Non intervengo mai in questa discussione perchè il livello è molto alto e di solito mi limito a leggere e non sempre afferro in toto. Riporto però una mia esperienza e quì le menti più elastiche possono trovarci qualcosa di interessante. Tutti gli anni, nei primi 10 gg di settembre, ho la fortuna di recarmi sulle Dolomiti a Soraga per pedalare in tranquillità sulle salite e strade fra le più belle che abbiamo. Mi amoglie è solita camminare per sentieri facendosi anche dei considerevoli dislivelli. Un giorno, sicuro delle mia capacità aerobica, l'ho seguita per un buon 7 km di salita fino al rifugio Baita Sagantini partendo dal Passo Rolle. Nulla di impossibile, ma sembre è comunque con quella salitella costante che tanto assomiglia al salire le scale. Non ti dico poi per scendere...più difficile che salire, non tanto per il colpo che prendi quando devi fermare il piede, ma per il dolore all'alluce. Scarpe non adatte ed inesperienza!
Bene, dopo la doccia, mi facevano male persino i capelli e l'indomani avrei voluto pedalare. L'ignoranza e il sottovalutare la camminata, mi hanno accompagnato nel letto sicuro che non sarei uscito.
La mattina seguente, stavo leggermente meglio e sono comunque uscito per una sgambatina defaticante.
Senza pensarci arrivavo a Canazei da Soraga con molta tranquillità.
Mi sono detto: "provo a fare 2 pedalate sul Pordoi per vedere come sto, ma sicuramente ho le gambe a pezzi".
Bene, andavo su con la sensazione che mi spigessero in due da dietro!
La fase di spinta avveniva senza che io dovessi pensare di farla, non so se iresco a spiegarmi!
Successivamente mi dovevo solo concentrare sulla fase di richiamo e più lo facevo e più salivo repentinamente.
Oggi non ripeto più quelle salite a piedi causa poco tempo e mancanza di voglia, ma ora so perchè un mio paesano, mi diceva sempre....10 anni fa, quando il nostro allenatore ci preparava in inverno, ci faceva "salire le scale con le valigie nelle mani"....