abbigliamento su aliexpress

albertissimo

Passista
1 Settembre 2008
4.301
2.871
Mestre (Ve)
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Cannondale S6 Dura Ace
Mhhhhhh, potrebbe essere contraffazione... non mi convince...
Grazie, comunque. Non conoscevo il marchio di integratori.
Allora Te la spiego per bene.
Se vai su Google e digiti Etixx trovi la marca di integratori.
Guarda con attenzione la grafica del marchio. Dopo la seconda "x" c'è un baffo rosso che sembra una "L".
La marca di integratori (Etixx) è sponsor di una delle squadre World Tour più importanti e vincenti.
Orbene, la marca di abbigliamento cinese (Etixxl) gioca su questa, diciamo, ambiguità.
Nel senso che la grafica è perfettamente uguale, ma quello che nel marchio di integratori è un elemento grafico, nella marca di abbigliamento cinese diventa una L (Di colore rosso).
Quindi tecnicamente non è una contraffazione in quanto seppur il marchio è uguale, la categoria merceologica ed il luogo di registrazione del marchio sono diversi.
In parole povere, non esiste una marca di abbigliamento occidentale che il marchio di abbigliamento cinese copia pedissequamente.
Sfruttano la riconoscibilità di quel marchio nel settore ciclistico per vendere abbigliamento, e quindi beni diversi da quelli per cui il marchio è stato registrato.
(Molti anni fa il titolo della mia tesi di laurea è stato: "La tutela dei marchi che godono di rinomanza". Ovvero di quei marchi che per diffusione ed importanza beneficiano di una tutela superiore che travalica il settore merceologico per il quale sono stati registrati. Esempio classico è la Coca Cola, registrata nel settore alimentare. Non posso fare magliette con il marchio Coca Cola senza pagare la royaltie al titolare).
Spero di essere stato sufficientemente chiaro.
 

mieicodici

Gregario
3 Maggio 2010
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colnago
@inesfra Etixx è una marca di integratori per lo sport nonché uno sponsor di una squadra World Tour.
Tecnicamente non è un tarocco.
Sulla qualità della maglia non posso dire nulla.
Io ho ordinato e ricevuto la maglia intima acquistata nello stesso negozio.
Non è per correggerti, ma la marca in questione è ETIXXL con la elle finale e non ETIXX, anche se il logo è uguale :azz
ciaoo
p.s. solo dopo che ho letto tutto il post ho visto che già era stato fatto notare :D
 
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EliaCozzi

Scalatore
2 Marzo 2016
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www.eliacozzi.it
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Costelo Aeromachine, BTwin FC7, Workswell 226, Seraph TT-X2, Og-EVkin CF054
Allora Te la spiego per bene.
Se vai su Google e digiti Etixx trovi la marca di integratori.
Guarda con attenzione la grafica del marchio. Dopo la seconda "x" c'è un baffo rosso che sembra una "L".
La marca di integratori (Etixx) è sponsor di una delle squadre World Tour più importanti e vincenti.
Orbene, la marca di abbigliamento cinese (Etixxl) gioca su questa, diciamo, ambiguità.
Nel senso che la grafica è perfettamente uguale, ma quello che nel marchio di integratori è un elemento grafico, nella marca di abbigliamento cinese diventa una L (Di colore rosso).
Quindi tecnicamente non è una contraffazione in quanto seppur il marchio è uguale, la categoria merceologica ed il luogo di registrazione del marchio sono diversi.
In parole povere, non esiste una marca di abbigliamento occidentale che il marchio di abbigliamento cinese copia pedissequamente.
Sfruttano la riconoscibilità di quel marchio nel settore ciclistico per vendere abbigliamento, e quindi beni diversi da quelli per cui il marchio è stato registrato.
(Molti anni fa il titolo della mia tesi di laurea è stato: "La tutela dei marchi che godono di rinomanza". Ovvero di quei marchi che per diffusione ed importanza beneficiano di una tutela superiore che travalica il settore merceologico per il quale sono stati registrati. Esempio classico è la Coca Cola, registrata nel settore alimentare. Non posso fare magliette con il marchio Coca Cola senza pagare la royaltie al titolare).
Spero di essere stato sufficientemente chiaro.
Scusa se approfitto della tua competenza in materia con delle domande.
Se non hai tempo per darmi la risposta, grazie lo stesso. Capisco che si tratti molto spesso di un confine legale molto difficile, ma visto che la spiegazione di cui sopra è molto chiara e convincente, cerco di capire più o meno quali siano i limiti in cui muoversi tra gli infiniti prodotti di Aliexpress
  1. compro una maglia identica a quella della Astana, dato che la Astana non fa abbigliamento ma è solo uno sponsor, che io l'abbia comprata dal fornitore ufficiale o da un venditore qualsiasi su Aliexpress non si tratta di una contraffazione?
  2. compro su aliexpress una maglia marcata Northwave
    1607638346073.png
    dato che l'italiana Nortwave produce abbigliamento per ciclismo, in questo caso parliamo di contraffazione? Anche se il marchio non è proprio identico identico a quello italiano, ma a prima vista lo è palesemente?
  3. Telaio bici identico per forma e geometria a quello di una nota marca di bici (BMC), ma marcato Costelo. Il nome BMC non compare da nessuna parte. E' contraffazione?
  4. Ultima domanda: su un telaio nobrand, totalmente diverso da quello prodotto da un noto marchio, di mia iniziativa applico la scritta Pinarello, scritta identica a quella del marchio. E' contraffazione? Oppure, visto che il telaio è totalmente diverso, si tratta di uso non autorizzato del marchio?
Grazie.
 

