Il conto Covid deve ancora arrivare.. probabilmente lo pagheranno le generazioni future, sempre che se ne esca 


Belli e interessanti, adesso dovresti completare con una pattadese, una arburese, una lussurgese e un Buck americano...Beh visto che parlate di coltelli vi mostro i miei collezionati negli anni.
Il primo da sinistra l'ho preso in Francia è un ragazzo che fa lame particolari tipo tatuaggio, manico mnimalista in ginepro.
Sopra di lui in alto a dx è una lama che presi a sirmione è uno stiletto di riproduzione, preso a militare nel 1991, l'ho usavano i sicari,tipico perchè entra tutto compreso manico e non fuoriesce il sangue.
In basso a dx è anche lui Francese lo chiamano lingua di bue, a una chiusura a scatto particolare usato dai pastori per castrare il bestiame.
In alto a dx invece è il coltello dei randeneur, super sottile leggerissimo lo uso per le scampagnate girate in montagna ha una chiusura particolare lama superaffilata, il supporto è di mia produzione.
beh oddio economicamente (covid) non è che è stato e sarà una passeggiata, di danni ne ha creati parecchi in tutte le direzioni compreso il turismo, nelle mie zone in alcuni settori è stato un ecatombe e per settembre le previsioni sono nere
Non è proprio del tutto così... Immagina chi aveva un bar in zona uffici pubblici, qui da noi quasi tutti in smart working. Praticamente chiudono...Ovvio che il CoVid ha procurato danni economici gravi, questo è indubbio. Diverse attività non hanno più riaperto neppure qui in Alto Adige, ma nella maggiorparte dei casi si trattava di attività "ballerine" già prima del CoVid. Chi aveva le "spalle solide" e capacità organizzative è ripartito bene, anche se il lockdown qualche perdita gliela ha causata, ovviamente.
Io ho 67 anni e da almeno quaranta sento parlare di economie alternative, di green economy, di economia immateriale. E di fine dei combustibili fossili, di innalzamento di tre metri del livello dei mari etc.
Fatto è che, oggi, per ogni dieci posti che si perdono nell'economia tradizionale, se va bene ne nasce uno nuovo, spesso in un call center o in un delivering. Più si va avanti e più esplode il problema della disoccupazione giovanile. L'aspettativa di vita, irresponsabilmente, cresce, senza che si prendano provvedimenti per garantire una adeguata previdenza sociale. La suscettibilità verso qualunque iniziativa sta raggiungendo limiti parossistici, perché si dà voce a chi ha visioni ristrettissime della realtà (sempre di più il cittadino standard sposa una missione dimenticando le conseguenze di sistema, purché non gli si tocchino i propri diritti, il proprio stipendio, il proprio cortile).
Che il turismo non debba diventare una monocultura è evidente, ma il turismo è una delle attività economiche con la più ampia ricaduta di sistema (edilizia,, nuova e di riqualificazione, agroalimentare, cultura, trasporti). Certo, questo procura una forte presenza antropica, ma a meno che non si voglia essere (con il c..o degli altri) neomalthusiani, è inevitabile. Certo, i profeti dello smart working immaginano un mondo di gente chiusa in casa, avviati a un mondo stile Matrix in cui realtà e virtuale perdono i contorni, e i rapporti umani si fanno sempre più superficiali e controllabili.
Per tornare al caso in esame. Vado da quarant'anni in Val Badia. I paesi sono cresciuti, ma con la crescita è cresciuto il livello di manutenzione, di servizi , di pulizia e di attività culturale e sociale. Ma se esco di cento metri dal paese, trovo vegetazione sana, sentieri perfetti, fauna e flora nuovamente in crescita. E giovani tutti occupati e motivati.
La prospettiva LaTouche/Bergoglio mi atterrisce. Potrà piacere in astratto, ma la decrescita non è mai stata felice.
Egoisticamente a me sembrerebbe andare bene (ho la pensione, mia moglie guadagna più di me etc.) ma non sono così cieco da non capire che tra breve, sic stantibus rebus, i miei privilegi (pur ragionevoli) li potrò difendere solo con il filo spinato e l'M16, perché la storia insegna che quando qualcuno piange e qualcuno ride, prima o poi i primi si incazzano e non c'è diritto (precedente) che sopravviva...
