VO2max è "predeterminato" da elementi genetici che sono predominanti negli sport dove le "pure" capacità fisiologiche sono > alle capacità coordinative/tecniche richieste MA per raggiungere il proprio potenziale queste capacità VANNO allenate. Essenzialmente il vantaggio di chi ha una predisposizione all'allenamento aerobico (senza componenti coordinative/tecniche) è partire con 1) la possibilità di raggiungere un "tetto" (VO2Max) più alto in 2) tempi relativamente brevi. Quanto brevi 3) dipende dal soggetto 4) non è un processo prevedibile diversamente gli allenatori, con questi poteri di chiaroveggenza

, li utilizzerebbero più proficuamente in altri settori. L'allenamento è un *processo dinamico di prove - errori - correzioni di percorso.
L'avvicinamento tra VT2/LT/CP/FTP ecc ecc - identificabile con quel dominio potenza-tempo e VO2MAX non è infinito quindi no questo delta non diminuisce ma possono avvenire questi (tra molti) scenari dati da invecchiamento e/o deallenamento:
- ampio delta VT2-VO2 (spesso evidente nel soggetto non allenato, o con marcate capacità anaerobiche > aerobiche)
- riduzione, per riduzione delle capacità cardiache (FC MAX) massimali....del VO2MAX ma BUONA sostenibilità al carico submassimale-> questo avviene spesso come adattamento del soggetto a un carico meno "esplosivo" (si riduce anche il bagaglio di fibre glicolitiche rispetto a quelle ossidative, sempre come processo di invecchiamento over 40 anni) e sul campo con una possibile riduzione di es MMP5-8 ma una invariata stabilizzazione sui valori MMP30-60
- riduzione di Vo2max e, a cascata, di tutto quello che sta "sotto", spesso per errato percorso/obiettivi di allenamento, vedi * o, inevitabile e inesorabile (se si campa

) aumento di quel numero sulla carta d'identità.