inesfra

Apprendista Scalatore
2 Novembre 2008
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Giant
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Guarda con attenzione la grafica del marchio. Dopo la seconda "x" c'è un baffo rosso che sembra una "L".
La marca di integratori (Etixx) è sponsor di una delle squadre World Tour più importanti e vincenti.
Orbene, la marca di abbigliamento cinese (Etixxl) gioca su questa, diciamo, ambiguità.
Nel senso che la grafica è perfettamente uguale, ma quello che nel marchio di integratori è un elemento grafico, nella marca di abbigliamento cinese diventa una L (Di colore rosso).
Quindi tecnicamente non è una contraffazione in quanto seppur il marchio è uguale, la categoria merceologica ed il luogo di registrazione del marchio sono diversi.
In parole povere, non esiste una marca di abbigliamento occidentale che il marchio di abbigliamento cinese copia pedissequamente.
Sfruttano la riconoscibilità di quel marchio nel settore ciclistico per vendere abbigliamento, e quindi beni diversi da quelli per cui il marchio è stato registrato.
(Molti anni fa il titolo della mia tesi di laurea è stato: "La tutela dei marchi che godono di rinomanza". Ovvero di quei marchi che per diffusione ed importanza beneficiano di una tutela superiore che travalica il settore merceologico per il quale sono stati registrati. Esempio classico è la Coca Cola, registrata nel settore alimentare. Non posso fare magliette con il marchio Coca Cola senza pagare la royaltie al titolare).
Spero di essere stato sufficientemente chiaro.
Grazie mille per la dotta spiegazione! o-o
 
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Maiella

Biker Maiellensis
28 Gennaio 2015
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Focus Izalco Max
Non ho mai comprato abbigliamento su aliexpress e simili, ma di roba cinese ne abbiamo a iosa tutti quanti. Va precisato, però, che un marchio prestigioso e conosciuto che produce in Cina applica i propri standard qualitativi e risparmia molto su altro (ad esempio sulla manodopera). Secondo me comprare roba in Cina contraffatta o di circuiti produttivi dubbi non ha senso. O mi sbaglio?
 

inesfra

Apprendista Scalatore
2 Novembre 2008
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Giant
Ho verificato tutti i link di calzettoni.
Tutti si fermano al 45 di piede.
Sapete se c'è qualche produttore che li faccia anche fino al 48?
Purtroppo, questo è il piede che ho...
 

emilio78

Apprendista Passista
20 Novembre 2013
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ex Moser Speed ex Canyon Ultimate ex Merida Reacto Bahrain, ora Trek 5200 USPS & Emonda SL 6 Disc
Mhhhhhh, potrebbe essere contraffazione... non mi convince...
Grazie, comunque. Non conoscevo il marchio di integratori.

analizzando ETIXXL a livello qualitativo io uso la colorazione worldcup da 2 anni xè l'abbiamo scelta come maglia di uscita del gruppo di amici del bar, al momento nessun difetto da segnalare.


ha una costruzione semplice ma robusta, molto (molto) traforata pertanto ideale per il caldo afoso della pianura padana (dove abito) e x quello che costa io la consiglio.

preciso che rispetto alle magliette delle Santic c'è molta differenza in quanto quest'ultima abbina diverse lavorazioni della trama sintetica
esempio

non ho mai comprato i pantaloncini pertanto non mi posso esprimere in merito.
 
