Benessere e vino possono convivere?

lupin IV

Maglia Iridata
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Dipende dalla tecnologia adottata. Personalmente non mi pare centrale, rispetto al tema. Aldilà dell'OMS dovrebbe esistere la consapevolezza informata riguardo alla differenza tra alcool al 13/14 ed alcool all'1 %
Quindi meglio una bottiglia con alcol all'1% o due dita di vino classico?
 

never give up!

max_good
9 Gennaio 2010
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krypton xroad - 0 slr
Ma non devi spiegarlo a me, come puoi vedere dalla scheda informativa del prodotto postata da @ProgettoWinWin il vino dealcolato non è in ogni caso privo del tutto di alcol.
Chi sostiene che nessuna quantità di alcol è ritenuta esente da rischi deve farsene una ragione (@never give up! ).
;nonzo% farmi una ragione de che?

che poi, sono questioni normative, infatti l'articolo dice:

Il vino dealcolato, che può essere totalmente o parzialmente analcolico, si ottiene a partire da un vino reale
edit

Da non confondere con bevande, spesso fermentate, che cercano di ricordare alcuni sapori del vino, ma sono prodotte a partire da materie prime completamente diverse. In questo caso la gradazione alcolica, seppur minima, è comunque presente per via della fermentazione degli zuccheri».

starà al consumatore scegliere quello che vuole...
 
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thornn

Apprendista Velocista
16 Novembre 2020
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trek
Ma non devi spiegarlo a me, come puoi vedere dalla scheda informativa del prodotto postata da @ProgettoWinWin il vino dealcolato non è in ogni caso privo del tutto di alcol.
Chi sostiene che nessuna quantità di alcol è ritenuta esente da rischi deve farsene una ragione (@never give up! ).
si fa il calcolo costo / beneficio. il kefir ha un leggero tasso alcolico ma gli effetti benefici vengono superati. il vino normale ha un alto tasso alcolico che supera di gran lunga i benefici
 
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ProgettoWinWin

Novellino
16 Giugno 2026
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nessuna
Ok, lo dico anche a te. Il vino dealcolato NON è comunque del tutto privo di alcol, quindi sarebbe una falsa soluzione da questo punto di vista.
No l'articolo dice che nel caso sia dealcolato totale può avere fino a un massimo di 0,5% di gradazione alcolica. Le bottiglie in vendita sono allo 0.0% principalmente. Questo significa che appunto potrebbero avere dei residui, ma si parla di percentuali così basse che sarebbe come paragonare la nicotina nei pomodori al fumare una sigaretta.
 
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mauretto

teenage punk
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un onesto ferro
Ben venga un prodotto che non mette in pericolo patente e salute, purché organoletticamente all'altezza (al momento mi pare sia l'aspetto più critico),
Esatto, è e secondo me sarà sempre un problema irrisolvibile. Per lo meno per il palato un pò più fino che un minimo minimo ci capisce. Poi chiaramente c'è anche a chi piace il "Frizzantello" del discount da 0,40€ al litro fatto con le polverine, ma lasciamo stare
Che io sappia ad oggi per togliere l'alcool dal vino, o lo distilli o lo filtri. E in entrambi i casi inevitabilmente oltre alle molecole di alcool il processo si porta via anche qualcosina d'altro, che conferisce le caratteristiche organolettiche del vino. Senza contare che l'alcool stesso ha una azione sulle mucose della bocca (si può dire irritazione? Se bevi alcool puro praticamente ti ustioni, per dire) che, se manca, in ogni caso ci farebbero percepire in maniera diversa gli aromi, la corposità etc.
 

mauretto

teenage punk
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un onesto ferro
Che poi secondo me un pò tutti noi stiamo facendo l'errore di confrontare un vino dealcolato con il suo corrispettivo classico e quindi alcoolico. Un Traminer aromatico DOC non me lo puoi definire (più o meno ufficialmente) Traminer aromatico DOC dealcolato.
Secondo me si potrebbe aprire un mondo per le bevande dealcolate, con le loro peculiarità e le loro caratteristiche sicuramente diverse da un vino classico ma magari apprezzabilissime. Parti dal vitigno, segui tutto il processo, lo affini, lo dealcoli (o magari il contrario) e ottieni qualcosa di unico con le sue caratteristiche precise. E poi ne crei altri e altri, tutti diversi, ognuno con le sue note, i suoi aromi. Non lo chiamerai vino, perchè vino non è, ma avrà assolutamente la sua dignità come bevanda che fa parte di un mondo a sè stante. Potenzialmente è un business pazzesco perchè apre una nuova via...il difficile sarebbe farlo comprendere in maniera corretta e consapevole al pubblico
 
