baby doping

markus2465

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10 Dicembre 2007
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non sono daccordo...significa riportare i valori sotto la norma nella norma...

se si va sopra la norma...non si sta integrando...

vediamo no! all'integrazione fai da te!

il 99% dei ciclisti usa gli integratori pur non avendo fatto un
controllo del sangue.

Ed anche se fosse non è che prendendo gli integratori i valori ritornano
nella norma (quasi mai), anzi sono piu gli effetti negativi sul fegato e reni
che hanno un surplus di lavoro che quelli positivi
quando i valori sono sballati ci sono alcune cose
che non vanno negli allenamenti e nell'alimentazione non adeguata,
prima di integrare si deve modificare allenamento ed alimentazione. o-o
 

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Passista
21 Settembre 2008
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ok o-o
è difficile farsi capire scrivendo 4 lettere cosi o-o
noi abbiamo la scorza dura, non ci fregano:mrgreen:
dobbiamo aiutare anche gli altri affinche non ci caschinoo-o

Mi sono collegato , per vedere se qualcuno aveva risposto , al mio post , ti ringrazio per averlo fatto ,sotto al tuo , c'era già inserita in automatico da Google , la pubblicità di un integratore proteico.
Volevo aggiungere una cosa , hai scritto 17 anni dopato , squalifica a vita , ma non possiamo dare tutte le colpe , a un ragazzo , che sicuramente ha talento , ma viene spinto da dirigenti che pensano a guadagnare con gli sponsor e , come ho già detto da un genitore , che sospetta , ma non interviene perchè il figlio è un vincente e va bene cosi'.
 
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markus2465

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Mi sono collegato , per vedere se qualcuno aveva risposto , al mio post , ti ringrazio per averlo fatto ,sotto al tuo , c'era già inserita in automatico da Google , la pubblicità di un integratore proteico.
Volevo aggiungere una cosa , hai scritto 17 anni dopato , squalifica a vita , ma non possiamo dare tutte le colpe , a un ragazzo , che sicuramente ha talento , ma viene spinto da dirigenti che pensano a guadagnare con gli sponsor e , come ho già detto da un genitore , che sospetta , ma non interviene perchè il figlio è un vincente e va bene cosi'.

Hai ragione ma il messaggio non è per il ragazzo a quella età ci mancherebbe,
ma per i genitori, ho ancora in mente il video della ragazza (se nn sbaglio nuotatrice) seduta sul lettino (con il "medico" e suo padre vicini) a cui viene
fatta una trasfusione o una flebo non ricordo bene. :angrymod:
 

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Hai ragione ma il messaggio non è per il ragazzo a quella età ci mancherebbe,
ma per i genitori, ho ancora in mente il video della ragazza (se nn sbaglio nuotatrice) seduta sul lettino (con il "medico" e suo padre vicini) a cui viene
fatta una trasfusione o una flebo non ricordo bene. :angrymod:
Tutte le volte che mi collego a Bdc ,hai la pubblicità sotto ,di integratori per lo sport , naturalmente sto scherzando .
Hai centrato , in ogni tuo intervento il problema , quando parli di integratori , che definisci inutili e dannosi , penso che parli dei vari vitamici e ferro , che ,soprattutto l'ultimo possono essere dannosissimi se presi in surplus .
 

ascia69

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1 Ottobre 2007
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RIDLEY ORION, Vitus Chrono Simoncini cx
ROMA - Eugenio Bani, il ciclista diciottenne coinvolto in una vicenda di doping ancora non del tutto chiarita (positività alla gonadotropina corionica, ormone femminile che stimola la produzione endogena del testosterone), ha ottenuto un ulteriore sconto di pena dal TNA, il tribunale antidoping del Coni. In buona sostanza gli sono stati condonati (pena sospesa) gli ultimi 6 mesi di squalifica. Ne aveva ricevuti 21. Per la precisione 5 mesi e 27 giorni e da oggi stesso può tornare a correre.

Il giovane toscano, che Ivano Fanini ha accolto nella sua formazione Amore & Vita, ha vinto così la sua piccola battaglia. Ha pagato per la positività, com'era logico e inevitabile (l'atleta è sempre responsabile di ciò che viene rinvenuto dai test nel suo fisico), ma gli è stato riconosciuto finalmente anche un atteggiamento collaborativo che ha portato allo sconto ulteriore di pena. Lo scarno comunicato del Coni non specifica le motivazioni, ma probabilmente nella decisione del TNA deve aver avuto il suo peso la parallela indagine dei Nas di Firenze, nella quale il giovane atleta toscano ha mostrato il massimo della collaborazione e in cui le eventuali responsabilità della sua squadra sono tuttora al vaglio della magistratura ordinaria e di quella sportiva.