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albertissimo

Passista
1 Settembre 2008
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Cannondale S6 Dura Ace
Scusa se approfitto della tua competenza in materia con delle domande.
Se non hai tempo per darmi la risposta, grazie lo stesso. Capisco che si tratti molto spesso di un confine legale molto difficile, ma visto che la spiegazione di cui sopra è molto chiara e convincente, cerco di capire più o meno quali siano i limiti in cui muoversi tra gli infiniti prodotti di Aliexpress
  1. compro una maglia identica a quella della Astana, dato che la Astana non fa abbigliamento ma è solo uno sponsor, che io l'abbia comprata dal fornitore ufficiale o da un venditore qualsiasi su Aliexpress non si tratta di una contraffazione?
  2. compro su aliexpress una maglia marcata Northwave
    Vedi l'allegato 250932
    dato che l'italiana Nortwave produce abbigliamento per ciclismo, in questo caso parliamo di contraffazione? Anche se il marchio non è proprio identico identico a quello italiano, ma a prima vista lo è palesemente?
  3. Telaio bici identico per forma e geometria a quello di una nota marca di bici (BMC), ma marcato Costelo. Il nome BMC non compare da nessuna parte. E' contraffazione?
  4. Ultima domanda: su un telaio nobrand, totalmente diverso da quello prodotto da un noto marchio, di mia iniziativa applico la scritta Pinarello, scritta identica a quella del marchio. E' contraffazione? Oppure, visto che il telaio è totalmente diverso, si tratta di uso non autorizzato del marchio?
Grazie.
Ciao!
Tento di rispondere ai Tuoi interessanti quesiti, senza l'illusione di poter esaurire l'argomento che come puoi ben immaginare è particolarmente complesso e che si presta a valutazioni giuridiche anche in parte difformi.
Pertanto, Ti prego di accogliere queste mie riflessioni come degli spunti, anche se fondati su principi generali di diritto.
Veniamo quindi a noi:
1)- Se compri una maglia che replica la maglia Astana, che però non replica il marchio tecnico di abbigliamento sportivo che la produce ufficialmente, per me non si commette alcuna contraffazione. Potrebbe esserci in astratto una censura dei titolari dei marchi riprodotti sulla maglia replica cinese, ma considerando che l'obiettivo di questi titolari è la diffusione del marchio che porta popolarità, non credo che praticamente possano sorgere dei problemi. Sempre astrattamente il titolare del marchio (lo sponsor) potrebbe lamentare l'apposizione del marchio su prodotti di scarsa qualità (rispetto al marchio che produce la maglia originale).

2)- Nel caso da Te proposto (marchio North Wave) invece ritengo proprio che si ricada nel campo della contraffazione. Perchè la contraffazione sia tale, non è necessario che il marchio replicato sia in tutto e per tutto uguale. Ma che richiami li stilemi del marchio originale in maniera significativa, tale da indurre in errore un soggetto terzo di media preparazione. Ed in ogni caso, si sta acquistando un prodotto del medesimo ambito merceologico per il quale il marchio originale è tutelato. Aggiungo che la tutela del segno grafico (a livello di registrazione) talvolta e più ampia rispetto al marchio materialmente applicato. Nel senso che vengono registrati anche colori diversi del marchio e forme grafiche simili e non perfettamente sovrapponibili. Questo per evidenti ragioni di ampliamento della tutela.

3)- Qui il quesito si fa interessante. Nel senso che se il telaio "orientale" replica le forme del telaio "di marca" senza riportare alcun nome specifico, a mio sommesso giudizio non si verte nel campo della contraffazione. Spiego meglio il mio pensiero. Se acquisto un telaio non sono tenuto a verificare che quel telaio sia "originale" ovvero non replichi le forme e le geometrie di un telaio di marca. La tutela delle forme è sicuramente un aspetto della tutela commerciale, ma nella misura in cui queste forme siano funzionali ovvero coperte da brevetto (e questo venga violato). Quindi, tecnicamente, la norma di tutela non si spinge fino a impormi di verificare che quelle forme siano uniche. Ovviamente il discorso cambia radicalmente nell'ipotesi in cui nell'inserzione del trader si faccia espresso riferimento al marchio "originale". In quel caso la consapevolezza dell'acquirente è rappresentata dalla stessa indicazione del venditore, ed in caso di contestazione sarebbe difficile provare il contrario e quindi la buona fede.

4)- In questo ultimo caso, ritengo che la contraffazione ovvero l'uso non autorizzato del marchio, si palesi con evidenza. Nel caso di apposizione del marchio noto ad un telaio diverso, Tu stai "valorizzando" quel telaio in maniera illecita. Questa condotta contrasta con la tutela dell'ipotetico futuro acquirente (anche nel caso in cui nel tuo animo non intenda venderlo a nessuno) perchè è un bene mobile e quindi di libera circolazione. E contrasta altresì con la tutela del c.d. "bene immateriale" del marchio da parte del titolare. Il quale ha interesse ad apporre il proprio marchio, per il quale spende in pubblicità e sponsorizzazioni, solo sui propri prodotti e sulla relativa qualità, per i quali risponde ai fini di legge e per i quali spende in ricerca, logistica ed assistenza (indico genericamente). in pratica, il bene "marchio" ha un valore economico (e lo sappiamo bene sapendo quanto costano i vari marchi sul mercato) e come tale lo può usare solo il titolare. Noi ciclisti attenti sappiamo bene che quella determinata marca non ha mai fatto quel tipo di telaio. Ma le norme non possono tutelare solo quelli più attenti e consapevoli, bensì anche l'acquirente meno preparato e distratto ma soprattutto il proprietario di quel "bene". E oramai dovremmo aver compreso, che il peso di quel bene (il marchio) nel nostro ambito ha un peso particolarmente rilevante.