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lupin IV

Maglia Iridata
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No l'articolo dice che nel caso sia dealcolato totale può avere fino a un massimo di 0,5% di gradazione alcolica. Le bottiglie in vendita sono allo 0.0% principalmente. Questo significa che appunto potrebbero avere dei residui, ma si parla di percentuali così basse che sarebbe come paragonare la nicotina nei pomodori al fumare una sigaretta.
Ok, potevi spiegarlo prima, non sono un tecnico e mi sono limitato ad interpretare l'articolo.
 

Zac36100

CANCELLO
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che, per la maggior parte, evapora appena apri la confezione...infatti quelle cose, tipo pane in cassetta, una volta aperta deperisce, più o meno, come il pane fresco...(parlo di deperimento, non il fatto che diventi secco, se non diventa duro non è per l'alcool, ma per gli ingredienti, tipo l'aggiunta di farina di malto d'orzo)
passo le giornate a spiegarlo agli amici, l'alcool che si trova nel pane evapora ben prima di dare il primo morso ed è il miglior conservante piuttosto che mangiare sorbato di potassio.
Ricordatevi di chiudere bene la confezione e NON mettere in frigo
 

lupin IV

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Che poi secondo me un pò tutti noi stiamo facendo l'errore di confrontare un vino dealcolato con il suo corrispettivo classico e quindi alcoolico. Un Traminer aromatico DOC non me lo puoi definire (più o meno ufficialmente) Traminer aromatico DOC dealcolato.
Secondo me si potrebbe aprire un mondo per le bevande dealcolate, con le loro peculiarità e le loro caratteristiche sicuramente diverse da un vino classico ma magari apprezzabilissime. Parti dal vitigno, segui tutto il processo, lo affini, lo dealcoli (o magari il contrario) e ottieni qualcosa di unico con le sue caratteristiche precise. E poi ne crei altri e altri, tutti diversi, ognuno con le sue note, i suoi aromi. Non lo chiamerai vino, perchè vino non è, ma avrà assolutamente la sua dignità come bevanda che fa parte di un mondo a sè stante. Potenzialmente è un business pazzesco perchè apre una nuova via...il difficile sarebbe farlo comprendere in maniera corretta e consapevole al pubblico
Perfetto, hai espresso esattamente ed in modo sicuramente migliore, quello che intendo io.
 
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Pingolo

Pedivella
18 Gennaio 2024
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Ti ho già risposto, ognuno decide a cosa rinunciare e che rischi assumersi, ma il fatto che ci siano altre cose che fanno male (o anche peggio) non implica che l'alcool non lo faccia.
Il punto non è se l'alcol fa male -la risposta è "si".
Il punto è: "qual è il rischio addizionale di problemi significativi di salute (tumori, malattie cardiovascolari, epatopatie, disturbi neurologici ecc) in base alla quantità di alcol consumata ed al periodo di consumo?

Perchè se guardi i dati dell'OMS scopri che loro definiscono "consumo moderato di alcol" il bere l'equivalente di una o due birre al giorno (che per mè è un'enormità), e che anche in questo caso il rischio addizionale rispetto al rischio di un non bevitore è decisamente basso.

Quindi si', teoricamente "l'alcol fa sempre male", ma nel mondo reale, numeri alla mano, qualche birra occasionale non fa nessunissima differenza statisticamente significativa.
 

rosmadbike

Pignone
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Megamo Raise 15 SH12 (MY 2023)
a meno di gravi patologie o di una questione genetica (gli asiatici) abbiamo tutti l'enzima alcol deidrogenasi che è in grado di scomporre l'alcool. Anche nelle donne in gravidanza (sebbene sia consigliata la totale astinenza)

Il fegato tipicamente "digerisce" circa 7 grammi / ora di alcool, e un bicchere di vino ne ha 10/12grammi.

quasi tutte le creme ed i prodotti da forno a livello industriale hanno aggiunta di alcool (quantià minime) a 96gradi per la conservazione
Perdonami, ma biologicamente e fisiologicamente parlando hai scritto una colossale castroneria! È vero che il fegato, grazie all’enzima alcol deidrogenasi, degrada l’etanolo in acetaldeide ma questo non significa che sia il “lavoro” normale per il fegato, appunto.
Come è già stato sottolineato più volte, non esiste una dose minima sicura di alcol da assumere. Questa è la sola verità e te lo dico da prof. di Biologia.
 