Infatti, pur distinguendo la vicenda doping da tutto il resto, il comportamento dei dirigenti della ex Vangi Cavallini, una delle formazioni giovanili più titolate del panorama italiano, ha indotto la Commissione Disciplinare della
Federciclismo ad aprire un procedimento. Sostiene infatti l'accusa della Procura federale, per bocca dell'avvocato Santilli, come anche la somministrazione di farmaci leciti al solo scopo di favorire o migliorare la prestazione sportiva, pratica comprovata ed ammessa dagli stessi dirigenti della società, costituisca una violazione della lealtà sportiva dunque del regolamento di disciplina.

La vicenda è ancora all'analisi degli esperti. La federciclismo questa volta sembra volerci vedere chiaro. Il presidente della Disciplinare, Ioffredi ha chiesto ad un pool di periti (i professori D'Ottavio, Ronci e Caprino, tecnici ed esperti di primissimo livello nel campo della lotta al doping) di specificare se le "terapie" fatte dai dirigenti della squadra, che emergono dall'inchiesta, siano o meno giustificate, quindi possano o meno configurare violazione del regolamento di disciplina. Una sentenza che potrebbe segnare una vera e propria rivoluzione nelle perniciose abitudini di tante formazioni giovanili. E cioè che non è etico, cioè leale (art. 1) dunque sanzionabile sul piano disciplinare anche somministrare farmaci non espressamente nella lista dei prodotti vietati senza una vera e propria necessità terapeutica; al solo scopo di accelerare il recupero e/o migliorare la prestazione. Si inquadrano in questa tipologia sostanze come il bicarbonato somministrato "per tamponare l'acido lattico", si legge nei documenti dell'indagine cioè solo per consentire prestazioni più efficienti; disintossicanti come il Tad (per disintossicare da cosa?); vitamine somministrate senza necessità documentata.

Tutte pratiche ampiamente comprovate nella formazione toscana. Che Santilli ha definito nella prima udienza della Disciplinare "Trattamento da polli in batteria". Bani aveva dichiarato di non essersi sottoposto ad altri trattamenti se non quelli fatti dalla squadra. I fatti ruotano attorno ad una società chiacchierata ("perché vinciamo tanto", dicono i dirigenti); ad un collaboratore cacciato "perché parla troppo"; a comportamenti discutibili; a un camper che segue i corridori, dove si somministrano pasticche e punture; uno zainetto con i medicinali e la sigla di un'altra società (per sviare eventuali controlli, riportano i maligni) che viaggia avanti e indietro.

Il quadro lo aveva delineato bene il medico sociale Stinchetti: "Nelle mie visite - spiega alla Procura Coni - a novembre 2008, gennaio 2009 e aprile 2009 ho prescritto vaccini antinfluenzali, vaccini antibatterici per uso orale, complessi vitaminici di supporto (vitamina B12m B4, B1), acido folico e disintossicanti epatici (...) riguardo al Bani a gennaio un ciclo di Prefolic50 per 6 settimane (5 siringhe una per settimana), Mionevrasi per la durata di due settimane (6 siringhe suddivise due a settimana), vitamina E e C in compresse per sei-otto settimane (1 al giorno). Ad aprile ricordo di aver prescritto ancora Prefolic 50, Tad 600 una fiala per due volte la settimana per circa tre settimane; vitamina B1, B6 per tre settimane (due volte la settimana). (...) Ai primi di giugno, mi sembra ma non sono sicuro di aver fatto una prescrizione simile a quella di aprile al Bani ad altri atleti, considerato che quello è il periodo di maggiore attività agonistica".

Appare chiaro come tutto sia mirato non già alla cura di qualche patologia, e tantomeno a "reintegrare" vitamine o carenze la cui entità dovrebbe essere documentata preventivamente. Lo è stato per i corridorini della Vangi? Dalle parole del medico sembra invece che tutto sia funzione della prestazione, della necessità di accelerare recuperi e ripristinare il prima possibile le capacità atletiche. Mentre a questa età dovrebbe essere la natura con i suoi normalissimi ritmi a scandire i tempi delle prestazioni. Senza forzature, lecite e men che meno illecite. Ora, se la sentenza sulla Vangi Cavallini consentirà di chiarire meglio il discusso concetto di integrazione o reintegrazione, forse un piccolo passo avanti nella lotta a certe perniciose abitudini sarà fatto.