Mentre cercavamo di far passare una legge urbanistica che permettesse almeno di riqualificare gli alberghi esitenti ormai obsoleti, una nobil, anziani, potentissima signora milanese, con codazzo di intellettuali , ci ha fatto la guerra. Peccato che tanta sensibilità ambientale era molto pelosa, considerato che la stessa possiede una grande villa praticamente in spiaggia e che gli stessi intellettuali non fanno campeggio alla Spiaggia del riso, ma sono ospiti di ville lussuose (o proprietari) in riva al mare...
Ho fatto l''intellettuale' di mestiere oer tutta la vita, ma non sono mai stato ipocrita né ho mai ignorato i problemi terra terra della gente comune che, al di là di quanto si dica, hanno il lavoro e il benessere economico al primo posto, anche se spesso, fino a che ce l'hanno, credono di avere altre priorità...
Condivido perfettamente il principio, magari con qualche adattamento alla nostra situazione sarda... Per quanto riguarda il tuo amico bolzanino, è il classico esempio di quanto dicevo. Stipendio garantito, ma non capisce che quello stipendio glielo paga il sistema produttivo, senza il quale dei suoi servigi se ne potrebbe fare a meno... Questo intendevo dire quando sostenevo che la maggior parte delle persone non riesce a comprendere che il sistema economico è completamente interconnesso e non ci sono, alla lunga, garanzie per nessuno se il sistema non produce ricchezza globalmente.Disamina coerente e ben fatta, che condivido. Il mio "attenti allo sviluppo turistico" non vuol essere un "NO al TURISMO", ma una riflessione su "quale turismo". E con "quale turismo" non intendo quello di nicchia di gente danarosa, a scapito delle classi meno abbienti, ma un turismo fatto di gente consapevole dell'ambiente, dell'ecologia, che sia disposta a rilassarsi in ferie anche rinunciando a qualche comodità. Vuoi salire al rifugio a quota 2700? Ci vai a piedi! Hai scelto un bel posto in cui però la ricezione telefonica non è buona? Pazienza, anche il tuo smartphone lavorerà meno! Vuoi farti il giro dei passi dolomitici in moto? Lo fai se non sono già transitati troppi centauri prima di te, e lo fai pianino, gustandoti il panorama, non emulando Valentino Rossi. Invece oggigiorno; si costruiscono funivie e cabinovie, strade per raggiungere luoghi impervi; si installano antenne/ripetitori dappertutto purchè il segnale sia "pIeno"; si noleggiano MTB-Ebike a gente che pensa poi di fare motocross sui sentieri, senza neppure essere capace di andare.....Ma va tutto bene cosÍ! per i politici (così hanno i voti); per gli albergatori e imprenditori del turismo (che si riempiono le tasche), e alla fine, anche per la gente comune, che si gira dall'altra parte.
Ho un amico che abita a Ortisei (Val Gardena) e a lui il turismo non porta un Euro; lavora in un Ente pubblico a Bolzano, quindi fa il pendolare.
Mi dice che il periodo più bello per lui è quando finiscono la stagione dello sci (caratterizzata negli ultimi anni da turisti ricchi e arroganti) dell'Est Europa; e da quella estiva,
.. Per quanto riguarda il tuo amico bolzanino, è il classico esempio di quanto dicevo. Stipendio garantito, ma non capisce che quello stipendio glielo paga il sistema produttivo
Mi congratulo con te Alvan.. c'è da dire che hai una visione molto ampia dell'insieme molto vasto del comparto umano, complimenti non è da tuttiIo ho 67 anni e da almeno quaranta sento parlare di economie alternative, di green economy, di economia immateriale. E di fine dei combustibili fossili, di innalzamento di tre metri del livello dei mari etc.
Fatto è che, oggi, per ogni dieci posti che si perdono nell'economia tradizionale, se va bene ne nasce uno nuovo, spesso in un call center o in un delivering. Più si va avanti e più esplode il problema della disoccupazione giovanile. L'aspettativa di vita, irresponsabilmente, cresce, senza che si prendano provvedimenti per garantire una adeguata previdenza sociale. La suscettibilità verso qualunque iniziativa sta raggiungendo limiti parossistici, perché si dà voce a chi ha visioni ristrettissime della realtà (sempre di più il cittadino standard sposa una missione dimenticando le conseguenze di sistema, purché non gli si tocchino i propri diritti, il proprio stipendio, il proprio cortile).