Pingolo

Pedivella
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Come è già stato sottolineato più volte, non esiste una dose minima sicura di alcol da assumere. Questa è la sola verità e te lo dico da prof. di Biologia.
Perdona, ma da uno che elabora e valida analisi statistiche tutti i giorni: quell'espressione è sostanzialmente uno slogan. Lo scopo di dire "non esiste una dose minima sicura di alcol" è principalmente quello di contrastare le credenze radicate (e anche qualche indicazione medica non recentissima) secondo cui "un po' di alcol fa bene".

Ma ripeto: concretamente, bersi qualche birra all'anno porta ad un rischio addizionale infinitesimo e senza nessun effetto misurabile.
Quindi si', esiste una dose minima sicura di alcol.
 

rosmadbike

Pignone
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Perdona, ma da uno che elabora e valida analisi statistiche tutti i giorni: quell'espressione è sostanzialmente uno slogan. Lo scopo di dire "non esiste una dose minima sicura di alcol" è principalmente quello di contrastare le credenze radicate (e anche qualche indicazione medica non recentissima) secondo cui "un po' di alcol fa bene".

Ma ripeto: concretamente, bersi qualche birra all'anno porta ad un rischio addizionale infinitesimo e senza nessun effetto misurabile.
Quindi si', esiste una dose minima sicura di alcol.
Quindi SBAGLI! Il concetto è un altro: assumersi il rischio, quello sì che potrebbe essere minimo ma dipende dal singolo, legato al consumo di alcol.
Se vuoi approfondire, ecco qua: https://www.santagostino.it/magazine/quanto-alcol-bere/
 

Pingolo

Pedivella
18 Gennaio 2024
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Quindi SBAGLI! Il concetto è un altro: assumersi il rischio, quello sì che potrebbe essere minimo ma dipende dal singolo, legato al consumo di alcol.
Se vuoi approfondire, ecco qua: https://www.santagostino.it/magazine/quanto-alcol-bere/

Il link che mi hai girato conferma ciò che ho scritto, caro.
Così come lo studio originale di Lancet che trovi qui: https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(18)31310-2/fulltext

Per tua informazione: la metodologia standard in questi studi considera chi beve meno di una unità alcolica al giorno come non bevitore.

Leggiti lo studio e scoprirai che la dose minima valutata è di un drink al giorno (o, in alcuni casi, alla settimana).

Quindi, di nuovo: bere occasionalmente ha rischio zero. E non è una mia opinione, è la metodologia usata.
 

Petgold969

pistorium opus chef
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Caad 12 + MTB full 29"
ma perdonatemi, non mi pare di aver scritto che bisogna bandire tutto ciò che è "pericoloso"... ognuno è libero di fare le proprie scelte e valutare il rapporto rischio/beneficio che più gli è congeniale... l'unico appunto che ho fatto è che la dose sicura dell'alcol è zero, poi ognuno trae le proprie conclusioni. se bere la birra ti fa rilassare o passare una bella serata bevila, lo faccio anche io quella volta al mese.
Anche perchè bisogna distinguere quello che è potenzialmente pericoloso da quello che è letale.
Non è che un bicchiere di vino o di birra ti mandano direttamente al creatore altrimenti oltre la metà della popolazione sarebbe deceduta. o-o
 

Zac36100

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Perdonami, ma biologicamente e fisiologicamente parlando hai scritto una colossale castroneria! È vero che il fegato, grazie all’enzima alcol deidrogenasi, degrada l’etanolo in acetaldeide ma questo non significa che sia il “lavoro” normale per il fegato, appunto.
Come è già stato sottolineato più volte, non esiste una dose minima sicura di alcol da assumere. Questa è la sola verità e te lo dico da prof. di Biologia.
grazie per la precisazione, chiaramente non sono un esperto ma è interessante ciò che dici.
Purtroppo temo di avvelenarmi di più respirando l'aria della pianura Padana più che i 2/3 bicchieri di vino a settimana.