Secondo voi che importanza ha il recupero tra 2 blocchi di ripetute o di lavori effettuati nello stesso allenamento?
Ad esempio, faccio 3x(3'+2'), recupero 10' e di nuovo 3x(3'+2').
Quanto è importante rispettare quei 10' esattamente? Se il lavoro venisse svolto, ad esempio, a distanza di 30' cambierebbe qualcosa nello stimolo allenante?
dipende sempre dall'intensità (dicasi reclutamento muscolare, dicasi +/- significativa produzione lattato) di quelle rip.
In ogni caso 30' di recupero attivo sono ampiamente sufficienti per un recupero da qualsiasi sforzo MA bisogna vedere/valutare se quello è il reale obiettivo di quel carico.
Sulla densità delle rip l'impostazione norvegese (decine di articoli usciti in questi ultimi mesi), a sua volta una rimodulazione di quanto proposto da decenni con Lydiard descrive gestioni "interessanti".
TL;DR intensità controllate su livelli lattato per un numero pienamente gestibile di minuti, per un numero mediamente sostenuto di rip (rispetto al tempo totale sostenibile senza pause per quell'intensità) CON poco/chissimo recupero tra le rip.
Indipendentemente da questo approccio sostanzialmente il concetto è semplice: modulo i tempi di recupero per rendere le rip.
a) fattibili (es controllo e deplezione W')
b) senza compromettere ripetibilità e qualità di quel carico, possibilmente dalla prima all'ultima
c) in genere massimizzando il tempo di carico per ampliare al massimo (sostenibile) il lavoro a quell'intensità rispetto al suo uso continuativo (es su CP, sostenibile continuativamente per 25-35'....lavorare in modo di estenderlo con brevi recuperi che permettano di gestire quell'intensità per >25-35' sommando tutte le rip...)
d) contemporaneamente non "staccando" eccessivamente l'impegno -anche mentale- su quel carico ( = no pause eccessivamente lunghe).