Il mio ragionamento sulle griglie non nasce dall'idea che cambiare il criterio faccia magicamente tornare le migliaia di iscritti (o decina di migliaia, per qualche manifestazione) che si facevano venti anni fa. Ed, infatti, non ho detto che il cambio criterio griglia sia la leva decisiva per aumentare i numeri.
Sto solo provando a sottolineare come, in un contesto difficile, ha forse senso migliorare quello che si può migliorare a costo zero o quasi. Se le partenze sono più ordinate, più omogenee e più sicure, l'esperienza complessiva migliora. Se uno fa una GF e la vive bene, torna più volentieri. Se vive nervosismo, pericoli e caos nei primi 15 km, magari la volta dopo ci pensa due volte anche se gli regalassero la partecipazione.
Sono poi d'accordo sul fatto che esistano mille modi diversi di vivere il ciclismo oggi rispetto a 15–20 anni fa e, proprio per questo motivo, queste manifestazioni devono forse evolversi e non restare identiche a se stesse.
È davvero così impossibile “sacrificare” un paio di edizioni per testare un criterio diverso e valutarne gli effetti?
Per citare un esempio la Gran fondo del Prosecco ha cambiato decisamente format: era una gran fondo competitiva, che tra l’altro consentiva se facevi buoni tempi l’avanzata in griglia per l’anno successivo; ora da anni ormai è non competitiva, basata sul far conoscere il territorio ed essere una eccellenza della ospitalità, si svolge nel periodo della vendemmia con questa formula:
Percorso unico di
100 Km, accessibile a tutti, e totalmente chiuso al traffico!
Il costo dell'iscrizione per i partecipanti individuali è di
57 €, oltre all'acquisto del chip (comunque
facoltativo) al costo di
6 €. Per le squadre, con minimo
10 partecipanti, la quota viene ridotta a
52 €.
Non ho idea di che numeri facciano, ma hanno cambiato target, mentre noi stiamo a discutere se avere le griglie per merito (abbastanza utile) piuttosto che avere le classifiche per merito (inutile se alla fine ti ritrovi 5 categorie, per dire, che comprendono distacchi tra l’una e l’altra di più di mezz’ora, se non di più).
Non solo le manifestazioni devono evolversi, ma ragionare sulle prestazioni continua a tenere in piedi un sistema che è già morto. Ovviamente nulla si crea dal nulla, spesso è una evoluzione di qualcosa preesistente, ma più si continuano a proporre cose finalizzate alla sola classifica e celebrazione della performance, e più il sistema si contraddice: il ciclista che sta dando il massimo e ci crede si domanda: ma perché dopo 1 ora mi ha già superato la macchina di fine corsa, gli incroci non sono più presidiati, perché fare la volata con questi tizi al mio fianco che non so che categoria siano?!?
A questo si aggiungono le condizioni delle strade i costi etc. tutte cose vere e già dette. Il risultato è che il ciclista scappa da questa modalità, si sente preso in giro. Ah, però poi arriva qualcuno e dice: da oggi avrai le classifiche per categoria di merito. Ma tutto il resto resta uguale: è questo il punto.
La gente ha aperto gli occhi, dopo aver chiuso il portafoglio. Stanno sparendo anche gli espositori che da sempre accompagnavano questi eventi e facevano sentire nel suo mondo il ciclista che arrivava il giorno prima. Tutti fuggono, i prezzi aumentano, i comitati organizzativi pensavano che i ciclisti non si sarebbero accorti che era meglio cambiare aria?!?