Spero di aver illustrato compiutamente il mio pensiero, che sicuramente non esaurisce l'argomento (Cina/Contraffazione) e che immagino possa dar adito a spunti di riflessione ed orientamenti contrari.
 

emilio78

Apprendista Passista
20 Novembre 2013
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ex Moser Speed ex Canyon Ultimate ex Merida Reacto Bahrain, ora Trek 5200 USPS & Emonda SL 6 Disc
Conosco Santic e so che sponsorizza squadre professionistiche. Il mio non è un giudizio sulla qualità del prodotto.

Volevo però rimarcare che un acquisto in Cina ti espone a rischio elevato di taglia sbagliata e procedure di reso alquanto acrobatiche (hanno da poco introdotto il reso gratuito ma lo sbattimento resta), tempi lunghi di attesa (e se poco poco devi cambiare taglia, tra andirivieni ti salta tutta la stagione), ed ovviamente pagamento dei dazi doganali (perché, non dimentichiamo, sopra i 20€ andrebbero pagati, e nel caso parliamo di +22% iva + 7,5€ per le cifre fino 150€).

Con lo stesso prezzo e minor sbattimento ed attesa compro in Europa, anzi in Italia di preferenza

concordo su te in merito al discorso taglia sbagliata e reso, io mi sono sempre arrangiato con il metro da sarta ed in caso di dubbio a chiedere al venditore consiglio.
con Santic Official Store ho avuto tempi di consegna abbastanza veloci 20 / 25 giorni, Etixxl mediamente 40/50 giorni.
ad oggi non ho incontrato problemi con Santic xè mi veste perfettamente, Etixxl invece tende ad essere per fisici molto smilzi e la maglia risulta un filo lunga (cmq parliamo di dettagli).
a livello di dazi non ho mai pagato nulla nonostante acquisti prossimi ai 100 euro, l'unica volta che gli ho pagati il pacco comprendeva vari prodotti (Aerozine) ed aveva un valore complessivo di circa 130 euro.
 
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mlucky

Gregario
9 Luglio 2004
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Fiorano al Serio
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Scott Cr1
Ciao!
Tento di rispondere ai Tuoi interessanti quesiti, senza l'illusione di poter esaurire l'argomento che come puoi ben immaginare è particolarmente complesso e che si presta a valutazioni giuridiche anche in parte difformi.
Pertanto, Ti prego di accogliere queste mie riflessioni come degli spunti, anche se fondati su principi generali di diritto.
Veniamo quindi a noi:
1)- Se compri una maglia che replica la maglia Astana, che però non replica il marchio tecnico di abbigliamento sportivo che la produce ufficialmente, per me non si commette alcuna contraffazione. Potrebbe esserci in astratto una censura dei titolari dei marchi riprodotti sulla maglia replica cinese, ma considerando che l'obiettivo di questi titolari è la diffusione del marchio che porta popolarità, non credo che praticamente possano sorgere dei problemi. Sempre astrattamente il titolare del marchio (lo sponsor) potrebbe lamentare l'apposizione del marchio su prodotti di scarsa qualità (rispetto al marchio che produce la maglia originale).

2)- Nel caso da Te proposto (marchio North Wave) invece ritengo proprio che si ricada nel campo della contraffazione. Perchè la contraffazione sia tale, non è necessario che il marchio replicato sia in tutto e per tutto uguale. Ma che richiami li stilemi del marchio originale in maniera significativa, tale da indurre in errore un soggetto terzo di media preparazione. Ed in ogni caso, si sta acquistando un prodotto del medesimo ambito merceologico per il quale il marchio originale è tutelato. Aggiungo che la tutela del segno grafico (a livello di registrazione) talvolta e più ampia rispetto al marchio materialmente applicato. Nel senso che vengono registrati anche colori diversi del marchio e forme grafiche simili e non perfettamente sovrapponibili. Questo per evidenti ragioni di ampliamento della tutela.