Che il turismo non debba diventare una monocultura è evidente, ma il turismo è una delle attività economiche con la più ampia ricaduta di sistema (edilizia,, nuova e di riqualificazione, agroalimentare, cultura, trasporti). Certo, questo procura una forte presenza antropica, ma a meno che non si voglia essere (con il c..o degli altri) neomalthusiani, è inevitabile. Certo, i profeti dello smart working immaginano un mondo di gente chiusa in casa, avviati a un mondo stile Matrix in cui realtà e virtuale perdono i contorni, e i rapporti umani si fanno sempre più superficiali e controllabili.
Per tornare al caso in esame. Vado da quarant'anni in Val Badia. I paesi sono cresciuti, ma con la crescita è cresciuto il livello di manutenzione, di servizi , di pulizia e di attività culturale e sociale. Ma se esco di cento metri dal paese, trovo vegetazione sana, sentieri perfetti, fauna e flora nuovamente in crescita. E giovani tutti occupati e motivati.
La prospettiva LaTouche/Bergoglio mi atterrisce. Potrà piacere in astratto, ma la decrescita non è mai stata felice.
Egoisticamente a me sembrerebbe andare bene (ho la pensione, mia moglie guadagna più di me etc.) ma non sono così cieco da non capire che tra breve, sic stantibus rebus, i miei privilegi (pur ragionevoli) li potrò difendere solo con il filo spinato e l'M16, perché la storia insegna che quando qualcuno piange e qualcuno ride, prima o poi i primi si incazzano e non c'è diritto (precedente) che sopravviva...
Mentre cercavamo di far passare una legge urbanistica che permettesse almeno di riqualificare gli alberghi esitenti ormai obsoleti, una nobil, anziani, potentissima signora milanese, con codazzo di intellettuali , ci ha fatto la guerra. Peccato che tanta sensibilità ambientale era molto pelosa, considerato che la stessa possiede una grande villa praticamente in spiaggia e che gli stessi intellettuali non fanno campeggio alla Spiaggia del riso, ma sono ospiti di ville lussuose (o proprietari) in riva al mare...
Ho fatto l''intellettuale' di mestiere oer tutta la vita, ma non sono mai stato ipocrita né ho mai ignorato i problemi terra terra della gente comune che, al di là di quanto si dica, hanno il lavoro e il benessere economico al primo posto, anche se spesso, fino a che ce l'hanno, credono di avere altre priorità...

Mi viene il sospetto che ti sia storto o spostato il braccetto con le rotelline del deragliatore ma ora a forza di regolazioni secondo me è tutto completamente sfasato avendo giocato troppo con i due fine corsa...Aggiornamento cambio bici, non ci capisco più niente, a salire il comando fa 9 scatti e si pianta, fine corsa, a calare scatta a vuoto anche se è già sul pignone più piccolo, ho tirato un po’ il filo, ovviamente si sposta il deragliatore verso i rapporti più agili, a questo punto entra il 32 ma non entra più l’11, è come se avesse perso corsa, io lascio tutto così e la porterò a far vedere, tanto che ci sia o meno il 32 non lo uso
Un racconto in cui tutto mi torna, salvo il fatto che per loro è troppo comodo (vizio locale) scaricare tutto sulla Regione...nel 1994 ho avuto l'opportunità di andare a Guspini a lavorare per conto di una ditta modenese, con l'accordo per rimanere lì almeno due anni
nell'occasione feci assumere alla ditta anche mia moglie e partimmo alla volta della sardegna
vi porto un paio di impressioni che mi sono rimaste da quell'esperienza
all'inizio ci guardavano tutti male, con sospetto
"Tanto lo sappiamo che venite a prendere i soldi pubblici poi ve ne scappate" , questo era un pò il leit motiv dei miei perlopiù giovani collaboratori e colleghi ( in effetti l'iniziativa imprenditoriale era supportata al 49% dalla regione sardegna )
avendo l'esperienza lavorativa di un ragazzo emiliano , formatasi in quei " favolosi anni 80/90 , dove le industrie crescevano e prosperavano come funghi nel bosco dopo la pioggia allo spuntar del sole , non riuscivo veramente a capire questa incapacità di discernere le realtà produttive fasulle da quelle serie e cercavo in ogni occasione di rassicurare coloro che mi interpellavano
abitavo nel centro del paese, vicino alla piazza con la chiesa ( dove di sera si radunava tutto il paese , spettacolo, ricordo tutto ancora con emozione ) e nei lati dell'incrocio c'erano due bar, uno quasi opposto all'altro
Quando tornavamo al lavoro dopo la pausa pranzo , non c'era giorno che non fossero pieni di persone sedute al tavolino invariabilmente occupate a bere un paio di Ichnusa e a leggere " L'unione sarda " o " La nuova sardegna "
con mia moglie ci chiedevamo come fosse possibile una cosa del genere !!