"Eugenio - spiega Fanini - avrà il tesserino da prof, come promesso, ma non c'è fretta per tornare alle gare. Correre o meno in questo momento non è importante. E' importante, invece, aver fatto un passo avanti nella nostra battaglia contro l'abuso di certa farmacia, anche lecita, che costituisce l'anticamera del doping vero e proprio perché abitua il giovane all'idea che non ci possa essere prestazione accettabile senza aiutino o "aiutone".
 

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ROMA - Eugenio Bani, il ciclista diciottenne coinvolto in una vicenda di doping ancora non del tutto chiarita (positività alla gonadotropina corionica, ormone femminile che stimola la produzione endogena del testosterone), ha ottenuto un ulteriore sconto di pena dal TNA, il tribunale antidoping del Coni. In buona sostanza gli sono stati condonati (pena sospesa) gli ultimi 6 mesi di squalifica. Ne aveva ricevuti 21. Per la precisione 5 mesi e 27 giorni e da oggi stesso può tornare a correre.

Il giovane toscano, che Ivano Fanini ha accolto nella sua formazione Amore & Vita, ha vinto così la sua piccola battaglia. Ha pagato per la positività, com'era logico e inevitabile (l'atleta è sempre responsabile di ciò che viene rinvenuto dai test nel suo fisico), ma gli è stato riconosciuto finalmente anche un atteggiamento collaborativo che ha portato allo sconto ulteriore di pena. Lo scarno comunicato del Coni non specifica le motivazioni, ma probabilmente nella decisione del TNA deve aver avuto il suo peso la parallela indagine dei Nas di Firenze, nella quale il giovane atleta toscano ha mostrato il massimo della collaborazione e in cui le eventuali responsabilità della sua squadra sono tuttora al vaglio della magistratura ordinaria e di quella sportiva.

Infatti, pur distinguendo la vicenda doping da tutto il resto, il comportamento dei dirigenti della ex Vangi Cavallini, una delle formazioni giovanili più titolate del panorama italiano, ha indotto la Commissione Disciplinare della
Federciclismo ad aprire un procedimento. Sostiene infatti l'accusa della Procura federale, per bocca dell'avvocato Santilli, come anche la somministrazione di farmaci leciti al solo scopo di favorire o migliorare la prestazione sportiva, pratica comprovata ed ammessa dagli stessi dirigenti della società, costituisca una violazione della lealtà sportiva dunque del regolamento di disciplina.

La vicenda è ancora all'analisi degli esperti. La federciclismo questa volta sembra volerci vedere chiaro. Il presidente della Disciplinare, Ioffredi ha chiesto ad un pool di periti (i professori D'Ottavio, Ronci e Caprino, tecnici ed esperti di primissimo livello nel campo della lotta al doping) di specificare se le "terapie" fatte dai dirigenti della squadra, che emergono dall'inchiesta, siano o meno giustificate, quindi possano o meno configurare violazione del regolamento di disciplina. Una sentenza che potrebbe segnare una vera e propria rivoluzione nelle perniciose abitudini di tante formazioni giovanili. E cioè che non è etico, cioè leale (art. 1) dunque sanzionabile sul piano disciplinare anche somministrare farmaci non espressamente nella lista dei prodotti vietati senza una vera e propria necessità terapeutica; al solo scopo di accelerare il recupero e/o migliorare la prestazione. Si inquadrano in questa tipologia sostanze come il bicarbonato somministrato "per tamponare l'acido lattico", si legge nei documenti dell'indagine cioè solo per consentire prestazioni più efficienti; disintossicanti come il Tad (per disintossicare da cosa?); vitamine somministrate senza necessità documentata.

Tutte pratiche ampiamente comprovate nella formazione toscana. Che Santilli ha definito nella prima udienza della Disciplinare "Trattamento da polli in batteria". Bani aveva dichiarato di non essersi sottoposto ad altri trattamenti se non quelli fatti dalla squadra. I fatti ruotano attorno ad una società chiacchierata ("perché vinciamo tanto", dicono i dirigenti); ad un collaboratore cacciato "perché parla troppo"; a comportamenti discutibili; a un camper che segue i corridori, dove si somministrano pasticche e punture; uno zainetto con i medicinali e la sigla di un'altra società (per sviare eventuali controlli, riportano i maligni) che viaggia avanti e indietro.