3)- Qui il quesito si fa interessante. Nel senso che se il telaio "orientale" replica le forme del telaio "di marca" senza riportare alcun nome specifico, a mio sommesso giudizio non si verte nel campo della contraffazione. Spiego meglio il mio pensiero. Se acquisto un telaio non sono tenuto a verificare che quel telaio sia "originale" ovvero non replichi le forme e le geometrie di un telaio di marca. La tutela delle forme è sicuramente un aspetto della tutela commerciale, ma nella misura in cui queste forme siano funzionali ovvero coperte da brevetto (e questo venga violato). Quindi, tecnicamente, la norma di tutela non si spinge fino a impormi di verificare che quelle forme siano uniche. Ovviamente il discorso cambia radicalmente nell'ipotesi in cui nell'inserzione del trader si faccia espresso riferimento al marchio "originale". In quel caso la consapevolezza dell'acquirente è rappresentata dalla stessa indicazione del venditore, ed in caso di contestazione sarebbe difficile provare il contrario e quindi la buona fede.

4)- In questo ultimo caso, ritengo che la contraffazione ovvero l'uso non autorizzato del marchio, si palesi con evidenza. Nel caso di apposizione del marchio noto ad un telaio diverso, Tu stai "valorizzando" quel telaio in maniera illecita. Questa condotta contrasta con la tutela dell'ipotetico futuro acquirente (anche nel caso in cui nel tuo animo non intenda venderlo a nessuno) perchè è un bene mobile e quindi di libera circolazione. E contrasta altresì con la tutela del c.d. "bene immateriale" del marchio da parte del titolare. Il quale ha interesse ad apporre il proprio marchio, per il quale spende in pubblicità e sponsorizzazioni, solo sui propri prodotti e sulla relativa qualità, per i quali risponde ai fini di legge e per i quali spende in ricerca, logistica ed assistenza (indico genericamente). in pratica, il bene "marchio" ha un valore economico (e lo sappiamo bene sapendo quanto costano i vari marchi sul mercato) e come tale lo può usare solo il titolare. Noi ciclisti attenti sappiamo bene che quella determinata marca non ha mai fatto quel tipo di telaio. Ma le norme non possono tutelare solo quelli più attenti e consapevoli, bensì anche l'acquirente meno preparato e distratto ma soprattutto il proprietario di quel "bene". E oramai dovremmo aver compreso, che il peso di quel bene (il marchio) nel nostro ambito ha un peso particolarmente rilevante.

Spero di aver illustrato compiutamente il mio pensiero, che sicuramente non esaurisce l'argomento (Cina/Contraffazione) e che immagino possa dar adito a spunti di riflessione ed orientamenti contrari.
la cosa che trovo davvero assurda è che capi contraffatti simili li trovi anche su Amazon (marchio Sidi e NW su tutti). Se su Aliexpress può risultare difficile, almeno su Amazon mi chiedo come queste aziende non segnalino la cosa...
 

EliaCozzi

Scalatore
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Ciao!
Tento di rispondere ai Tuoi interessanti quesiti, senza l'illusione di poter esaurire l'argomento che come puoi ben immaginare è particolarmente complesso e che si presta a valutazioni giuridiche anche in parte difformi.
Pertanto, Ti prego di accogliere queste mie riflessioni come degli spunti, anche se fondati su principi generali di diritto.
Veniamo quindi a noi:
1)- Se compri una maglia che replica la maglia Astana, che però non replica il marchio tecnico di abbigliamento sportivo che la produce ufficialmente, per me non si commette alcuna contraffazione. Potrebbe esserci in astratto una censura dei titolari dei marchi riprodotti sulla maglia replica cinese, ma considerando che l'obiettivo di questi titolari è la diffusione del marchio che porta popolarità, non credo che praticamente possano sorgere dei problemi. Sempre astrattamente il titolare del marchio (lo sponsor) potrebbe lamentare l'apposizione del marchio su prodotti di scarsa qualità (rispetto al marchio che produce la maglia originale).

2)- Nel caso da Te proposto (marchio North Wave) invece ritengo proprio che si ricada nel campo della contraffazione. Perchè la contraffazione sia tale, non è necessario che il marchio replicato sia in tutto e per tutto uguale. Ma che richiami li stilemi del marchio originale in maniera significativa, tale da indurre in errore un soggetto terzo di media preparazione. Ed in ogni caso, si sta acquistando un prodotto del medesimo ambito merceologico per il quale il marchio originale è tutelato. Aggiungo che la tutela del segno grafico (a livello di registrazione) talvolta e più ampia rispetto al marchio materialmente applicato. Nel senso che vengono registrati anche colori diversi del marchio e forme grafiche simili e non perfettamente sovrapponibili. Questo per evidenti ragioni di ampliamento della tutela.

