Generalmente i motivi che spingono a variare il posizionamento in bici sono due:Saranno vent’anni che pedalo con una certa postura “tradizionale”,con i dovuti cambiamenti dovuti all’età che avanza,non nascondo che vorrei provare un avanzamento maggiore,manubri più stretti,pedivelle più corte,ma poi fondamentalmente sono sempre restio ad uscire fuori da una quadra che nel bene o nel male mi ha garantito un certo confort e lo stare lontano da infortuni.
Ma non nascondo che ho sempre il dubbio che una evoluzione di posizione,magari mi aiuterebbe ad esperime maggior efficienza nella pedalata.
1) risolvere criticità e/o migliorare il comfort
2) ottimizzare la performance
Nel tuo caso mi sembra di capire che la motivazione sia la seconda....ci sta pertanto farsi qualche scrupolo per paura di "intaccare" quell'equilibrio acquisito e consolidato negli anni (anche perchè i cambiamenti necessitano poi di tempo per essere metabolizzati e questo potrebbe voler dire sottrarre tempo alla preparazione).
Credo sia molto più facile decidere di sperimentare quando alla base c'è qualche situazione critica da risolvere o semplicemente se non ci si sente pienamente a proprio agio sulla bicicletta (a maggior ragione se non ci sono eventi da preparare durante la stagione).
Mosso dal voler assecondare le sensazioni che avevo ormai da tempo mentre pedalavo e andando contro anche alle indicazioni dei vari biomeccanici a cui mi sono rivolto negli anni (che di fatto hanno sempre elaborato assetti molto sovrapponibili), da qualche tempo ho iniziato a sperimentare, specialmente nelle ultime settimane, ovvero da quando ho inaugurato la nuova bicicletta disc e relativa componentistica.
Già sulla vecchia rim brake avevo deciso di avanzare/alzare la sella, arretrare leggermente le tacchette, ruotare verso l'interno le leve dei comandi, giocare con l'altezza manubrio, fino a decidere di sostituire il manubrio e rimontare la versione più stretta che avevo ancora in casa.....ho voluto testare anche un paio di selle che sulla carta non rispondono propriamente ai canoni di sella ideale per me.
La sensazione fondamentalmente era quella di non sentirmi "sopra" il mezzo, ma di pedalare sempre un pò "da dietro" (abbassando eccessivamente il tallone in fase di spinta) e di dovermi allungare per raggiungere il manubrio (più che altro i comandi), anzichè "caderci sopra".
Credo che la direzione intrapresa sia quella giusta e in buona parte (non tutto) è stata confermata anche da un centro IdMatch al quale mi sono rivolto ultimamente (lo ammetto, solamente per togliermi la curiosità di provare la loro smart bike e il sistema di mappatura della pressione sulla sella)....teoricamente dovrei montare un manubrio con attacco più lungo e passare a un reggisella 0 offset per avere un fissaggio più centrato della sella che monto attualmente e/o per poter montare alcune selle che ho in casa (con le quali non riesco a riportare l'arretramento desiderato a causa della lunghezza/posizionamento del carrello), ma per il momento vado avanti con quello che ho già montato sulla bici.
Non so se nel lungo periodo queste modifiche porteranno ad avvertire qualche fastidio o meno (domenica scorsa terza uscita/primo lungo della stagione da 5h e +2000mt senza accusare nulla di particolare), ma finalmente mi sento "sopra" la bici, avverto una spinta verticale sui pedali e "cado" sopra al manubrio....a dire il vero mi sento probabilmente anche un filo troppo raccolto, ma monto una sella (Fizik Argo Vento) che porta sicuramente a sedersi più avanti rispetto a una sella più tradizionale tipo Fizik Vento Antares che monto da tempo sulla vecchia rim brake.
Bene anche le leve comandi sulle quali ho estremizzato (almeno per i miei standard) un pò la rotazione verso l'interno, aspetto che facilita e rende molto naturale la transizione tra le varie prese, senza penalizzarmi a livello di stabilità nella guida.