Il quadro lo aveva delineato bene il medico sociale Stinchetti: "Nelle mie visite - spiega alla Procura Coni - a novembre 2008, gennaio 2009 e aprile 2009 ho prescritto vaccini antinfluenzali, vaccini antibatterici per uso orale, complessi vitaminici di supporto (vitamina B12m B4, B1), acido folico e disintossicanti epatici (...) riguardo al Bani a gennaio un ciclo di Prefolic50 per 6 settimane (5 siringhe una per settimana), Mionevrasi per la durata di due settimane (6 siringhe suddivise due a settimana), vitamina E e C in compresse per sei-otto settimane (1 al giorno). Ad aprile ricordo di aver prescritto ancora Prefolic 50, Tad 600 una fiala per due volte la settimana per circa tre settimane; vitamina B1, B6 per tre settimane (due volte la settimana). (...) Ai primi di giugno, mi sembra ma non sono sicuro di aver fatto una prescrizione simile a quella di aprile al Bani ad altri atleti, considerato che quello è il periodo di maggiore attività agonistica".

Appare chiaro come tutto sia mirato non già alla cura di qualche patologia, e tantomeno a "reintegrare" vitamine o carenze la cui entità dovrebbe essere documentata preventivamente. Lo è stato per i corridorini della Vangi? Dalle parole del medico sembra invece che tutto sia funzione della prestazione, della necessità di accelerare recuperi e ripristinare il prima possibile le capacità atletiche. Mentre a questa età dovrebbe essere la natura con i suoi normalissimi ritmi a scandire i tempi delle prestazioni. Senza forzature, lecite e men che meno illecite. Ora, se la sentenza sulla Vangi Cavallini consentirà di chiarire meglio il discusso concetto di integrazione o reintegrazione, forse un piccolo passo avanti nella lotta a certe perniciose abitudini sarà fatto.

"Eugenio - spiega Fanini - avrà il tesserino da prof, come promesso, ma non c'è fretta per tornare alle gare. Correre o meno in questo momento non è importante. E' importante, invece, aver fatto un passo avanti nella nostra battaglia contro l'abuso di certa farmacia, anche lecita, che costituisce l'anticamera del doping vero e proprio perché abitua il giovane all'idea che non ci possa essere prestazione accettabile senza aiutino o "aiutone".

Ritorna alle gare perchè ha collaborato , ha fatto i nomi di dirigenti che lo dopavano , dicendo che erano vitamine invece dal controllo risultavano sostanze dopanti.
Io non lo avrei neanche squalificato , perchè e mi ripeto l'ennesima volta , avrà pur parlato a casa , avrà raccontato : ogni settimana mi danno questi integratori . Al padre non è venuto in mente , di andare alla società chiedere , che pratiche erano , ma probabilmente aveva paura che il figlio vincente , potesse essere scaricato dalla squadra.
Poi quando è stato squalificato , la colpa non era sua.
Aggiungo una cosa , molte federazioni sportive , non vogliono che a giovani atleti , vengano dati non solo integratori , ma nemmeno sali minerali , perchè non si vuole che un giovane che si deve formare nel fisico ma anche nella psiche , pensi che il risultato ottenuto sia avvenuto anche perchè a ingerito quell'integratore , e miglioramenti possano avvenire non solo con l'allenamento ma anche con l'uso di "integratori migliori"
 
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Musiko

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Ritorna alle gare perchè ha collaborato , ha fatto i nomi di dirigenti che lo dopavano , dicendo che erano vitamine invece dal controllo risultavano sostanze dopanti.
Io non lo avrei neanche squalificato , perchè e mi ripeto l'ennesima volta , avrà pur parlato a casa , avrà raccontato : ogni settimana mi danno questi integratori . Al padre non è venuto in mente , di andare alla società chiedere , che pratiche erano , ma probabilmente aveva paura che il figlio vincente , potesse essere scaricato dalla squadra.
Poi quando è stato squalificato , la colpa non era sua.
Aggiungo una cosa , molte federazioni sportive , non vogliono che a giovani atleti , vengano dati non solo integratori , ma nemmeno sali minerali , perchè non si vuole che un giovane che si deve formare nel fisico ma anche nella psiche , pensi che il risultato ottenuto sia avvenuto anche perchè a ingerito quell'integratore , e miglioramenti possano avvenire non solo con l'allenamento ma anche con l'uso di "integratori migliori"

Perdonami. Non sono d'accordo.

