità di sfogare la frustrazione, dovresti secondo me mangiare qualcosa di poco calorico ma che comunque ti distragga, io non mangio per frustazione la sera, ma proprio per fame e di solito mi fo un paio di gallette di riso con miele (poco) o marmellata (poca) prima di andare a letto e questo mi aiuta a non mangiare biscotti o altre cose troppo caloriche...

per altri, il "problema" puo' essere di non sopportare le assurde critiche che magari ti fanno parenti ed amici quando esci a cena, o quando vai ad un pranzo da parenti e non ti abbuffi da scoppiare come fanno loro
anche qua ogni tanto puoi sgarrare, consapevole però che nei giorni seguenti dovrai recuperare lo stravizio con maggior sforzo, però di "testa" secondo me aiuta invece di sentire critiche che alla fine ti fanno solo innervosire...

almeno con me già queste due piccole situazioni le risolvo così, non è detto che funzioni con tutti. Sostanzialmente la parte più pesante della dieta sono le critiche di chi ti sta accanto e magari non capisce perchè mangi certe cose e non altre, o riesci a fregartene o cerchi di coinvolgerli, altrimenti sarà sempre dura.
Altro aspetto da non sottovalutare è il tempo, molti o quasi tutti vogliamo risultati in poco tempo, altrimenti cala la voglia e si ritorna a sgarrare anche più di prima, se rientri in questo caso, devi darti delle tempistiche in cui farai dieta davvero ferrea per vedere risultati in tempi veloci (3kg in 3 settimane x esempio), poi ti dai un paio di settimane di stacco (senza esagerare, soltanto mantenendo il peso) e poi riparti fino a che non raggiungi il peso che ti eri prefissato, dopo mantenere il peso non sarà un problema.
 

andre.road

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soluzione: andare a dormire prima :)
Così non ti strafoghi, non vai a letto gonfio come un uovo, dormi di più e meglio e alla mattina ti svegli anche più fresco e anzi, se già ti bastano le attauli ore di sonno a parità di ore dormite se ti alzi dal letto un paio d'ore prima approfitti per leggere, ascoltare musica, fae un allenamento in bici...cosa vuoi più di così :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

Non mi sembra di aver mai scritto queste cose, né in passato né di recente
puoi dirmi esattamente dove hai trovato quel post, per cortesia?
 

andre.road

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Proprio per questo il concetto di volontà o meglio di forza di volontà (volontà come atto di forza) non ha alcun senso e alcun valore (e spesso viene mescolato con l'idea della scelta, della volontà di scegliere una cosa o unì'altra, ma si tratta di cose ben distinte), se non nel parlare da bar... la psicoanalisi lo ha abolito da un secolo e la scienza psicologica ha sviluppato il discorso, chi ha un minimo di dimestichezza con la materia se ne guarda bene dall'utilizzarlo. Si dovrebbe parlare, invece, di desideri inconsci che si riesce più o meno a controllare in maniera razionale.
E condivido il fatto che ci voglia più coraggio e determinazione a chiedere aiuto che a provare a fare, spesso male, da soli. o-o

che accozzaglia di frasi
volontà concetto abolito......annamo bene
 

Raven

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che accozzaglia di frasi
volontà concetto abolito......annamo bene

mi tocca ripetermi, per la psicoanalisi è lo stesso (e per qualsiasi ambito). Non sempre la risposta è il bar o internet. Da quello che scrivi trapela un continuo sdegno verso quella che è la conoscenza (e la ricerca di), a sentire te sembrerebbe tutto facile e semplice, un po' di buona volontà di qui, un po' di buon senso di là e che ci vorrà mai?

Conoscenze che non si trovano al bar o leggendo su internet. La via della consapevolezza parte dal rispetto delle professionalità. Se poi pensiamo che sia tutto facile ed ovvio, spesso vuol dire che non abbiamo neppure idea di ciò di cui si parla.
riallego link--> https://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Dunning-Kruger

anche perché sembri un po' confuso.

Come tu stesso ammetti:

direi che la volontà non è misurabile e allora ognuno se l'aggiusta come gli conviene ;)

infatti anche quello che scrivi non mi sembra che rinforzi la tua teoria della volontà se anche tu dici che non è misurabile.

secondo te perché non è misurabile?
 

andre.road

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Il concetto di volontà trova nella filosofia antica e moderna ampio sviluppo ed è prodromico alle teorie dell'azione sviluppate in sociologia e in psicologia sociale. Si può eleggere Max Weber quale primo edificatore di una teoria dell'azione svincolata dal comportamentismo psicologico e viaggiare lungo lo sviluppo della teoria cosiddetta della "rational choice". Che non è l'unica ma è certamente tra le più significative. In passato il volontarismo dell'azione era per lo più connesso alla nozione di libero arbitrio, mentre forse oggi è l'intenzionalità, ovvero il senso soggettivamente intenzionato, a definire l'azione come "partecipazione attiva e consapevole della volontà" oppure l'intenzione come "partecipazione della volontà e dell'intelligenza nel decidere e compiere un'azione".