Chiesi e mi risposero che erano tutti ex minatori , che si mantenevano con la loro pensione di silicosi, vera o presunta che fosse , passavano così il tempo prima di prendersi cura dell'orto di famiglia o di fare altri lavoretti ( p.e nel viale principale , prorio sotto dove abitavo , verso le 6 della mattina , si radunava una fila ordinata di ape car , e la persona che aveva bisogno per qualsiasi incombenza si rivolgeva ad uno di loro , personalmente li ho usati un paio di volta per farmi portare la legna per il camino di casa )
quindi vedete che già allora purtroppo era palese l'incapacità da parte degli organi dirigenziali regionali a dare risposta alla gente del luogo alla ricerca di un lavoro serio e duraturo
si preferiva ( non vorrei aprire un dibattito politico su questo ) foraggiare e calmierare situazioni potenzialmente pericolose a livello sociale con donazioni , concordate ovviamente con il governo nazionale
Il problema del meridione è rimasto tale negli anni, poco o nulla è cambiato purtroppo
tengo a precisare con orgoglio che la ditta dove lavoravo, anche se ha subito con il tempo vari passaggi di proprietà , è ancora attiva
altre due cosette più leggere
La gentilezza e la generosità dei sardi ( dovuta non solo a questo esempio ovviamente )
Al mattino facevo colazione al bar e incontravo sempre quattro o cinque persone che conoscevo , li salutavo e mi recavo ad ordinare. Al momento di pagare il barista mi diceva sempre " che era tutto a posto " !!
non sono mai riuscito a ringraziare chi aveva offerto, loro uscivano alzavano il dito al barista che immediatamente capiva e io rimanevo sempre con il naso in aria imbarazzato
Alla sera, prima di mangiare , in primavera ed estate , andavo sempre in balcone a guardare lo spettacolo di centinaia e centinaia di rondini , percorrere a velocità impressionante il viale principale alla ricerca di insetti. Sempre sul balcone ricordo che avevamo una decina di nidi .....
l'unica barzelletta sarda che mi ricordo
una persona risale in macchina dopo una esagerata libaggione di Ichnusa , ubriaco
sale dietro al sedile di guida e esclama sorpreso
"boh boh, furau su vulanti "
Alvan correggi che non so se è corretto
I fine corsa Non li ho nemmeno toccati, è che si ferma bello allineato sotto il penultimo e stopMi viene il sospetto che ti sia storto o spostato il braccetto con le rotelline del deragliatore ma ora a forza di regolazioni secondo me è tutto completamente sfasato avendo giocato troppo con i due fine corsa...
Controlla anche che le guaine siano posizionate correttamente nelle loro sediMi viene il sospetto che ti sia storto o spostato il braccetto con le rotelline del deragliatore ma ora a forza di regolazioni secondo me è tutto completamente sfasato avendo giocato troppo con i due fine corsa...
Seguo.@Husqymax : ma dai, non ci si puo' fermare davanti ad un deragliatore, Metti la bici sul cavalletto e la leva nel rapporto piu' duro. Allenta la vite sul deragliatore come se volessi sostituire il filo del cambio. A quel punto il deragliatore ( ormai libero ) deve portarsi nella posizione piu' bassa ( corrispondente al 12 oppure 11). Se non c'e gia'', regola il fine corsa fino a quando non e' allineato. Se non ci arriva neanche spingendolo a fine corsa a zero, allora hai qualcosa di storto ma lo vedresti ad occhio. Se invece riesci ad avere le rotelline del deragliatore allineate con l'ultimo rapporto, allora puoi ristringere il filo del cambio e riprovare a risalire fino al 32 e riscalare tutte le marce. 10 minuti ed hai evitato un pomeriggio dal meccanico
Quoto tutto ma accettami un piccolo appuntoIo ho 67 anni e da almeno quaranta sento parlare di economie alternative, di green economy, di economia immateriale. E di fine dei combustibili fossili, di innalzamento di tre metri del livello dei mari etc.