3)- Qui il quesito si fa interessante. Nel senso che se il telaio "orientale" replica le forme del telaio "di marca" senza riportare alcun nome specifico, a mio sommesso giudizio non si verte nel campo della contraffazione. Spiego meglio il mio pensiero. Se acquisto un telaio non sono tenuto a verificare che quel telaio sia "originale" ovvero non replichi le forme e le geometrie di un telaio di marca. La tutela delle forme è sicuramente un aspetto della tutela commerciale, ma nella misura in cui queste forme siano funzionali ovvero coperte da brevetto (e questo venga violato). Quindi, tecnicamente, la norma di tutela non si spinge fino a impormi di verificare che quelle forme siano uniche. Ovviamente il discorso cambia radicalmente nell'ipotesi in cui nell'inserzione del trader si faccia espresso riferimento al marchio "originale". In quel caso la consapevolezza dell'acquirente è rappresentata dalla stessa indicazione del venditore, ed in caso di contestazione sarebbe difficile provare il contrario e quindi la buona fede.

4)- In questo ultimo caso, ritengo che la contraffazione ovvero l'uso non autorizzato del marchio, si palesi con evidenza. Nel caso di apposizione del marchio noto ad un telaio diverso, Tu stai "valorizzando" quel telaio in maniera illecita. Questa condotta contrasta con la tutela dell'ipotetico futuro acquirente (anche nel caso in cui nel tuo animo non intenda venderlo a nessuno) perchè è un bene mobile e quindi di libera circolazione. E contrasta altresì con la tutela del c.d. "bene immateriale" del marchio da parte del titolare. Il quale ha interesse ad apporre il proprio marchio, per il quale spende in pubblicità e sponsorizzazioni, solo sui propri prodotti e sulla relativa qualità, per i quali risponde ai fini di legge e per i quali spende in ricerca, logistica ed assistenza (indico genericamente). in pratica, il bene "marchio" ha un valore economico (e lo sappiamo bene sapendo quanto costano i vari marchi sul mercato) e come tale lo può usare solo il titolare. Noi ciclisti attenti sappiamo bene che quella determinata marca non ha mai fatto quel tipo di telaio. Ma le norme non possono tutelare solo quelli più attenti e consapevoli, bensì anche l'acquirente meno preparato e distratto ma soprattutto il proprietario di quel "bene". E oramai dovremmo aver compreso, che il peso di quel bene (il marchio) nel nostro ambito ha un peso particolarmente rilevante.

Spero di aver illustrato compiutamente il mio pensiero, che sicuramente non esaurisce l'argomento (Cina/Contraffazione) e che immagino possa dar adito a spunti di riflessione ed orientamenti contrari.
Grazie!

Sei stato veramente gentilissimo a rispondere in modo dettagliato e argomentato alle mie domande.

Le spiegazioni chiare che hai dato sono utilissime in un contesto abbastanza intricato come quello della componentistica o abbigliamento ciclistico, a partire proprio dal fatto che molti telai/manubri/selle si assomigliano tra loro per cui uno prima di comprarle dovrebbe vedere se e quanto sono identiche a quelle di marchi occidentali.

In altre parole se compro una manubrio marcato Deda dovrei accertarmi che chi lo vende stia vendendo effettivamente un manubrio originale Deda e non una falsificazione del marchio, indipendentemente che poi Dedacciai faccia un manubrio con quella forma; diversamente se compro un manubrio/telaio no brand, o marcanto Tao Xi Ping, se non ha una forma palesemente riconducibile a un noto manubrio/telaio particolare noto per quella forma [mi viene come analogia la forma della bottiglia della cocacola o dell'amaretto di saronno], non si tratta di contraffazione.
 
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albertissimo

Passista
1 Settembre 2008
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la cosa che trovo davvero assurda è che capi contraffatti simili li trovi anche su Amazon (marchio Sidi e NW su tutti). Se su Aliexpress può risultare difficile, almeno su Amazon mi chiedo come queste aziende non segnalino la cosa...
Osservazione acuta alla quale non riesco a dare una precisa risposta. Azzardo tuttavia una spiegazione, che con poca modestia definirei "logica".
Non sempre il "mondo" si muove in punto di diritto e determinate aziende potrebbero anche interessate al fatto che il loro marchio (anche se contraffatto) abbia una certa visibilità.
A condizione che questa visibilità derivi dalla palese circostanza che si tratta di materiale contraffatto e non originale.
Nel senso che l'azienda può tollerare che vengano venduti prodotto che all'evidenza non siano di particolare qualità, o comunque nettamente inferiori al loro standard.
Seguendo questa logica, la stessa ditta titolare del marchio non tollererebbe con la stessa magnanimità una ditta (magari occidentale) che apponesse il marchio contraffatto su materiale di qualità comparabile al proprio prodotto ed a prezzi inferiori.
In questo caso, la possibilità di confusione sarebbe maggiore.
In pratica, nel primo caso la società titolare del marchio, forte della propria consolidata posizione di mercato, ritiene che chi acquista il prodotto contraffatto (e chi lo vede per la strada) sa perfettamente che non si tratta dell'originale ma che in questo modo la diffusione e riconoscibilità del marchio ne trarrebbe (anche se contenuto) vantaggio.
Diversamente nel caso in cui il marchio contraffatto venga apposto su prodotti di buona/ottima qualità, perchè in quel caso il danno economico (unitamente alle riflessioni da parte degli acquirenti) supererebbe i benefici della diffusione del marchio, perdendo un rilevante fascia di mercato e quindi vanificando gli investimenti per ottenerne la visibilità.
Ribadisco che anche questa è una mia personalissima, e pertanto contestabile, riflessione.
 