Io non ho mai corso da agonista ma personalmente anche alla sua età non mi sarei fatto dare nulla (né per bocca né in vena) per nessun motivo (se non fossi stato sicuro di essere malato): in quel caso avrei accettato qualsiasi trattamento solo dal MIO MEDICO CURANTE.
La squadra lo avrebbe "scaricato" ? Bene, questa era la riprova che qualcosa di quello che gli stavano somministrando non andava bene .
Se il padre lo sapeva é ancora più colpevole.

OK per lo sconto di pena se effettivamente ha fatto i nomi ma non altro.(mia modesta opinione).

Ciao.
 

markus2465

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Perdonami. Non sono d'accordo.

Io non ho mai corso da agonista ma personalmente anche alla sua età non mi sarei fatto dare nulla (né per bocca né in vena) per nessun motivo (se non fossi stato sicuro di essere malato): in quel caso avrei accettato qualsiasi trattamento solo dal MIO MEDICO CURANTE.
La squadra lo avrebbe "scaricato" ? Bene, questa era la riprova che qualcosa di quello che gli stavano somministrando non andava bene .
Se il padre lo sapeva é ancora più colpevole.

OK per lo sconto di pena se effettivamente ha fatto i nomi ma non altro.(mia modesta opinione).

Ciao.

sbagliatissimo lo sconto di pena a 17 annni, a quell'età si devono avere delle certezze nella vita e se cominciamo con gli sconti ;nonzo%
e poi

ancora credete alle storielle del "io non sapevo, hanno fatto tutto loro etc..etc...etc...";nonzo% mi viene da ridere anzi da:cry::cry::cry::cry:

io ho due figli di 23 e 16 e li seguo in ciò che fanno, sopratutto
quando hanno patologie fisiche,
altro che lascio fare al medico della squadra:angrymod: (ammesso che sia vero)
 

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Perdonami. Non sono d'accordo.

Io non ho mai corso da agonista ma personalmente anche alla sua età non mi sarei fatto dare nulla (né per bocca né in vena) per nessun motivo (se non fossi stato sicuro di essere malato): in quel caso avrei accettato qualsiasi trattamento solo dal MIO MEDICO CURANTE.
La squadra lo avrebbe "scaricato" ? Bene, questa era la riprova che qualcosa di quello che gli stavano somministrando non andava bene .
Se il padre lo sapeva é ancora più colpevole.

OK per lo sconto di pena se effettivamente ha fatto i nomi ma non altro.(mia modesta opinione).

Ciao.

Dalle dichiarazioni del padre : da un pò di tempo sospettavo , si penserebbe che potesse esserne a conoscenza , a meno che non abbia cercato con questa dichiarazione di non voler fare la figura dello stupido che non si è mai accorto di niente.
Guarda che molte volte i genitori sono convinti più dei figli , e il solo raccontare a parenti ed amici , che in casa hanno un campione che vince molte corse e fa parte di una squadra molto quotata è un motivo di orgoglio.
 
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rinoge

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Olmo, Olmo ,Olmo ,Pego Luigino, Pego MxxxxxO,Bianchi XL Titanium, Colnago Tecnos,Carrera El Pantani,
se il padre avesse avuto il minimo sentore o sospetto di quello che somministravano al figlio dovrebbe essere squalificato a vita come padre e come uomo
 

ascia69

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CICLISMO

Caso Bani, condannato medico
"Basta abuso farmaci"