Fatto è che, oggi, per ogni dieci posti che si perdono nell'economia tradizionale, se va bene ne nasce uno nuovo, spesso in un call center o in un delivering. Più si va avanti e più esplode il problema della disoccupazione giovanile. L'aspettativa di vita, irresponsabilmente, cresce, senza che si prendano provvedimenti per garantire una adeguata previdenza sociale. La suscettibilità verso qualunque iniziativa sta raggiungendo limiti parossistici, perché si dà voce a chi ha visioni ristrettissime della realtà (sempre di più il cittadino standard sposa una missione dimenticando le conseguenze di sistema, purché non gli si tocchino i propri diritti, il proprio stipendio, il proprio cortile).
Che il turismo non debba diventare una monocultura è evidente, ma il turismo è una delle attività economiche con la più ampia ricaduta di sistema (edilizia,, nuova e di riqualificazione, agroalimentare, cultura, trasporti). Certo, questo procura una forte presenza antropica, ma a meno che non si voglia essere (con il c..o degli altri) neomalthusiani, è inevitabile. Certo, i profeti dello smart working immaginano un mondo di gente chiusa in casa, avviati a un mondo stile Matrix in cui realtà e virtuale perdono i contorni, e i rapporti umani si fanno sempre più superficiali e controllabili.
Per tornare al caso in esame. Vado da quarant'anni in Val Badia. I paesi sono cresciuti, ma con la crescita è cresciuto il livello di manutenzione, di servizi , di pulizia e di attività culturale e sociale. Ma se esco di cento metri dal paese, trovo vegetazione sana, sentieri perfetti, fauna e flora nuovamente in crescita. E giovani tutti occupati e motivati.
La prospettiva LaTouche/Bergoglio mi atterrisce. Potrà piacere in astratto, ma la decrescita non è mai stata felice.
Egoisticamente a me sembrerebbe andare bene (ho la pensione, mia moglie guadagna più di me etc.) ma non sono così cieco da non capire che tra breve, sic stantibus rebus, i miei privilegi (pur ragionevoli) li potrò difendere solo con il filo spinato e l'M16, perché la storia insegna che quando qualcuno piange e qualcuno ride, prima o poi i primi si incazzano e non c'è diritto (precedente) che sopravviva...
Mentre cercavamo di far passare una legge urbanistica che permettesse almeno di riqualificare gli alberghi esitenti ormai obsoleti, una nobil, anziani, potentissima signora milanese, con codazzo di intellettuali , ci ha fatto la guerra. Peccato che tanta sensibilità ambientale era molto pelosa, considerato che la stessa possiede una grande villa praticamente in spiaggia e che gli stessi intellettuali non fanno campeggio alla Spiaggia del riso, ma sono ospiti di ville lussuose (o proprietari) in riva al mare...
Ho fatto l''intellettuale' di mestiere oer tutta la vita, ma non sono mai stato ipocrita né ho mai ignorato i problemi terra terra della gente comune che, al di là di quanto si dica, hanno il lavoro e il benessere economico al primo posto, anche se spesso, fino a che ce l'hanno, credono di avere altre priorità...
"Una persona stupida è chi causa un danno ad un altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita."Stupido è chi fa qualcosa che nuoce sia a sé stesso che agli altri.
Con tutte le sfumature di delinquenza associabile a ciò.
Conosco, conosco, e veniva citato già in qualche corso di formazione aziendale, per far capire che si ottiene di più col gioco di squadra, mettendo sul tavolo ognuno la sua competenza."Una persona stupida è chi causa un danno ad un altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita."
Carlo Maria Cipolla, 'Le leggi fondamentali della stupidità umana', saggio contenuto in 'Allegro ma non troppo' (editore Il Mulino, 1988): stupendo libriccino che vi consiglio caldamente, scritto da un serio professore di Storia Economica che sapeva scrivere veramente bene.