EliaCozzi

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Osservazione acuta alla quale non riesco a dare una precisa risposta. Azzardo tuttavia una spiegazione, che con poca modestia definirei "logica".
Non sempre il "mondo" si muove in punto di diritto e determinate aziende potrebbero anche interessate al fatto che il loro marchio (anche se contraffatto) abbia una certa visibilità.
A condizione che questa visibilità derivi dalla palese circostanza che si tratta di materiale contraffatto e non originale.
Nel senso che l'azienda può tollerare che vengano venduti prodotto che all'evidenza non siano di particolare qualità, o comunque nettamente inferiori al loro standard.
Seguendo questa logica, la stessa ditta titolare del marchio non tollererebbe con la stessa magnanimità una ditta (magari occidentale) che apponesse il marchio contraffatto su materiale di qualità comparabile al proprio prodotto ed a prezzi inferiori.
In questo caso, la possibilità di confusione sarebbe maggiore.
In pratica, nel primo caso la società titolare del marchio, forte della propria consolidata posizione di mercato, ritiene che chi acquista il prodotto contraffatto (e chi lo vede per la strada) sa perfettamente che non si tratta dell'originale ma che in questo modo la diffusione e riconoscibilità del marchio ne trarrebbe (anche se contenuto) vantaggio.
Diversamente nel caso in cui il marchio contraffatto venga apposto su prodotti di buona/ottima qualità, perchè in quel caso il danno economico (unitamente alle riflessioni da parte degli acquirenti) supererebbe i benefici della diffusione del marchio, perdendo un rilevante fascia di mercato e quindi vanificando gli investimenti per ottenerne la visibilità.
Ribadisco che anche questa è una mia personalissima, e pertanto contestabile, riflessione.
Potrebbe dipendere da come e dove è stato registrato il marchio? Se il produttore italiano ha registrato il marchio solo a livello nazionale, nulla vieta a uno spagnolo di utilizzare la stessa sigla/marchio. Corretto? Mentre se fosse registrato a livello internazionale questo non potrebbe accadere.
Ci sono per altro anche casi in cui il marchio, sebbene noto, non viene registrato nemmeno a livello nazionale.
In questo caso mi sembra addirittura che non si possa parlare di falso, cioè se uno non registra il proprio marchio, chiunque potrebbe utilizzare quel marchio o addirittura registrarlo a proprio nome.
In linea di principio, ma non è sempre usato, la presenza della classica (R) aiuta a disitinguere se un marchio è registrato o meno, anche se non è obbligatorio metterla. Analogo è il simbolo (TM) trademark.
 

inesfra

Apprendista Scalatore
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analizzando ETIXXL a livello qualitativo io uso la colorazione worldcup da 2 anni xè l'abbiamo scelta come maglia di uscita del gruppo di amici del bar, al momento nessun difetto da segnalare.


ha una costruzione semplice ma robusta, molto (molto) traforata pertanto ideale per il caldo afoso della pianura padana (dove abito) e x quello che costa io la consiglio.

preciso che rispetto alle magliette delle Santic c'è molta differenza in quanto quest'ultima abbina diverse lavorazioni della trama sintetica
esempio

non ho mai comprato i pantaloncini pertanto non mi posso esprimere in merito.

@emilio78 grazie!!!​

 

