Ecco esatto, chiamiamola preparazione "inversa" rispetto a quella cosiddetta tradizionale, dove si lavora prima alle intensità più basse e solo successivamente a quelle più alte.
Da un paio di anni sto provando anche io a iniziare a gennaio con qualche lavoretto breve ma ad alta intensità (accelerazioni brevi in Z7 con rapporto lungo e 30+30 in Z6),
Il principio potrebbe essere quello di fare, a inizio "preparazione" e quindi lontano dalla stagione più interessante (primavera), le esercitazioni meno specifiche ai fini di ciò che si ha come obiettivo (per me, uscite lunghe e GF con salite), e poi successivamente spostarsi sempre più verso quelle più specifiche (es. ripetute lunghe in Z4, salite medie e lunghe), con uscite che in realtà non necessitano di particolare struttura (in una uscita con salite non è necessario inventarsi gran che, se non il numero e l'intensità da tenere, salita dopo salita).
Fra l'altra questa impostazione di progressione per me va molto d'accordo con disponibilità di tempo (uscite infrasettimanali brevi in pausa pranzo), meteo e temperatura (in inverno fa freddo e salita se ne fa meno), e orografia (vivo in pianura, le salite sono lontane e ci si arriva solo nel weekend).
Quindi , rispondendo alla domanda del topic, si tratta di un protocollo di allenamento magari anche "nuovo". Ma il vero problema nel mio caso è che è il ciclista ad essere old (school)...