Legge che evidentemente non conosce o non gli è stata notificata.. perchè le circolari del ministero dei trasporti sono molteplici (non solo una che può essere sfuggita)
Il problema è che non parliamo di legge, ma di quella che va sotto la categoria della "prassi" (circolari, pareri, interpelli...): ed al di là della questione formale del valore legale c'è quello molto più pragmatico della disseminazione. questi documenti non vanno in GU, non ci sono "raccolte" ufficiali: per cui non è strano che passino inosservate, specialmente se riguardano aspetti non di grande interesse.
Detto questo, se a me un utente mi facesse notare, con tanto di estremi dell' atto, l'esistenza di una disposizione o di un chiarimento ufficiale che disponesse di fare in un modo diverso da come normalmente faccio, come minimo andrei a cercarla per verificarla.
A mio avviso comunque la legge è chiara:
Il Codice della Strada definisce (art. 3, comma 1, n. 39) la pista ciclabile come: “Parte longitudinale della strada, opportunamente delimitata, riservata alla circolazione dei velocipedi“.
Se ci fosse scritto "esclusivamente riservata" sarei d'accordo sulla chiarezza. Scrivendoci solo "riservata" possiamo ipotizzare che quella fosse l'intenzione del legislatore ma non ne abbiamo la prova. Il fatto stesso che il Ministero (allora dei Trasporti) abbia dovuto/voluto dare una "interpretazione autentica" dimostra che tutta questa chiarezza in realtà non c'era (e continua a non esserci).
Aggiungo una considerazione tecnica, attenzione a non cadere nel tranello di considerare tutte le piste con il cartello bici + pedone come ciclopedonali: se bici e pedoni sul cartello sono fianco a fianco separati da una sbarretta quella è una pista ciclabile + corsia pedonale e vale come pista ciclabile tout court.
Quindi se mi mandi sulla ciclabile fai in modo che sia percorribile dai velocipedi e multi chiunque altro la occupi..
E questa è esattamente la "difesa" che userò il giorno che mi dovessero multare per non aver percorso l'unica ciclabile "vera" della mia città. In salita la faccio e scanso i runner, pedoni e c., in discesa non sono disposto a correre il rischio. A scelta del Comune, o fa rispettare l'uso esclusivo o la "declassa" a ciclopedonale (ed a quel punto io sono libero di non percorrerla). So già che è una difesa inefficace sul piano giuridico, ma per fare una giornalata e alzare un po' di polverone senz'altro sì.