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Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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ciao Roberto,che ne pensi del PowerBreathe Plus?

come altri prodotti di questo tipologia hanno un limite "funzionale" nella loro specificità e trasposizione di effetto su prestazione che non sia l'esercizio in sé (=respirare senza carico contro resistenza)
1) far lavorare la muscolatura intercostale creando una resistenza artificiale e in ogni caso mai simile a quella di intensità da sforzo reale
2) esercitare in maniera settoriale la muscolatura respiratoria senza però avere una completa "attivazione" del sistema cardiocircolatorio (= effettivo incremento Vo2max)

non li cito singolarmente, ma per chi è curioso:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19780375
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18974712
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18603575
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11504589
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11421512
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17874123
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18641709
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10912887
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18308881
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15322855
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21988265
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21347970
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20351576
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19841931
 
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Audax

Pedivella
12 Gennaio 2008
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Canyon Ultimate CF 8.0

Grazie
 

mototrr

Pedivella
30 Novembre 2009
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Savignano sul Rubicone
3btraining.it
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bianchi

Interessante e prospettivo articolo che conferma la mia personalissima e intima convinzione.

con la volontà si supera il proprio limite/fisico.

Il mio esempio personale è che per come sono fatto, non mi piace stare a "soffrire" più di tanto quando sono in quella situazione tipo "NON STACCARTI DAI!!! SO CHE FA MALE MA TIENI DURO!!!! DOVRA' PUR MOLLARE ANCHE LUI"

Poco dopo mi dico: "MA CHI ME LO FA FARE????....VUOI RISCHIARE DI FARTI MALE PER LA BICI???"

E inesorabilmente mollo!!

dacisi quindi di ripetere il più possibile quella condizione di "MA CHI ME LO FA FARE???"

alla fine dopo tempi X, quella condizione risulta più sopportabile, ma io non sono un preparatore e vorrei tanto saper fare di più e meglio.


Ciao Roberto, ti leggo sempre e con tanto interesse.
 

Castyo

Apprendista Velocista
22 Aprile 2011
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Canyon Ultimate CF
Io quando sono fuori soglia in salita e voglio continuare a spingere, spesso o salgo con "carattere aggressivo, quasi arrabbiato" altre volte salgo "ridendo della fatica" (so che puo' sembrare assurdo) eppure mi sono tirato ben 60-70 secondi a 202-207 bpm.
Poi spianato naturalmente ero cotto come una bestia
 

nemorino

Ammiraglia
24 Febbraio 2009
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Trek Emonda SLR
Domanda (non mi pare se ne sia già parlato): Come si può preparare al meglio una crono/cronoscalata estremamente breve?

Parlo di crono/cronoscalata riferendomi a quelle gare in salita di 3-4-5 k
che non presentano pendenze estreme (max 6-7%) e comunque prevedono tratti pianeggianti

Insomma gare di durata breve, 7-8-9-10 minuti dove credo conti molto la componente anaerobica e dove davvero si va a tutta spremendosi come limoni (mi vengono in mente gli 800 metri in atletica)

La gestione di gara immagino sia partire a tutta ed arrivare a tutta ma esiste una metodologia che permetta di preparare al meglio il fisico a "tenere" al massimo per quei 7-10 min fatti a tutta e fuorisoglia spingendo in salita rapporti di tutto rispetto?

Grazie mille
 

ROAD BIKE

Pignone
30 Gennaio 2012
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wilier
Ciao Roberto.
Ho letto un articolo in rete in cui si parla del carico interno.
L'autore lo usa come riferimento per modulare il carico esterno.
Ora mi domando (ben sapendo che il carico interno non e una grandezza misurabile strumentalmente ma solo a livello percettivo o/o per esperienza) che ne pensi dell'idea esposta nell'articolo, in cui si evince che allenandosi il giorno dopo un allenamento intenso, quindi con un carico interno alto, per ottenere gli stessi benefici/effetti del precedente allenamento basta eseguire un allenamento modulato al ribasso.
Se questo fosse realmente applicabile come si potrebbe coniugare con il power meter?
Ad esempio avrebbe senso sostenere che la FTP possa essere un valore variabile in base al carico interno e per questo modificabile giorno per giorno e quindi anche le relative zone d'allenamento, il TSS, If, ecc. ecc?
il link in questione è questo [URL="http://www.performanceengineering.org/2011/03/00108/"][URL="http://www.performanceengineering.org/2011/03/00108/"][url]http://www.performanceengineering.org/2011/03/00108/[/URL][/URL]

