Senza forse...dipende sempre dalla scala di valori che uno ha.
Se uno si sovraccarica di impegni,lavoro, stress,per inseguire perennemente quello che non ha...non avrà mai tempo e vivrà in una rincorsa infinita,magari comprerà più cose,avrà una casa più bella di me,ma per il mio modo di vedere, vivra' una vita di m.
Se invece dai una priorità al tempo libero e a dedicare il giusto tempo agli impegni quotidiani,magari avrai una vita più serena,tranquilla, e non sarai costretto ad andare di corsa ogni minuto della propria vita.
Poi ognuno è fatto a modo suo...ed e' libero di scegliere ma a me questo mondo dove c'è gente che riesce a schiantarsi in pieno giorno su una strada dritta perché invece del limite di 50 all'ora,fa i 120 perché nel frattempo risponde al telefono,invia mail o ha la testa talmente stressata che pensa a così tante cose che non vede nemmeno più la strada...non mi piace... sarà perché sono vecchio,ma per me non è un buon modo di vivere.
In linea di principio sono d'accordo con te.
Però per onestà intellettuale bisogna dire che non tutti sono (siamo) liberi di scegliere, e occorre riconoscere che per una certa parte di noi "vivere di corsa" ed avere i minuti contati è un obbligo, o direttamente o perchè il frutto di scelte obbligate.
Per esempio ci sono lavori in cui sei obbligato a lavorare in tempi ristretti, pensiamo a chi consegna i tanto agognati pacchetti che acquistiamo comodamente seduti davanti al PC (e come ci alteriamo se ritardano...), o comunque tutti gli autotrasportatori. Tutte persone che probabilmente preferirebbero un lavoro meno stressante e con meno pressione (e meno pericoli) ma che quello hanno e che quello devono tenersi stretto, che in questi frangenti è comunque meglio di essere in mezzo ad una strada.
Oppure, la distanza dal lavoro. Io ho scelto di acquistare casa vicino al posto di lavoro e la mattina con 14 minuti a piedi mi tolgo il problema: la "scelta" è stata di accollarsi un mutuo molto lungo ma senza la fortuna di avere una piccola ma sostanziale base di partenza non avrei potuto fare questa scelta. Per contro tanti miei amici e colleghi non hanno avuto questa possibilità di scegliere e sono stati costretti a cercare casa lontano dalla città e dal lavoro perchè non potevano altrimenti permettersela.
O ancora, lo sport dei figli. Nei primi anni 70 si poteva vivere decentemente con un solo stipendio e spesso la mamma lavorava a casa (che "fare la casalinga" è un lavoro vero...) e aveva la possibilità di accompagnare i figli in piscina o a basket, come è capitato a me ed a mia sorella. Oggi salvo eccezioni devi lavorare in due, e gestire lo sport dei figli diventa un incastro da minuti contati. Che facciamo, non gli facciamo fare un'esperienza formativa così importante per avere il tempo di rilassarci?
Tutto questo non per giustificare, ma per capire. Perchè è vero che c'è troppa frenesia e troppa fretta, ma spesso è uno stile di vita che viene subito e non scelto o ricercato. Questo anche per sottolineare che, al netto dell'imbecillità e della stupidità dilagante, una parte non irrilevante degli automobilisti non è "cattiva" a prescindere, ma è "soltanto" incattivita dalla vita che è costretto a fare. C'è senza dubbio il petrolhead o lo stupido (sentita una volta in un discussione sulla riduzione del traffico: "a me Agnelli mi ha costretto a comprare la macchia e ora l'adopero") , ma c'è anche chi oggettivamente è costretto a vivere dentro una tonnellata di lamiere.