Ricordate che il calcestruzzo non 'asciuga', ma subisce una reazione chimica in cui l'acqua partecipa non 'asciugandosi', ma scomponendosi e reagendo con il cemento. Ovvio a questo punto che la temperatura influenzi sostanzialmente la reazione e che gli additivi possano fare poco superato una certa finestra di temperature (tanto calde che fredde)...
Certo e infatti si scalda (l'idratazione libera energia).
Però tale reazione va da poche ore per l'alluminato tricalcico a qualche giorno per il silicato e le componenti ferriche, a temperature ottimali (12-20 sopra lo zero). Poi i muratori non è che dosano l'acqua nel rapporto stechiometrico perfetto, ma in eccesso.
L'eccesso di acqua deve, pian piano, "asciugare", e l'acqua che partecipa alle reazioni le completa in tempi variabili fino ad alcuni giorni.
Se nel frattempo siamo addirittura sotto zero, l'acqua non fa in tempo a reagire, in parte, ovvio, ma viene trasformata in tanti germi ghiacciati che rendono spugnosa la massa. Ancor più l'acqua in eccesso.
E parte della massa non consiste tutta di alluminato idratato causa interruzione da gelo.
Ne deriva un manufatto debole e talvolta friabile.