complimenti giumbi, bel resoconto e quando hai voglia e tempo faccio cortesemente "RADIOCORSA" delle tappe
Be', sai radiocorsa...se ti basta quello che ho potuto vedere io...
Prima tappa, la GF.
Là io mi sono subito rovinato la classifica perchè, pur in presenza di molta salita, più dura di quanto mi aspettassi, sono voluto per forza andare dietro a quello che aveva vinto il Giro d'Italia UISP lo scorso anno ( era lo scopo per cui mi ero presentato in Sardegna ) scoprendo amaramente, quando ormai era troppo tardi, quanto più forte di me fosse in salita. L'ho retto, con fatica nella prima ma poi, perdutolo in discesa, ero così finito che non sono riuscito neppure a reggere il ritmo del gruppo composto dalla gente della mia forza, i quali, salendo regolari del loro passo ( beffa ! ) lo hanno alla lunga raggiunto mentre io sono arrivato con 7 minuti di distacco ( addio classifica fin da subito ! ).
Sostanzialemte, i primi in classifica non gli ho mai visti.
La seconda tappa, tutta pianura ( per recuperare !

), come piace a me, peccato si sia finito ad oltre 40 km/h.
Comunque in questi frangenti riesco bene a stare davani e a vedere e gustarmi la corsa da posizione privilegiata.
Alla faccia del riposo ed alla faccia del recupero, dopo non molti km sono cominciati gli scatti ed i tentativi, tra cui l'Airone non mancava mai di proporsi ( suo anche il primo tentativo assoluto di tutto il Giro, il giorno prima ) ed io stesso cercavo di stare viglile e pronto, nel caso si presentasse l'occasione; anzi, in uno strappo duretto, partito Frigo, mi sono subito accodato.
Peccato che l'ingenuo dopo un po' si è spostato ipotizzando un cambio che gli avrei dovuto offrire allo stesso ritmo suo...ergo, fine del tentativo e colossale arrivo in massa del gruppo con evasione negli ultimissimi metri del solo Bettini ( Salieri ) il quale, nella sua categoria ha vinto tutte le tappe tranne una ( sapete chi ha vinto l'altra ? ).
Terza tappa, la cronometro, ne ho già parlato e non mi dilungo ulteriormente; però, il 18 tempo assoluto, il quinto di categoria a 43,65 km/h di media ( in 20 km di cui 11 in leggera salita ), in condizioni atmosferiche assolutamente regolari, mi ha dato davvero soddisfazione.
Quarta tappa, ultima di pseudo pianura ( sarda, con quel che ne consegue in termini di strappi e strappini ) e due salite, ma con dislivello complessivo inferiore ai 1.000 metri, altrimenti, addio Giumbi !
Essendo l'ultima che potesse permettere colpi di mano, gli scatti e i controscatti hanno cominciato a susseguirsi fin dal primo km al ritmo di uno ogni 100 metri.
Io ho avuto la fortuna di accodarmi ( e lì per lì sono stato pure un attimo titubante, visto che dei 120 km previsti ne mancavano ben 95 ! ), per ultimo, ad un tentativo formato da ottimi passisti i quali tutti indistintamente hanno dato fino in fondo il loro contributo senza risparmiarsi.
E non poteva essere diversamente, se con due salite e vari strappi e strappetti la fuga è andata in porto, ad oltre 40 km/h di media con il gruppo Frigo/Negrini ad inseguire ( anzi, mi è stato detto, da chi c'era, che, nonostante in fuga avesse un suo compagno, il secondo abbia costretto il primo ad inseguirlo controvoglia quando il " Negro " come lo chiamano loro, ha prodotto un paio di sparate su due salite ).
La volata, poi, per me, è andata com'è andata.
La tappa successiva, la cronosquadre, bella ed interessante per evidenziare la differnza tra chi si dedica con mezzi, professionalità e capacità a questo esercizio e chi si arrangia come può; indubbiamente il risultato è stato falsato anche dalle condizioni atmosferiche ma siccome nell'ordine di classifica questo dato non appare, noi ci siamo comunque portati a casa un bellissimo 11° posto assoluto, 4° tra coloro che partecipavano al percorso lungo, ad oltre 42 km/h di media.
La sesta tappa era l'incubo che mi ha accompagnato per tutta la settimana e l'Airone ne sa qualcosa che si è dovuto quotidianamente sorbire ogni mio genere di lamentele ma alla mia età, correre 7 giorni su 7 è duretta.
Lunga e impegnativa, 115 km con 8 km di salita, in cui forse avrei potuto provare a reggere i primi un po' di più se non avessi avuto il folle terrore della successiva salita di Lula ( paese di difficile definizione, nel suo attraversamento non ho visto una macchina, una persona, le case ed i negozi tutti chiusi e sbarrati, sembrava abbandonato da Dio e dagli uomini ! ), 14 chilometroni belli tirati, infiniti, e poi, il definitivo, terminale, spauracchio del mostro Monte Senes, mulattiera di 6 km, con pendenza media complessiva superiore al 10% nonostante la presenza di 2 discese, con gli ultimi 3 km al 16% medio e al 21% massimo.
Giumbi va ovviamente alla deriva più totale, perde il 5 posto di cat. e il 19 assoluto e, in più, arrivato in cima leggerissimamente sudato, si becca pure tosse, raffreddore e mal di gola in quanto, a quell'altezza l'aria, complice anche il vento, la mancanza di sole e l'infinita discesa per rientrare, era freschina anzichenò.
Nell'ultima tappa i giochi per le posizioni di rincalzo sono fatti, i comprimari arrivano tutti insieme nonostante una salita molto lunga ma poco selettiva mentre i bigs si disputano la vittoria che, in realtà, fin dalla sera prima, era già ben chiaro a chi avrebbe arriso.
Questo è quello che ho potuto notare io, ben più interessante potrebbe essere un resoconto dell'Airone capace di notare 10 volte tanto le cose che noto io, concentrato spesso solo e soltanto sulla ruota di quello davanti.