Salve! mi sono sempre chiesto questa cosa: Sappiamo che per calcolare l'avanzamento della sella esistono regole precise, il filo a piombo dal ginocchio etc etc..con questo ,infatti, si individua l'arretramento rispetto al piano
orizzontale della sella e siamo sicuri che la nostra posizione è ottimale. Poi, però, parliamo di bici da crono e dei professionisti e sentiamo dire che tizio pedala arretrato e caio pedala avanzato e quindi mi chiedo..se la lunghezza movimento centrale-centro della sella è biomeccanicamente determinata da regole precise, cosa cambia se poi questa lunghezza la facciamo ruotare attorno all'asse del movimento centrale? Alla fine, dalle mie nozioni di geometria (e studio pure architettura

), mi verrebbe da pensare che l'unica cosa che cambia è che il nostro sistema di misure non ha più riferimenti
orizzontali ma bensì inclinati ma se quella distanza rimane invariata (quindi si alza la sella quando la si avanza e la si abbassa quando la arretriamo) non vedo differenze a livello biomeccanico, no??
Lo chiedo perchè, avendo le gambe un più corte rispetto al busto, mi sembra di pedalare un po' seduto quando in realtà ho poi l'istinto a stare basso sul manubrio. Mi trovo, così, a sforzarmi per star giù e se potessi pedalare un po' più avanzato (e quindi più alto) avrei più dislivello tra manubrio e sella e non costringerei la mia schiena a fare un angolo improponibile (che trall'altro mi sembra poco performante a livello di respirazione)
Spero di non essere stato troppo confusionale nell'esporre la domanda, fatemi sapere ciaooo!
E.