Grazie dell' attenzione
[/URL]
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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n+1
una corretta modulazione del carico nel microciclo, indipendentemente dai riferimenti/strumenti utilizzati, prende già in considerazione l'ottimale adattamento rispetto ai carichi dei gg precedenti in funzione del macrociclo in corso.
Non necessariamente quindi una strutturazione FISSA di carico 3:1, 2:1, 1:1 nel rapporto gg di carico/recupero è funzionale, anzi non lo è quasi mai: a seconda del calcolo sul carico acuto e cronico l'utilizzo di tali rapporti nel carico cambia.
Ovviamente con un misuratore di potenza si possono ottenere tali curve in modo preciso (a differenza di una valutazione mediata da TRIMPs) ma analisi e feedback dell'atleta sono sempre essenziali nel cambiare, ove necessario, e correggere il carico in corso.
 

cancellara

Pignone
3 Ottobre 2008
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Domanda... secondo te durante il periodo invernale possono coesistere uscite in bici di fondo(1-2ore, 70% di soglia, 100rpm circa) e allenamenti in palestra con esercizi tipo squat, affondi, pressa, leg extension e quant'altro? premettendo che nessun atleta è uguale a un altro e che per questo l'allenamento non deve essere identico per tutti... le due cose possono essere fatte contemporaneamente oppure no?
 

sepica

Ammiraglia
10 Agosto 2004
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BMC slr01 TREK Madone
Roberto alla luce della tua esperienza e conoscenza...
qualè il tuo pensiero sull'avvento di tante nuove nazionalità che stanno emergendo in questi anni ?
Tu avevi già espresso un parere dicendo che le nazioni di provenienza anglosassone hanno nuove metodologie di allenamento basate su programmi di allenamento basati sul wattaggio piu metodici e precisi direi.

A parte questa analisi giusta è possibile che l'esplosione degli australiani inglesi canadesi nonchè americani è data solo da una evoluzione degli allenamenti ??
e altra domanda ....Ma perché ci sono tanti Ucraini Bielorussi e altre nazionalità del vecchio blocco sovietico, mi domando come nazioni cosi meterelogicamente penalizzate nonche poco sviluppate nonchè penso con delle condizioni stradali insuffcienti possano sfornare tanti campioni e sopratutto tanta cultura ciclistaica. ??
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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n+1

tutto si può fare ma non tutto è necessario.
Considerando che nella maggior parte delle prestazioni ciclismo la forza in sé non è una componente limitante la prestazione ma che spesso le limitazioni maggiori (anche e soprattutto in atleti amatori, con minor tempo a disposizione per allenarsi) sono di origine aerobico, è generalmente più appropriato rivolgere l'attenzione su questo secondo aspetto.
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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n+1
risponderò più approfonditamente nei prox gg perchè ora non ho tempo sufficiente per una risposta più completa.
Sottolineo però che parti da preconcetti molto pesanti: in molti paesi dell' ex blocco Est Europeo, anche per condizioni climatiche e logistiche, hanno (ma soprattutto avevano) scuole di ciclismo (svolto prevalentemente in pista) che probabilmente pochi paesi occidentali hanno avuto.
Povertà dei "mezzi" (ma quanti velodromi coperti abbiamo in Italia?) non è sempre sinonimo di povertà nei "contenuti", anzi può essere benissimo il contrario.
Hanno sfornato più teoria questi paesi dalla (come asserisci) "sottosviluppata" cultura ciclistica di molte nazioni più blasonate, che anzi hanno prodotto veramente molto poco a livello teorico e di letteratura (come l'Italia).
L'emergere di nuove nazionalità poi è spesso anche, semplicemente, il ridimensionamento, a livelli inferiori rispetto al passato, perché non adeguate a nuovi livelli di sapere/applicazione, di altre.
 