Sentenza rivoluzionaria della Disciplinare della federciclismo: stop ai responsabili della 'Vangi' per aver somministrato sostanze non proibite ma fuori dalle prescrizioni terapeutiche. Il giovane ciclista aveva accusato la sua società

di EUGENIO CAPODACQUA
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ROMA - Due anni al medico Antonio Stinchetti, un anno e mezzo al vicepresidente Viciani, 15 mesi al ds Benvenuti; 2 mesi di fermo di attività per la squadra "al termine dell'attività federale". E' stata complessivamente più dura delle richieste dell'accusa la sentenza della Commissione Disciplinare della Federciclismo presieduta da un agguerrito avvocato Iozzelli, che ha condannato i dirigenti della Vangi, una delle società sportive giovanili più note ed affermate d'Italia, per aver somministrato in modo "off label" cioè fuori dalle prescrizioni terapeutiche e a soggetti sani, sostanze pure non ricomprese nella lista dei prodotti vietati. E' una sentenza rivoluzionaria che per la prima volta stabilisce come neanche al medico sociale sia consentito di imbottire gli atleti di farmaci con l'unico obbiettivo di migliorarne la prestazione. E alla Vangi TAD ("un farmaco usato nella profilassi delle neuropatie derivanti dal trattamento chemioterapico contro i tumori", ha specificato il Procuratore Fci Gianluca Santilli"), Mionevrasi, Prefolic (acido folico) erano pane quasi quotidiano - o meglio: iniezioni endovenose a scadenze precise in funzione delle gare e degli allenamenti, praticate anche da persone non qualificate - per i giovani atleti della formazione toscana. Una sentenza che va contro la diffusa e perniciosa "medicalizzazione dell'atleta", come l'ha definita nella sua minuziosa perizia Luciano Caprino, illustre farmacologo membro della CVD, la commissione di vigilanza
della legge antidoping (376/2000), chiamato assieme al biochimico clinico D'Ottavio egli ematologhi Ronci e La Russa a sostenere l'accusa. Per la prima volta uno sport e una federazione sanciscono che non si possono somministrare farmaci a volontà su atleti sani. Anche se non vietati. E questo crea un precedente importante, sottolineando come proprio la disciplina più massacrata dai casi doping, si sforzi quanto meno di uscire dalla spirale della farmacia operando scelte precise in campo giovanile: il futuro di questo sport. Un monito importante: si può essere sanzionati per violazione del regolamento di disciplina che obbliga alla lealtà sportiva anche somministrando semplici vitamine. In altri termini: è sleale usare farmaci anche consentiti solo per migliorare la prestazione sportiva. Per non parlare del resto. Cosa cura la caffeina che veniva somministrata a tutti secondo quanto mette a verbale un atleta nell'inchiesta.

Perché, come ha detto Santilli: "Non si può tollerare di vedere giovani abituati a bucarsi le vene per poi finire in vicende come quella di Riccardo Riccò, che - a quanto si legge - ha rischiato di morire per una trasfusione andata a male". A sostegno della tesi l'accurata perizia della dott. ssa Raffaella La Russa dove si parla proprio di questo terribile condizionamento.

La difesa rappresentata dagli abilissimi avvocati Cecconi e Maresca ha cercato tutti gli appigli. Secondo loro caffeina (i cui effetti dopanti sono comprovati da più ricerche) e bicarbonato (per "integrare" o "reintegrare" cosa?) erano somministrati solo a due atleti su 13, una percentuale irrisoria. Ma nei verbali c'è un atleta che dice: "La caffeina la davano a tutti". Minimizzato l'apporto ergogenico dei farmaci: "non è provato che migliorino la prestazione". Anche per la caffeina? E poi, se è così, perché spendere soldi inutilmente per prodotti che non danno alcun vantaggio? Evidentemente qualche effetto c'è se, come ha sottolineato lo stesso perito della difesa, l'emerito professore Santo Davide Ferrara, "C'è la pervasione diffusa dei medici ad usare impunemente la medicalizzazione per soddisfare il maggior consumo energetico dell'atleta quando una dieta accurata potrebbe soddisfare ogni necessità". Il che vuol dire anche che di vitamine e farmaci extra non c'è bisogno anche in una specialità esigente come il ciclismo.

Cecconi e Maresca hanno insistito sul fatto che le sostanze somministrate non avessero effetti sulla prestazione, che non ci sono stati danni. Ma nessuno si è preoccupato di accertarli... mentre Caprino ha messo in guardia contro l'uso della nimesulide (Aulin): "Messa fuori commercio in Germania. Usa, Canada, Giappone, Finlandia perché correlata a numerosi casi mortali. Secondo gli esperti provocherebbe l'epatite fulminante. Somministrare ad atleti sani un prodotto che può provocare l'epatite fulminante? Forse neppure il medico della Vangi si è reso pienamente conto del rischio corso.