albertissimo

Passista
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Potrebbe dipendere da come e dove è stato registrato il marchio? Se il produttore italiano ha registrato il marchio solo a livello nazionale, nulla vieta a uno spagnolo di utilizzare la stessa sigla/marchio. Corretto? Mentre se fosse registrato a livello internazionale questo non potrebbe accadere.
Ci sono per altro anche casi in cui il marchio, sebbene noto, non viene registrato nemmeno a livello nazionale.
In questo caso mi sembra addirittura che non si possa parlare di falso, cioè se uno non registra il proprio marchio, chiunque potrebbe utilizzare quel marchio o addirittura registrarlo a proprio nome.
In linea di principio, ma non è sempre usato, la presenza della classica (R) aiuta a disitinguere se un marchio è registrato o meno, anche se non è obbligatorio metterla. Analogo è il simbolo (TM) trademark.
Sicuramente anche l'ambito territoriale di riferimento ha una sua importanza. Tuttavia, la società che detiene il marchio originale, potrebbe far valere il c.d. "preuso" nei territori nei quali non ha registrato il marchio, impedendo di fatto l'uso del marchio "contraffatto" (ma che tale tecnicamente non è). Ma questo comporterebbe costi ed iniziative legali che forse non ripagano in termini di immagine ovvero di maggiori incassi.
Quello che evidenziavo che anche se la società che detiene il marchio originale avrebbe gli strumenti per far valere i propri diritti, talvolta non lo fa per ragioni di opportunità ovvero di spese eccessive a fronte di un incerto o contenuto ritorno economico.
Se poi la faccenda si ingrandisce troppo, a quel punto magari le valutazioni di opportunità mutano.
 
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Gregario
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Sicuramente anche l'ambito territoriale di riferimento ha una sua importanza. Tuttavia, la società che detiene il marchio originale, potrebbe far valere il c.d. "preuso" nei territori nei quali non ha registrato il marchio, impedendo di fatto l'uso del marchio "contraffatto" (ma che tale tecnicamente non è). Ma questo comporterebbe costi ed iniziative legali che forse non ripagano in termini di immagine ovvero di maggiori incassi.
Quello che evidenziavo che anche se la società che detiene il marchio originale avrebbe gli strumenti per far valere i propri diritti, talvolta non lo fa per ragioni di opportunità ovvero di spese eccessive a fronte di un incerto o contenuto ritorno economico.
Se poi la faccenda si ingrandisce troppo, a quel punto magari le valutazioni di opportunità mutano.
un po' il principio del "non mi importa cosa se ne dice, basta che se ne parli"...
 
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EugeBal

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Arrivati oggi i Rion ordinati dalla Cina il 25/11, finiture e materiali Ottimi se ne ho voglia li provo sui rulli altrimenti ne parliamo in primavera,
Taglia S sono perfetti.

In compenso oggi ho avuto modo di provare questa:

Rifiniture ottime, Membrana anti acqua e antivento sul fronte e sopra le maniche il resto in micropile traspirante molto compatto , 3 belle tasche di cui una con zip a tenuta.

La taglia è la più piccola M(Europa) 160 x 60 KG la avrei preferita più attillata e le maniche sono piuttosto lunghe.
Temperatura esterna fra i 4 ed 6 gradi percorso prevalentemente piano e leggermente vallonato, sotto solo un intimo invernale maniche lunghe.
La temperatura interna è sempre risultata gradevole ne troppo caldo ne troppo freddo nei tratti vallonati si sente l'aria ma non è troppo fredda, probabilmente quando affronterò discese più lunghe sarà il caso di aggiungere almeno uno smanicato antivento.
Vale tutti i 30 Euro spesi con gli interessi.
 
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Arrivati oggi i Rion ordinati dalla Cina il 25/11, finiture e materiali Ottimi se ne ho voglia li provo sui rulli altrimenti ne parliamo in primavera,
Taglia S sono perfetti.

In compenso oggi ho avuto modo di provare questa:

Rifiniture ottime, Membrana anti acqua e antivento sul fronte e sopra le maniche il resto in micropile traspirante molto compatto , 3 belle tasche di cui una con zip a tenuta.

La taglia è la più piccola M(Europa) 160 x 60 KG la avrei preferita più attillata e le maniche sono piuttosto lunghe.
Temperatura esterna fra i 4 ed 6 gradi percorso prevalentemente piano e leggermente vallonato, sotto solo un intimo invernale maniche lunghe.
La temperatura interna è sempre risultata gradevole ne troppo caldo ne troppo freddo nei tratti vallonati si sente l'aria ma non è troppo fredda, probabilmente quando affronterò discese più lunghe sarà il caso di aggiungere almeno uno smanicato antivento.
Vale tutti i 30 Euro spesi con gli interessi.
Come veste al corpo? Dal sito sembra abbastanza "larga", sicuramente non "race", e sospetto non dipenda dalla taglia o dalla robustezza/secchezza/panza () dell'utilizzatore, ma è proprio il taglio non aderente,ma appunto ho visto solo la foto
 

EugeBal

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Come veste al corpo? Dal sito sembra abbastanza "larga", sicuramente non "race", e sospetto non dipenda dalla taglia o dalla robustezza/secchezza/panza () dell'utilizzatore, ma è proprio il taglio non aderente,ma appunto ho visto solo la foto
E' abbastanza aderente anche se avrei preferito meno. Sotto dietro è piuttosto lunga la sensazione è che sia anche larga ma aria non ne entra.