sepica

Ammiraglia
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spero di non essere stato frainteso, io intedevo cmq dire che sono nazioni che non hanno cultura ciclistica ma nel senso buono , come noi x dire non siamo dei grandi hockeisti o chessò giocatori di tennistavolo, ma per cultura mica perche siamo sottosviluppati, tu affermi che c'e' una buona cultura di pista, e me ne compiaccio, ma appunto poi dalla pista alla strada ce ne passa considerando che il fattore metereologico dice la sua e le condizioni delle strade sono quelle che sono , ma senza offesa.
 

matroma92

Passista
19 Giugno 2011
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Canyon Ultimate CF SL; Specialized tarmac comp

Non è vero che ce ne passa! La multilateralità è molto importante. Al nord ad esempio hanno una grande cultura di ciclocross e pista, e la strada sta dimostrando che fanno molto bene a curare questi aspetti. Come in australia curano molto la pista, e così in inghilterra... Noi abbiamo trascurato troppo questi aspetti e ora stiamo pagando. Secondo me l'Italia aveva una buona tradizione ciclistica, ma ora la sta perdendo, e non solo perché non dominiamo più, ma perché abbiamo perso la multilateralità (prima molti campioni si dedicavano anche alla pista) e stiamo pagando su strada.
 

sepica

Ammiraglia
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intedevo dire appunto nella logica del mio discorso che in quei paesi laciato il "parquee" della pista si trovano in strade piene di fango sale freddo magari buche pioggia etc etc etc
 

matroma92

Passista
19 Giugno 2011
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Canyon Ultimate CF SL; Specialized tarmac comp
intedevo dire appunto nella logica del mio discorso che in quei paesi laciato il "parquee" della pista si trovano in strade piene di fango sale freddo magari buche pioggia etc etc etc

Non so come siano le strade al nord e come si organizzino i corridori per ovviare a questi problemi (sempre che veramente ci siano)... Ma in fin dei conti noi stiamo meglio di loro?!
 

Roberto Massa

t.me/massarob
11 Marzo 2008
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n+1
certo che ho capito il senso. Paese povero= poco sviluppato nella cultura sportiva.
Ci sarebbe da aprire tutto un capitolo su quanto questo non fosse vero anche perché sono subentrati altri elementi (propaganda politica attraverso lo sport, estremizzazione=doping della ricerca della performance...)
Passato=> http://en.wikipedia.org/wiki/Sports_school

altro:
Quanti dei punti sottolineati sono attuati nella "avanzata" Italia? (senza estrarre il jolly "ora c'è crisi", si può andare indietro anche di 50-60 anni). Probabilmente e prevalentemente D + E.

Presente=>http://www.bbc.co.uk/worldclass/15718101

Solo per fare un esempio il concetto di periodizzazione nello sport l'anno introdotta allenatori e "teorici" di questo periodo e "blocco", così come molte delle teorizzazioni sul carico allenante per non parlare di molti lavori legati alla forza.
Ragionare poi a compartimenti stagni (pista= performante solo su pista) è alquanto riduttivo e semplicistico, anzi la capacità di lavorare a livello multilaterale/multidisciplinare è un elemento basilare in quelle "metodologie" passate.
Al contrario spesso specializzazioni ultra precoci hanno minato la crescita di talenti....sarà perché si pensa che "dalla pista alla strada ce ne passa"?
 

sepica

Ammiraglia
10 Agosto 2004
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non so come detto , a parte che tante cose non le sapevo (infatti ho chiesto :) ), ho la visione distorta della cosa ma io in quelle strade grige con quel tempo grigio le macchine grige i volti grigi, il sole grigio le montagne grige, non ci vedo dei ciclisti con il completino sgargante chesso della Farnese con bici luccicanti bianche che pedalano tra una bottiglia di vodka e un AK47 mo la sto a di grossa
 
Stato
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