Secondo la difesa, poi il procedimento avrebbe richiesto un'attività analitica più accurata, mentre il medico Stinchetti si è limitato a seguire gli atleti periodicamente secondo "scienza e coscienza". Immancabile nel gioco delle parti la frecciatina alla federazione: "Gli stessi trattamenti i nostri corridori li facevano anche in nazionale". Ma alla fine anche i dirigenti della società sembravano convinti: "Niente più medicine, niente più grane di questo tipo". Insomma l'esperienza è servita.

La sentenza dunque sottolinea un passaggio importante verso atteggiamenti meno tolleranti, anche se la materia necessita di una regolamentazione più chiara. Non tutto può essere affidato all'articolo 1 del regolamento di disciplina. E per fare uscire lo sport dalla medicalizzazione forzata (e inutile se poi i farmaci come si vuole sostenere non servono a migliorare) ci vogliono regole chiare e precise: il farmaco al malato, il cibo all'atleta.

"Per noi di Amore & Vita è come aver vinto un Giro di Francia" ha commentato Fanini che aveva preso sotto la sua ala protettrice il giovane corridore Eugenio Bani nelle more della vicenda. Il diciassettenne toscano, attorno a cui è nato il caso, era stato squalificato per positività alla gonadotropina (uno stimolante del testosterone, l'ormone della forza) ed aveva messo sotto accusa i suoi dirigenti: "Tutto quello che ho preso me lo hanno dato loro". Ma l'inchiesta non è riuscita a provare concretamente eventuali pratiche dopanti vere e proprie. Anche se qualche indizio e sospetto non è mancato nel corso delle indagini. Ora si attendono le motivazioni della sentenza, in attesa che vada avanti anche il procedimento penale ex lege 376/2000.
 

peggio

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La nuova vita di Eugenio Bani. «Ma il doping continua ad esserci e il Consiglio federale mi impedirà di passare pro’»
Vista la squalifica non potrà passare pro, mentre fanini già ha pronto il contratto.
A quanto pare Fanini vuole ricorrere al tar per far passare un corridore che era stato trovato positivo professionista, magari come motivazione sarà invocalta la lotta al doping;nonzo%
Alhoa

Penso che quando uno corre nelle categorie giovanili , l'obiettivo principale sia passare professionista.
Secondo me , è giusto che possa appunto correre nelle categoria maggiore.
E' stato squalificato , è scaduta la squalifica può tornare a correre.
Non sappiamo , se Bani , sia un BAMBINONE o un FURBETTO , ma è giusto quindi che possa avere la seconda ed ultima opportunità.
Vogliamo che chi nelle categorie giovanili squalificato , non corrà più? Basta mettere la regola che da domani sia cosi' , e non da quando il presidente federale si sveglia e stabilisce le proprie regole. Per non correre più intendo anche tra gli amatori.
 

ascia69

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ROMA - Leggendo l'incredibile, lunghissimo elenco di sostanze vietate si ha perfino il dubbio che sia vero o che piuttosto non ci sia un qualche inspiegabile errore. Ma la fonte - il sito della Federciclo francese - è talmente autorevole, che è difficile dubitare. Un giovane ciclista di diciannove anni è risultato positivo a ben dodici sostanze vietate, quasi tutte della categoria degli anabolizzanti. Ecco l'incredibile lista: 3'HydroxyStanozolol, 16B-HydroxyStanozolol, 4B-HydroxyStanozolol, 4-Méyhylhexaneamine, Prednisone, Prednisolone, Oxandrolone, Epioxandrolone, Tuaminoheptane, Triamcinolone Acétonide, 6B-HydroxyMéthandiénone e 17-Epiméthandiénone. Come dire: anabolizzanti di tutte o quasi le varietà in commercio, compreso lo Stanozololo che è usato comunemente nell'allevamento degli animali. E poi decongestionanti nasali (Méyhylhexaneamine e Tuaminoheptane) proibiti perché ad effetto stimolante; glucorticoidi (prednisone), ormoni steroidei (prednisolone), ecc.

Insomma un vero e proprio campionario del più tradizionale farmaco dopante. Per partecipare ad una banale kermesse. Talmente clamoroso per una Francia notoriamente molto attenta al problema doping nei giovani, da non sembrar vero. Si tratta di un ragazzo che correva con la Boulogne Billancourt, nella terza categoria francese, quindi addirittura una categoria minore e che il Consiglio Federale d'Appello della Federazione ha sanzionato con tre anni di squalifica fino al 17 agosto 2014, dal momento che la positività risale al 17 maggio 2011 durante la kermesse notturna di Aubervilliers e che il corridore è stato sospeso cautelativamente già dal 4 agosto 2011 ed aveva ricevuto la notifica della positività il 18 agosto.
fonte repubblica
 

peggio

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Penso che quando uno corre nelle categorie giovanili , l'obiettivo principale sia passare professionista.
Secondo me , è giusto che possa appunto correre nelle categoria maggiore.
E' stato squalificato , è scaduta la squalifica può tornare a correre.
Non sappiamo , se Bani , sia un BAMBINONE o un FURBETTO , ma è giusto quindi che possa avere la seconda ed ultima opportunità.
Vogliamo che chi nelle categorie giovanili squalificato , non corrà più? Basta mettere la regola che da domani sia cosi' , e non da quando il presidente federale si sveglia e stabilisce le proprie regole. Per non correre più intendo anche tra gli amatori.
Per me la norma è corretta, fintanto che non inaspriscono le squalifiche, cosa che caldeggio.
Io metterei 10 anni di squalifica e si risolverebbe il problema.
Alhoa
 

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ROMA - Leggendo l'incredibile, lunghissimo elenco di sostanze vietate si ha perfino il dubbio che sia vero o che piuttosto non ci sia un qualche inspiegabile errore. Ma la fonte - il sito della Federciclo francese - è talmente autorevole, che è difficile dubitare. Un giovane ciclista di diciannove anni è risultato positivo a ben dodici sostanze vietate, quasi tutte della categoria degli anabolizzanti. Ecco l'incredibile lista: 3'HydroxyStanozolol, 16B-HydroxyStanozolol, 4B-HydroxyStanozolol, 4-Méyhylhexaneamine, Prednisone, Prednisolone, Oxandrolone, Epioxandrolone, Tuaminoheptane, Triamcinolone Acétonide, 6B-HydroxyMéthandiénone e 17-Epiméthandiénone. Come dire: anabolizzanti di tutte o quasi le varietà in commercio, compreso lo Stanozololo che è usato comunemente nell'allevamento degli animali. E poi decongestionanti nasali (Méyhylhexaneamine e Tuaminoheptane) proibiti perché ad effetto stimolante; glucorticoidi (prednisone), ormoni steroidei (prednisolone), ecc.

Insomma un vero e proprio campionario del più tradizionale farmaco dopante. Per partecipare ad una banale kermesse. Talmente clamoroso per una Francia notoriamente molto attenta al problema doping nei giovani, da non sembrar vero. Si tratta di un ragazzo che correva con la Boulogne Billancourt, nella terza categoria francese, quindi addirittura una categoria minore e che il Consiglio Federale d'Appello della Federazione ha sanzionato con tre anni di squalifica fino al 17 agosto 2014, dal momento che la positività risale al 17 maggio 2011 durante la kermesse notturna di Aubervilliers e che il corridore è stato sospeso cautelativamente già dal 4 agosto 2011 ed aveva ricevuto la notifica della positività il 18 agosto.
fonte repubblica

Nel libro " il mio doping" di Erwann M. viene descritto proprio l'utilizzo di cocktail di anfetamine contenenti appunto oltre 10 sostanze eccitanti e che i corridori prendevano nelle kermesse dove esistono fior di scommesse clandestine e dove i controlli sono rari, niente di nuovo sotto al sole...pultroppo :cry
 

FDG

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Non sono particolarmente favorevole alla reintegrazione di Bani. Se mi avessero ficcato aghi in vena a 16 anni avrei voluto esattamente sapere il loro contenuto, ma scherziamo. 16 anni non sono 7 anni, si è giovani ma si riescono ad interpretare gli avvenimenti del mondo esterno.
 

GlB

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relativamente al caso Bani io non sono molto convinto, a me piacciono le regole chiare: questa sostanza è doping e questa no.
Anche se eticamente riprovevole, intendo somministrare farmaci a ragazzini, diventa poi difficile capire chi si dopa e chi no. Io in certi periodi dell'anno integro con acido folico (per via orale) è doping? io non credo non è nella lista delle sostanze ma è una delle sostanze per le quali hanno accusato i medici e Bani.
e gli amminoacidi, e il polase e i carboidrati e la pastasciutta.
Occhio le streghe le bruciavano non tanti anni fa...